77 anni con la stessa auto: il primato di un proprietario... di 102 anni
Dopo aver ricevuto una Rolls-Royce in regalo dal padre un uomo americano non si è più riuscito a separare dal gioiello inglese.
C’era un’epoca fatta di sentimenti autentici dove anche un’automobile era vista come uno status symbol e, sebbene ancora oggi una Rolls-Royce sia un lusso per pochi, quasi nessuno riesce a mantenere una longeva e fedele unione con una moderna supercar. Facendo un balzo indietro di quasi 100 anni, quando ammirare una Rolls-Royce in strada era come osservare l’uomo andare nello spazio, un cittadino del Massachusetts, Allen Swift, ricevette un regalo molto speciale.
Nel 1928 Allen spense venticinque candeline e, accanto alla porta, suo padre decise di fargli trovare le chiavi di un’automobile straordinaria per aver scelto di lavorare nell’azienda di famiglia. Dopo una visita allo stabilimento americano dove le Rolls-Royce venivano assemblate con una cura maniacale, il ragazzo sognava un giorno di possedere un modello. Il padre scelse di firmare un assegno di 10.900 dollari – circa 250.000 euro al cambio attuale – e la leggenda Phantom I entrò ufficialmente nella collezione di famiglia.
Compagna inseparabile
Per Allen Swift la RR Phantom I divenne l’auto quotidiana per andare al lavoro. I controlli di qualità su ogni singolo motore dei tecnici britannici la resero una signora in grado di affrontare senza patemi migliaia di km. L’auto divenne un simbolo per le strade di NY, superando la Grande Depressione e il secondo conflitto bellico mondiale. Dopo decenni, nel 1994, il primato di fedeltà e manutenzione che dimostrò il proprietario portò la Rolls-Royce a rendergli omaggio consegnandogli un riconoscimento speciale: lo “Spirit of Ecstasy” scolpito nel cristallo.
Si tratta di un trofeo per aver percorso oltre 276.000 chilometri conservando la meccanica con una attenzione spasmodica. La prima serie della Phantom venne prodotta dal 1925 al 1931, prendendo il posto della Silver Ghost. Venne costruita sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, rispettivamente a Derby e a Springfield. Nel primo stabilimento furono realizzate 2269 unità, nel secondo 1243, per un totale di 3512 esemplari.
Il cuore pulsante era un motore in linea a sei cilindri con valvole in testa comandate ad aste e bilancieri. Il Motore biblocco era costituito da tre unità di due cilindri ciascuna. La potenza stimata si aggirava sui 108 CV a 2.300 giri al minuto, in grado di far viaggiare la possente carrozza a buoni livelli di performance. Il raffreddamento era ad acqua con pompa e regolazione manuale dell’apertura delle persiane del radiatore dal cruscotto.
Entrata nella storia
La Phantom I era dotata di sospensioni a balestra semiellittica sull’avantreno e sospensioni di tipo cantilever sul retrotreno. L’impianto frenante a tamburo sulle quattro ruote era equipaggiato di servofreno meccanico comandato dal cambio. Gli esemplari britannici ne montavano uno a quattro velocità, mentre quelli americani ne avevano installato uno a tre con frizione monodisco a secco.
Dopo la morte di Allen nel 2005, alla veneranda età di 102 anni, la preziosa Phantom I è stata donata al Wood Museum di Springfield History. Un’opera d’arte così meritava di essere esposta in un museo dell’auto.