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Ford vs Trump: richiesta di maxi rimborso da 1,3 miliardi a causa dei dazi

Non solo Ford: sono tante le Case costruttrici di automobili che si sono ritrovate con buchi nei bilanci a causa dei dazi americani

Ford vs Trump: richiesta di maxi rimborso da 1,3 miliardi a causa dei dazi
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 1 mag 2026

La politica protezionistica del rieletto presidente degli Usa, Donald Trump, ha generato enormi problemi gestionali per i produttori di auto. La questione non riguarda solo i top brand europei e asiatici che sono stati colpiti da pesanti dazi, ma anche storici marchi americani hanno dovuto fronteggiare una emergenza inaspettata che ha causato rallentamenti nelle catene di montaggio e licenziamenti.

L’Amministrazione Trump non ha considerato gli effetti sull’industria dell’automotive interna. Una recente sentenza della Corte Suprema ha cancellato le tariffe doganali varate in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), facendo tirare un sospiro di sollievo a diversi major.

La posizione di Ford

La Casa dell’Ovale blu ha spiegato che occorrerà rivedere al rialzo le prospettive commerciali dell’anno in corso, attendendo un maxi rimborso da parte di Washington per le spese sostenute nei mesi di applicazione dei dazi. La Ford ha stimato un potenziale beneficio una tantum da 1,3 miliardi di dollari (1,11 miliardi di euro al cambio attuale), quasi il triplo dei 500 milioni indicati da General Motors, in conseguenza della decisione della Corte Suprema.

Questi dati forniscono la fotografia del danno compiuto dal tycoon newyorkese al mondo delle quattro ruote. Le altre tariffe, non rientranti nella sentenza, continueranno a generare effetti negativi per circa 1 miliardo di dollari. Per ora i dazi non si sono rivelati la panacea di ogni male, creando tensioni interne e internazionali in una fase già piuttosto critica.

Nuove prospettive

Il rimborso garantirà a Ford un 2026 potenzialmente positivo. L’utile operativo rettificato è ora stimato tra 8,5 e 10,5 miliardi di dollari, a fronte del precedente intervallo compreso tra 8 e 10 miliardi. La Casa di Detroit ha specificato come le prospettive annuali non tengano conto dell’eventuale impatto di una crisi prolungata in Medio Oriente o di un crollo dell’economia statunitense a causa del conflitto bellico.

Il primo trimestre dell’anno non è stato negativo. Con un calo del 4% delle vendite, il fatturato totale infatti è cresciuto del 6% a 43,3 miliardi di dollari, mentre l’utile operativo è più che triplicato, schizzando da 1 a 3,5 miliardi, e i profitti sono saliti da 500 milioni a 2,5 miliardi. Ford ha superato le aspettative degli analisti – utile per azione di 66 centesimi, contro i 19 previsti, e ricavi automobilistici di 39,82 miliardi, a fronte dei 38,82 attesi – cavalcando l’hype con performance favorevoli delle attività tradizionali.

La divisione Blue ha marcato un rialzo dei ricavi del 14% a 23,9 miliardi e un balzo dell’utile operativo da 96 milioni a 1,94 miliardi (margine dell’8,1%), mentre Pro, relativa ai veicoli commerciali, è scesa del 3%, con un Ebit in crescita da 1,3 a 1,68 miliardi. La divisione elettrica Model, nonostante vendite in aumento del 10% e ricavi stabili a 1,2 miliardi, ha marcato un risultato operativo negativo per 777 milioni.

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