Il prossimo Ford Ranger sarà cinese? Forse Geely lo ha svelato
Il paradosso Ford: tra l'allarme per la "minaccia cinese" e le trattative segrete con Geely. Dal nuovo Ranger elettrico alla Xiaomi di Farley
Il mondo dell’auto si sta rendendo protagonista di un paradosso… che sa di ironia sottile. Da un lato c’è Jim Farley. Il CEO di Ford, che lancia l’allarme. Attenzione, le case automobilistiche cinesi non sono solo concorrenti, sono una “minaccia esistenziale”. Secondo Farley, aprire le porte degli Stati Uniti a Pechino sarebbe un colpo fatale per l’industria a stelle e strisce. Il motivo? Giganti come BYD sono anni luce avanti nella tecnologia delle batterie e nell’abbattimento dei costi, forti di un sostegno governativo che l’America sembra aver smarrito negli ultimi anni, in particolare durante l’amministrazione Trump.
Eppure, dall’altro lato della barricata, Geely sembra aver recepito il messaggio in modo molto pragmatico: se Ford ammette di essere in difficoltà, perché non offrirle una mano (e una piattaforma)?
La sfida elettrica di Ford: tra autonomia e risparmio
Nonostante le sirene orientali, l’Ovale Blu non sta certo a guardare. Il quartier generale di Dearborn è nel pieno dello sviluppo della sua Universal EV Platform. L’obiettivo è ambizioso. Ovvero creare una famiglia di auto elettriche finalmente accessibili a partire dal 2027.
Il capofila di questa nuova era sarà un pick-up elettrico di medie dimensioni. Non sarà solo un mezzo da lavoro, ma un concentrato di efficienza. Ben 482 Km di autonomia, sistema a 48 volt e batterie LFP (litio-ferro-fosfato). Il tutto con un obiettivo di prezzo che suona come una promessa: 30.000 dollari. Una cifra che renderebbe l’elettrico una scelta reale per la classe media americana.
Segreti “sussurrati”: il futuro del Ranger è cinese?
Ma mentre Ford pianifica il suo futuro in solitaria, alcune indiscrezioni trapelate dai piani alti di Geely raccontano una storia diversa. Alex Gu, vicepresidente di Geely Auto International, si è lasciato sfuggire un dettaglio che probabilmente sarebbe dovuto restare riservato. Quale? Aprite le orecchie. Il colosso cinese starebbe già collaborando con Ford per la prossima generazione del Ranger.
Se l’attuale Ranger (il modello T6.2) è fresco di debutto (2023), il suo successore previsto per l’inizio degli anni 2030 potrebbe quindi avere un cuore tecnologico condiviso. Geely sta infatti sviluppando un nuovo pick-up per il 2028 e ha messo sul piatto la propria piattaforma come base pronta all’uso. “O investono cifre enormi e anni di ricerca, o collaborano con noi", ha sintetizzato Gu con brutale onestà.
Un Risiko globale: l’asse Valencia-Michigan
Se Ford dovesse accettare, non sarebbe sola. Geely è già il baricentro di una rete fittissima che include Renault, Polestar, Lotus, Mercedes-Benz e, naturalmente, Volvo. Anche altri rivali hanno già ceduto al pragmatismo. Volkswagen collabora con XPeng e Toyota ha una joint venture con BYD.
Le diplomazie sono già al lavoro. Delegazioni Ford sono state avvistate in Cina e i vertici di Geely sono volati nel Michigan. Al centro della discussione c’è un’ipotesi concreta: utilizzare gli stabilimenti Ford in Europa (con Valencia, in Spagna, in pole position) per produrre veicoli nati dalla tecnologia Geely.
Il CEO che guida “il nemico”
Il quadro finale è quasi cinematografico. Mentre Ford smentisce ufficialmente ogni collaborazione su suolo americano per proteggere la propria immagine nazionale, la realtà quotidiana racconta un’altra storia. Jim Farley, lo stesso uomo che mette in guardia dalla minaccia cinese, per i suoi spostamenti quotidiani non usa una Mustang Mach-E, ma una Xiaomi SU7, la berlina elettrica prodotta dal colosso cinese dell’elettronica. Ci siamo “intesi"…
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