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Audi Nuvolari, la rivoluzionaria supercar ibrida in carbonio da 1.001 CV

Il nuovo bolide della Casa dei Quattro anelli sembra anticipare le linee della prossima R8. La Nuvolari vanta performance da sogno

Audi Nuvolari, la rivoluzionaria supercar ibrida in carbonio da 1.001 CV
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 5 giu 2026

Audi non ha mollato l’idea di dare un futuro alla supersportiva che è stata pensionata lo scorso anno. La Nuvolari accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi, grazie a un poderoso motore ibrido e rappresenta una svolta nella storia del brand tedesco, sia sotto il profilo tecnico che per il design.

L’Audi Nuvolari è una gemma inaspettata che offre anche un’idea chiara sull’andamento del brand, rientrante nella famiglia Volkswagen, nell’entusiasmante sfida in F1. Sotto al cofano, infatti, pulsa un V8 e il prossimo ciclo tecnico nella massima categoria del Motorsport dovrebbe presentare, esattamente, uno schema di Power Unit ibrida da oltre 1.000 CV con un motore V8 al posto dell’attuale V6.

Potenza e robustezza

Il cuore pulsante della Nuvolari è un V8 biturbo, associato a tre motori elettrici, per un peso a secco attorno ai 1.730 kg. L’accelerazione? Da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi, da 0 a 200 km/h in meno di 6,8 secondi per una top speed di 350 km/h. Con una carrozzeria interamente in carbonio sarà una edizione limitata di 499 esemplari e verrà proposta dal prossimo anno a un prezzo di circa 600.000 euro.

La Nuvolari non è un’erede della R8. Rappresenta una anticipazione esotica che dimostra l’impegno di Audi nello sviluppare vetture in linea con la tradizione storica, offrendo super tecnologie e alta qualità. La supercar appare un mix tra una Lamborghini e una vecchia R8. Sul piano aerodinamico è curata nel dettaglio con l’assenza del bagagliaio anteriore in favore di un avantreno attraversato dal flusso d’aria, il classico S‑Duct presente anche sulle monoposto di F1. Il sistema permette di incanalare l’aria dalla parte inferiore del muso o delle fiancate per poi rilasciarla in alto, migliorando la qualità del flusso aerodinamico e garantendo un raffreddamento ideale.

Dove sono le maniglie?

Nella zona laterale spiccano enormi prese d’aria che nascondono le maniglie delle portiere. In modo granitico ci spostiamo nella zona posteriore dove si notano delle nervature sopra il vano motore. La vettura è così aderente al suolo che non ha bisogno di un alettone fisso in stile Lamborghini Super Trofeo, ma la somiglianza è evidente. Belli i Quattro anelli Audi in metallo massiccio integrati a filo nell’ala posteriore estraibile.

Il motore termico eroga una coppia massima di 730 Nm e, come la Temerario, arriva fino a 10.000 giri/min. Sull’asse anteriore, due motori elettrici a flusso assiale raffreddati a olio forniscono fino a 2.150 Nm di coppia. Inoltre, un terzo motore elettrico è messo tra il V8 centrale e il cambio. Si tratta dell’Audi più veloce di sempre e tramite un selettore rotativo sul volante il pilota può scegliere quattro modalità di guida:

  • E‑Hybrid per una guida in elettrico per brevi passaggi in aree urbane.
  • Balanced, un mix tra comfort, efficienza e prestazioni nell’uso quotidiano.
  • Dynamic rende più reattivo il sistema e aumenta agilità e precisione.
  • Dynamic+ per un’esperienza di guida racing

Per chi vuole portarla al limite in pista c’è anche il Track Mode. I livelli vanno da Wet a Dry e Race, fino a Traction Control off (TC Off) per un comportamento imbeccabile. L’impianto frenante “Ceramic Pro” vanta pinze fisse a 10 pistoncini davanti e a 4 pistoncini dietro. Il sistema brake-by-wire permette un recupero di energia fino a 2,8 megawatt. Strizzando l’occhio alla storica Auto Union Type C degli anni ’30, l’abitacolo vanta sedili in carbonio ed è l’alluminio anodizzato a dominare la scena.

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