Hyundai Mission to Blue, la sfida per salvare i nostri mari dall'inquinamento
Attraverso l’alleanza con LifeGate e l’adozione dell’innovativo kit FoamFlex, Hyundai compie un’azione concreta per la tutela del mare
Hyundai non è soltanto auto, come dimostra la profondità e la versatilità produttiva di questa azienda, che spazia dall’acciaio alla costruzione delle navi, fino ai più moderni robot. E per dimostrare, ancora una volta, di avere uno sguardo fuori dal coro, l’azienda coreana ci ha voluto stupire con il progetto Mission to Blue che si pone come obiettivo difendere il mare e il suo variopinto ecosistema da tutte le ingerenze negative prodotte in maggioranza dall’operato umano. Per comprendere questa iniziativa siamo stati a Livorno, una delle città portuale più importanti d’Italia, che ha un rapporto viscerale con le acque blu che bagnano il suo litorale.
Tornando a Mission to Blue, parliamo di un’iniziativa nata in collaborazione con LifeGate all’interno della Water Defenders Alliance. Non si tratta solamente di un programma di responsabilità sociale, ma di un autentico intervento tecnico volto alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici attraverso l’impiego di tecnologie d’avanguardia. Dopo il debutto a Milano, l’approdo nella città labronica sottolinea la volontà di Hyundai di proteggere territori dall’immenso valore naturalistico, come le acque che si affacciano sul Santuario Internazionale per i Mammiferi Marini del Mediterraneo, meglio noto come Santuario Pelagos.
La Water Defenders Alliance: un ecosistema per il mare
Mission to Blue – come anticipato – va a inserirsi in un quadro molto ampio: la Water Defenders Alliance coordinata da LifeGate. Questo sodalizio mette insieme in modo strategico imprese, istituzioni, porti, il mondo della ricerca scientifica e le comunità locali. Il target finale è tanto ambizioso quanto necessario: sviluppare azioni concrete, misurabili e basate sulla scienza per difendere le acque italiane dall’inquinamento da plastiche, microplastiche e sversamenti di idrocarburi.
Il Mar Mediterraneo, pur coprendo una superficie ridotta rispetto agli oceani globali, è una delle regioni a più alta biodiversità al mondo, ma è anche una delle più minacciate dalle attività antropiche. Come dichiarato da Enea Roveda, CEO di LifeGate: “Le imprese sono il cuore pulsante del tessuto economico e sociale del Paese, per questo devono essere le principali alleate per difendere la salute e il benessere del territorio e della sua comunità”. Questa unione di intenti consente di trasformare singole azioni locali in un progetto nazionale per la difesa di una risorsa da cui dipende circa la metà dell’ossigeno che respiriamo.
Il kit FoamFlex
La parte primaria dell’iniziativa svoltasi a Livorno ha riguardato la fornitura al Marina Livorno D-Marin di uno speciale kit di pronto intervento per la gestione degli sversamenti accidentali di oli e idrocarburi. Il kit si basa sulla tecnologia FoamFlex, un brevetto interamente “made in Italy" sviluppato dalla PMI clean-tech T1 Solutions.
Ma come funziona esattamente questa tecnologia? FoamFlex consiste in una serie di grandi spugne assorbenti dotate di proprietà fisiche straordinarie. La loro struttura permette di assorbire selettivamente oli e idrocarburi, separandoli istantaneamente dall’acqua senza trattenerne nemmeno una goccia. La spugna può trattenere sostanze inquinanti fino a 30 volte il proprio peso.
L’aspetto più rivoluzionario del kit risiede nella sua sostenibilità e circolarità: ogni spugna, infatti, può essere riutilizzata fino a 200 volte. Inoltre, grazie allo strizzatore incluso nel kit, è possibile recuperare fino al 100% degli oli raccolti. Questi ultimi non vengono smaltiti come rifiuti irrecuperabili, ma possono essere destinati alla filiera degli oli esausti, rientrando in determinati cicli produttivi in un’ottica di economia circolare. Infine, un solo chilogrammo di materiale FoamFlex è in grado di assorbire fino a 6.000 kg di idrocarburi nel corso del suo intero ciclo di vita.
Questa tecnologia è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) come prodotto inerte dal punto di vista chimico e biologico, garantendo che non vi sia alcuna dispersione di materiali inquinanti in acqua durante le operazioni di bonifica.
Prevenire il “silenzioso” inquinamento quotidiano
Per comprendere l’importanza di strumenti come il kit FoamFlex, è necessario osservare i dati allarmanti sull’inquinamento del Mediterraneo. Ogni anno circa 600.000 tonnellate di idrocarburi finiscono nelle sue acque. Se le grandi emergenze ambientali catturano l’attenzione dei media, il danno maggiore è spesso causato dai piccoli e costanti sversamenti accidentali quotidiani: acque di sentina, rifornimenti e manutenzioni motoristiche. L’impatto è devastante se si considera che basta un solo litro di olio per contaminare un milione di litri d’acqua, compromettendo l’ossigenazione dell’ecosistema.
L’uso del kit permette quindi un intervento tempestivo direttamente a bordo delle imbarcazioni o sulle banchine dei porti, prevenendo l’inquinamento chimico prima che si diffonda. Gianluca Sabato, Marina Manager di Marina Livorno, ha sottolineato l’importanza di questa prevenzione: “Il kit anti sversamenti che inauguriamo oggi rafforza la capacità operativa del marina nella prevenzione di possibili impatti sulle acque, in linea con l’approccio responsabile che D-Marin promuove in tutte le proprie destinazioni”.
“Progress for Humanity”: la visione di Hyundai
Mission to Blue non è un’iniziativa isolata, ma parte integrante della strategia di Creating Shared Value (CSV) di Hyundai, che poggia sui tre pilastri fondamentali: “Earth", “Hope" e “Mobility". In particolare, il pilastro “Earth" guida le attività dedicate alla tutela ambientale, che includono anche la collaborazione globale con la Healthy Seas Foundation.
La visione del Brand, “Progress for Humanity", riflette l’idea che il progresso tecnologico debba essere orientato al miglioramento della vita delle persone e al supporto delle comunità. Giulio Marc D’Alberton, Head of PR and Events di Hyundai Italia, ha spiegato: “Con Mission to Blue vogliamo dare il nostro contributo alla tutela di una risorsa fondamentale come l’acqua, attraverso una iniziativa che ha l’obiettivo di generare un impatto positivo e misurabile sul territorio”.
Portare una tecnologia operativa in un contesto di così elevato valore naturalistico come Livorno e il Santuario Pelagos significa agire concretamente per la tutela di un bene condiviso. Come ricordato da Lajal Andreoletti, Head of Impact Projects di LifeGate, questa iniziativa è anche un’occasione per accrescere la consapevolezza: “È questo l’approccio della Water Defenders Alliance: promuovere interventi concreti, misurabili e replicabili, capaci di generare un impatto positivo sui territori e di favorire una cultura della sostenibilità nel tempo”.
Mission to Blue a Livorno rappresenta un modello di responsabilità territoriale dove l’innovazione tecnica italiana incontra l’impegno di un leader globale dell’automotive. Il primo passo per vivere bene in questo mondo è volergli bene e per farlo bisogna prendersi cura di lui. Questa è la direzione giusta.