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Brutto incidente al Bergamo Historic Gran Prix: Ferrari si schianta contro un albero

Guidare una Ferrari d’epoca non è un gioco da ragazzi. Un iconico modello ha fatto una pessima fine al Bergamo Historic Gran Prix

Brutto incidente al Bergamo Historic Gran Prix: Ferrari si schianta contro un albero
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 1 giu 2026

Domenica 31 maggio, durante la rievocazione storica della sfida lombarda, un conducente a bordo di Ferrari ha avuto un imprevisto e ha colpito in pieno un albero. Il 19 maggio 1935 Bergamo fu l’unica città italiana ad ospitare i campioni dell’automobilismo e, a distanza di 91 anni, l’edizione si è concentrata lungo le Mura di Città Alta.

II conducente a bordo della Ferrari 208 GTS Turbo ha perso il controllo nei pressi del Parking Fara, mentre procedeva in direzione di Sant’Agostino lungo il tradizionale percorso di circa tre km e uscendo dalla carreggiata non è riuscito ad evitare un albero. L’auto modenese era una delle 80 partecipanti alla manifestazione, oltre a 60 motociclette. Dopo la tradizionale esposizione della mattinata, nel pomeriggio le vetture hanno affrontato un breve tracciato lungo le Mura.

Festa rovinata

Gli attimi di gioia si sono trasformati in panico con l’uscita di strada della vettura. Il conducente ha perso il controllo del mezzo in accelerazione, dopo il bivio tra via della Fara e via San Lorenzo, a causa della presenza probabilmente di una macchia d’olio sull’asfalto. La vettura ha puntato verso la zona riservata al pubblico, sfiorando alcuni spettatori prima di terminare la corsa contro un albero. Per fortuna l’unica vittima è stata la vettura del Cavallino, ma sarebbe potuta essere una tragedia.

A bordo dell’auto c’erano due passeggeri. In base alle prime ricostruzioni, il conducente avrebbe sbagliato la fase di accelerazione, nel tratto successivo al bivio tra via della Fara e via San Lorenzo, ma c’è chi sottolinea che la variazione improvvisa di aderenza sia stata dettata dalla presenza dell’olio. Nelle supercar del passato occorre essere molto gentili nel rilascio della frizione e nella gestione del gas. Basta veramente poco per combinare un disastro.

L’arrivo dei soccorritori

Per fortuna non si sono registrati feriti gravi. Il pronto intervento degli addetti alla sicurezza e della Croce Rossa ha allontanato ogni dubbio. Le immagini dell’auto distrutta fanno comunque male al cuore dei puristi. Per creare un capolavoro nel 1982 la Casa modenese adottò il motore turbocompresso V8 in alluminio nato per i piloti nelle sfide automobilistiche.

Con una potenza di ben 220 cavalli superava i 240 km/h con uno scatto bruciante secondo gli standard dell’epoca. La 208 fu venduta in due versioni di carrozzeria, coupé (GTB), e con tettuccio asportabile (GTS). Complessivamente furono realizzati 160 esemplari della GTB e 140 esemplari della GTS, a cui si aggiungevano le versioni Turbo. L’auto nella festa bergamasca è andata distrutta, ma per fortuna non si sono registrati feriti gravi né tra il pubblico né tra gli occupanti.

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