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CATL, annunciata la produzione di massa di batterie al sodio

Addio al litio? CATL punta sulle batterie al sodio per auto elettriche economiche. Produzione di massa al via

CATL, annunciata la produzione di massa di batterie al sodio
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 22 apr 2026

Il colosso delle batterie CATL ha scelto il palcoscenico del suo evento Tech Day, lo scorso 21 aprile, per lanciare una sfida che promette di cambiare il volto della mobilità elettrica: l’era delle batterie agli ioni di sodio è ufficialmente alle porte. L’annuncio è di quelli che pesano. Con la produzione di massa fissata per il 2026 e una promessa ambiziosa per quando la filiera sarà a pieno regime. Ovvero portare le auto elettriche “economiche” a percorrere fino a 600 km con una sola ricarica.

Dietro questa accelerazione c’è il lavoro di Wu Kai, scienziato capo dell’azienda e accademico di primo piano, il quale ha confermato che i principali nodi produttivi sono stati sciolti. La strada è ormai spianata per dare il via alla produzione su larga scala già entro l’ultimo trimestre di quest’anno.

Addio al gelo e ai costi esorbitanti: i punti di forza del sodio

Ma perché questa tecnologia scalda così tanto gli animi degli esperti? Il segreto sta nella resilienza. A differenza delle attuali batterie LFP o NMC, che soffrono terribilmente le temperature rigide, le celle agli ioni di sodio non temono l’inverno. Possono infatti mantenere circa il 90% della loro capacità nominale anche a -40°C. Oltre alla resistenza climatica, c’è un enorme vantaggio economico. Il costo dovrebbe essere inferiore di circa il 30% rispetto alle batterie LFP. Inoltre, l’uso del sodio (abbondante e facile da reperire) permette di svincolare la produzione dal litio e da altri minerali rari, stabilizzando una catena di approvvigionamento spesso troppo fragile.

Un investimento miliardario per un mercato che cambia volto

La scommessa di CATL non è solo tecnica, ma finanziaria e strategica. Secondo i dati riportati dalla testata cinese NBD, entro il 2025 l’investimento in ricerca e sviluppo per il sodio ha sfiorato i 10 miliardi di yuan (circa 1.450 milioni di dollari). Per il presidente Robin Zeng, non si tratta di una semplice aggiunta al catalogo, ma di una sostituzione strutturale. L’idea è che il sodio arrivi a coprire tra il 30% e il 40% dell’intero mercato delle batterie, segnando una svolta epocale per l’industria.

Il debutto sulle strade, del resto, è già una realtà. Già nel dicembre 2025, CATL aveva delineato un piano d’attacco su quattro fronti: scambio batterie, auto private, mezzi commerciali e stoccaggio energetico. All’inizio del 2026 è arrivata la soluzione “Tectrans II”, che ha introdotto per la prima volta al mondo il sodio nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

Dalle utilitarie alle lunghe percorrenze: cosa ci si aspetta

Il settore delle auto passeggeri è il prossimo grande obiettivo. Proprio il 5 febbraio di quest’anno ha fatto il suo debutto la prima vettura di serie al mondo spinta da batterie al sodio, nata dalla collaborazione tra Changan Automobile e CATL, con il lancio commerciale previsto per metà anno. Ma non finisce qui: Gao Huan ha confermato che anche la Aion UT Super (nata dalla sinergia tra JD.com, GAC Group e CATL) avrà una sua versione al sodio, pronta per la produzione nel secondo trimestre del 2026.

Al momento, con una densità di circa 175 Wh/kg, queste batterie equipaggeranno principalmente micro-auto e veicoli compatti di segmento A, con prezzi competitivi sotto i 100.000 yuan (circa 14.500 dollari). Eppure, l’ottimismo resta alto. Con l’evoluzione della tecnologia, CATL è convinta che il sodio arriverà a coprire oltre il 50% delle richieste del mercato, garantendo quindi 600 km di autonomia alle elettriche pure e fino a 400 km alle ibride “extended-range".

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