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Benzina e diesel, il pieno costa fino a 2,50 euro in meno. Ma fino a quando?

Il diesel guida il ribasso, ma i livelli restano elevati rispetto alla media degli ultimi mesi. Quanto costa in meno il pieno

Benzina e diesel, il pieno costa fino a 2,50 euro in meno. Ma fino a quando?
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 17 apr 2026

Dopo settimane di rincari che avevano spinto il prezzo dei carburanti a livelli record, i dati dell’Osservatorio Prezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy segnalano un’inversione di tendenza. Nella giornata scorsa, la benzina al self-service si è attestata a una media nazionale di 1,773 euro al litro, mentre il gasolio a 2,134 euro. Il picco era stato toccato giovedì 9 aprile, con la benzina a 1,792 euro e il gasolio a 2,184 euro. Adesso, il pieno costa qualcosa di meno. Vediamo nel dettaglio.

Cosa è cambiato

È il diesel a guidare il ribasso con un calo di 5 centesimi al litro in una settimana. Per chi fa un pieno da 50 litri, significa circa 2,50 euro in meno rispetto a sette giorni fa. La benzina scende di quasi 2 centesimi. Sulla rete autostradale i prezzi restano più alti. Sempre i dati di ieri raccontano che la benzina superava 1,80 euro e il gasolio 2,18 euro.

Sulla rete ordinaria il calo del diesel è stato quasi doppio rispetto a quello registrato in autostrada, rendendo ancora più conveniente fare rifornimento. Per la benzina vale invece il discorso opposto. Il calo infatti è stato leggermente più accentuato in autostrada, riducendo di pochissimo il tradizionale divario con i distributori fuori dalla rete autostradale.

Segnali positivi sì, ma con cautela

Tutto risolto? Non proprio. Il segnale, per quanto positivo, va preso con cautela. I prezzi rimangono su livelli elevati rispetto alla media degli ultimi mesi e la discesa potrebbe subire una brusca inversione dopo il 1° maggio. All’inizio del mese prossimo, infatti, scade il taglio delle accise introdotto il 18 marzo e recentemente prorogato.

Il Governo dovrà decidere se rinnovarlo ancora o lasciarlo scadere. Nel frattempo, sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz che nelle ultime settimane hanno alimentato la volatilità delle quotazioni petrolifere e rappresentano ancora oggi la principale variabile di incertezza per l’andamento dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane. Tensioni che, anche se dovessero risolversi, non porterebbero a un’immediata riduzione del prezzo di diesel e benzina alla pompa.

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