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AI a bordo delle auto: quale è la reale fiducia degli automobilisti europei?

C’è fiducia o meno da parte degli utilizzatori dell’intelligenza artificiale? Ecco quello che si evince da un sondaggio lanciato da Xpeng.

AI a bordo delle auto: quale è la reale fiducia degli automobilisti europei?
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 5 giu 2026

La Casa automobilistica cinese, con sede a Guangzhou, specializzata dal 2014 nella progettazione e sviluppo di veicoli elettrici ha proposto una analisi che mostra il differente approccio all’AI da parte dei proprietari di auto europei rispetto a quelli cinesi.

Dal sondaggio del costruttore asiatico Xpeng, sbarcato in Europa nel 2020 e in Italia nel 2025, è emerso che l’utilizzo dell’AI da parte dei clienti europei (in particolare inglesi, tedeschi francesi, spagnoli e svedesi) è impregnato di scetticismo rispetto ai clienti cinesi. L’intelligenza artificiale piace alla maggior parte dei possessori di veicoli, che la sfruttano alla guida come nella vita quotidiana, tuttavia gli europei hanno timore a lasciare in auto il controllo totale all’IA.

I risultati dell’analisi

“Sebbene l’82% degli europei dichiari di comprendere l’AI – è emerso nel comunicato di Xpeng – appena il 21% si sente a proprio agio con la Physical AI in generale e solo il 13% salirebbe oggi su un’auto a guida completamente autonoma, rispetto al 70% registrato in Cina”.

Risultano cinque le principali “tensioni”, come annunciato dalla Casa cinese, che “definiranno il modo in cui la mobilità AI guadagnerà la fiducia del pubblico in Europa”.  Dalla curiosità al concreto utilizzo delle moderne tecnologie a bordo, solo il 42-53% degli europei si sente poi a proprio agio con funzioni di assistenza alla guida come il cruise control adattivo, il riconoscimento dei segnali stradali e il mantenimento della corsia. In caso di intervento dell’AI c’è la tendenza a prendere decisioni di emergenza e addirittura il 53% degli automobilisti esprime poca o nessuna fiducia nell’AI.

I parametri di riferimento

La familiarità degli europei con l’intelligenza artificiale sarebbe alta (82%), ma risulterebbe basso il comfort con la Physical AI (21%) e in merito all’opinione pubblica sulla tecnologia il 57% degli europei dichiara che una prova positiva dell’IA cambierebbe, sempre in positivo, la percezione (contro il 90% in Cina). L’Europa non è un mercato unico e ragiona in modo diverso circa la tecnologia: la Spagna è relativamente aperta (63% di fiducia nell’AI applicata all’auto e 32% a proprio agio con la Physical AI), mentre il Regno Unito e la Svezia si mostrano più cauti (rispettivamente 34% e 32% di fiducia nell’AI nelle auto) e i tedeschi confermano un ruolo ancora piuttosto limitato alla guida.

Solo una leggera maggioranza degli europei (54%) ha un approccio fiducioso nel fatto che le aziende tecnologiche e della mobilità agiscano nell’interesse dei consumatori, un dato nettamente inferiore rispetto alla Cina (94%). I timori sono la perdita del controllo umano sulle macchine (61%) e la perdita di posti di lavoro (46%). Del resto è quello che in molti casi si sta verificando con major che, con la scusa dell’AI, stanno tagliando il personale con una facilità disarmante.

“Questa ricerca dimostra che le sole capacità tecnologiche non basteranno a guidare l’adozione: il vero motore sarà la fiducia. La fiducia si costruisce quando la tecnologia è sicura, trasparente e progettata attorno alle reali esigenze umane. Se saremo in grado di conquistare la fiducia in Europa, potremo contribuire a definire un benchmark globale ancora più solido per l’innovazione responsabile”, ha sentenziato Brian Gu, Vice Chairman & President di Xpeng.

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