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Scadono le accise ed Eni taglia il prezzo del diesel di 7,5 centesimi

Il gruppo energetico va oltre le indicazioni del MIMIT. Anche IP, Q8 e Tamoil ritoccano i listini. Oggi il CdM decide sulla proroga.

Scadono le accise ed Eni taglia il prezzo del diesel di 7,5 centesimi
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 30 apr 2026

Il caro carburante è destinato a perdurare. Parallelamente il taglio delle accise previsto dal governo (e già prorogato, ma in scadenza il 1° maggio) per il momento non verrà rinnovato. Mentre si attende dal Governo una decisione su una possibile ulteriore proroga, arriva per gli automobilisti una notizia positiva da parte di Eni. Nella giornata di ieri, infatti, il gruppo energetico ha deciso di tagliare il prezzo del gasolio alla pompa di 7,5 centesimi al litro. A oggi rappresenta uno degli interventi più marcati degli ultimi mesi.

La decisione di ENI

La decisione di Eni arriva poche ore dopo la riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi al MIMIT. In quella sede il ministero aveva analizzato l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, indicando che i presupposti di mercato giustificavano un calo del gasolio alla pompa nell’ordine dei sei centesimi al litro. Eni è andata oltre quella soglia, applicando un ribasso di 7,5 centesimi. Quella di Eni non è stata una mossa isolata. Anche IP ha ridotto la benzina di 3 centesimi, Q8 di 2 centesimi, mentre Tamoil è intervenuta sul diesel con un ribasso di 2 centesimi.

Stando alle rilevazioni mattutine, la benzina self-service sulla rete stradale si attesta a 1,743 euro al litro (in lieve rialzo di 3 millesimi), mentre il gasolio scende a 2,056 euro al litro. In autostrada i prezzi restano più elevati con la benzina a 1,797 euro e il diesel a 2,115 euro. Il GPL si mantiene a 0,795 euro al litro, il metano a 1,577 euro al kg.

L’attesa per la decisione del Consiglio dei Ministri

Secondo le ultime indiscrezioni l’orientamento del CdM è verso una mini-proroga di circa 15 giorni, questa volta non più uniforme. Lo sconto sarà differenziato con il taglio più incisivo sul diesel, meno generoso sulla benzina. La ragione è nei numeri. Il gasolio ha registrato un rincaro medio del 24% dall’inizio della crisi, contro il 6% circa della benzina. Senza intervento, la benzina tornerebbe intorno a 1,98 euro al litro e il diesel supererebbe nuovamente i 2,30 euro al litro.

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