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Guida autonoma, ex googler condannato a risarcire $179 Mln

Anthony Levandowski è accusato di 33 capi di furto o tentato furto di proprietà intellettuale ai danni di Google, per un totale di oltre 14.000 documenti sulla guida autonoma.

Guida autonoma, ex googler condannato a risarcire $179 Mln
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Francesco Rizzà
Francesco Rizzà
Pubblicato il 5 mar 2020

Anthony Levandowski è un ex ingegnere che ha lavorato con Google agli albori del progetto di auto a guida autonoma, evoluto poi nell'azienda Waymo. A un certo punto Levandowski decise di passare a Uber, e lì iniziarono i suoi guai. È stato accusato di ben 33 capi di furto o tentato furto di proprietà intellettuale ai danni di Google, per un totale di oltre 14.000 documenti; nelle scorse ore un giudice gli ha ordinato di pagare a Google 179 milioni di dollari come risarcimento.

È possibile che Levandowski non dovrà tirare fuori il denaro di tasca propria. Nel suo contratto con Uber è stipulato che sarebbe stata proprio Uber a pagare qualora emergessero contenziosi di questo tipo. Nel dubbio, comunque, Levandowski ha dovuto fare richiesta di bancarotta, dicendo di possedere meno di 100 milioni di dollari in risorse finanziarie personali. Vale la pena precisare che a un certo punto Google versò all'ex dipendente un bonus una tantum del valore di 120 milioni. In ogni caso, questo specifico aspetto della questione dovrà essere risolto tra Levandowski e Uber.

Levandowski arriva in Google nel 2007 per lavorare a Google Street View mentre continua a dedicarsi ad altri progetti indipendenti nel campo della guida autonoma – in particolare sulla tecnologia LIDAR per la mappatura dell'ambiente. Abbandona Google nel 2016 per fondare Otto, che crea kit di guida autonoma da montare su camion di grandi dimensioni. Pochi mesi dopo, Otto viene acquisita da Uber, così Levandowski diventa il responsabile del progetto di guida autonoma presso la società di ride hailing. Si sospetta che l'ex Googler abbia manovrato per danneggiare il suo ex datore di lavoro con la complicità del fondatore di Uber Travis Kalanick, famoso proprio per la sua spregiudicatezza.

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Commenti Regolamento
M
Ma ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse è quello che non ha capito.

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse il finale un po' "incerto" ... In cambio vedi anche pubblicità, ma soprattutto gli dai tutti i tuoi dati della tua vita privata ... Che è diverso da guardare pubblicità

B
B!G Ph4Rm4 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè scusa dovresti poter usare google, gmail, android, maps, youtube e tutto il resto gratis? O fai un abbonamento o permetti l'uso dei tuoi dati a scopi pubblicitari, non è "tipo un lavoro", usufruisco dei loro (eccellenti) servizi e in cambio vedo (in realtà non la vedo nemmeno, però vabbe) la loro pubblicità.

M
Ma ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi tu non usi Google, Gmail, Android o un qualsiasi altro servizio? La pubblicità legata a siti come questo, Facebook, Instagram ecc...
Per non fornire informazioni a Google, dovresti avere un feature phone (solo con funzioni basilari) ed evitare di navigare in internet.

C
Cito miro 01 Jan 1970 @ 00:00

Na strizzatina , come ciro mito mi hanno ribannato

R
Riccardo sacchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta avere le stesse competenze.

B
B!G Ph4Rm4 01 Jan 1970 @ 00:00

Mmh, no, non credo

N
NEXUS 01 Jan 1970 @ 00:00

con tesla si ammazzano meglio

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Già lavori per google ..... ma gratis.

B
B!G Ph4Rm4 01 Jan 1970 @ 00:00

Me cojones voglio andarci a lavorare pure io da google

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sta.
In Google non sono proprio dei santi....

C
Cito miro 01 Jan 1970 @ 00:00

È un cognome che mi ricorda solo un grande giocatore di calcio