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Una Vespa sulle spalle in salita: l'assurda impresa di Gunter Schachermayr

Lo stuntman Gunter Schachermayr scala la torre Salzkammergut con una Vespa PK da 112 cc sulla schiena per festeggiare gli ottant'anni dello scooter.

Una Vespa sulle spalle in salita: l'assurda impresa di Gunter Schachermayr
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 5 giu 2026

In genere su una Vespa ci si sale per viaggiare, ma per festeggiare gli ottant’anni del celebre scooter lo stuntman austriaco Gunter Schachermayr ha deciso di fare l’esatto contrario. Ha spento il motore, si è caricato il mezzo sulla schiena e ha iniziato a camminare.

Il teatro dell’impresa è il Monte Grünberg, a Gmunden, nella regione del Traunsee (Alta Austria). L’obiettivo sulla carta era semplice, nella pratica un inferno: raggiungere la cima della torre panoramica Salzkammergut con una Vespa PK da 112 cc sulle spalle.

Dieci minuti contro la gravità

I numeri spiegano bene la difficoltà del gesto. La torre è alta 39 metri e per arrivare in cima bisogna percorrere una rampa a spirale con una pendenza costante del 6%. Il problema vero? Un cronometro che correva veloce: Schachermayr aveva un limite massimo di 10 minuti per completare l’ascesa, pena il fallimento del tentativo. Portare un peso del genere in verticale, a passo di marcia, ha richiesto uno sforzo al limite delle possibilità umane.

Il crollo fisico a metà strada

I problemi veri sono iniziati quasi subito. Dopo le prime curve della rampa, il corpo del quarantottenne ha iniziato a cedere sotto il peso asimmetrico dello scooter. I primi segnali sono stati i dolori muscolari acuti ai polpacci e alla spalla destra, quella che sosteneva il carico maggiore.

Poi la situazione è peggiorata. Camminare in pendenza dentro una struttura circolare ha innescato forti vertigini e perdite di equilibrio. Schachermayr è stato costretto a rallentare, stringendo i denti per non cadere. Alla fine, la testa ha compensato dove le gambe non arrivavano più. Lo stuntman ha trovato le ultime energie per superare la crisi e toccare la vetta entro il tempo stabilito. Subito dopo aver posato la Vespa a terra, esausto, ha raccontato:

Spalla e colonna vertebrale mi fanno un male cane, ma con il supporto della mia squadra ce l’ho fatta.

Quindici ore di allenamento alla settimana

Nulla è stato improvvisato. Prima di tentare il record, Schachermayr aveva fatto dei test ravvicinati che avevano dato esiti preoccupanti. Trasportare una Vespa a spalle era molto più duro del previsto. La pressione sulla zona cervicale era quasi insopportabile e bilanciare il mezzo durante la camminata sembrava impossibile.

Per questo il quarantottenne ha dovuto stravolgere la sua routine dei mesi precedenti, seguendo un duro programma di allenamento HIIT (High-Intensity Interval Training). Il piano prevedeva sei sessioni a settimana da due ore e mezza ciascuna, per un totale di circa 15 ore di lavoro settimanale ad altissima intensità. Al carico di pesi e cardio è stato affiancato un regime alimentare rigidissimo, studiato per non fargli perdere energia durante i 10 minuti più lunghi della sua carriera.

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