Mercato auto Italia: ancora in calo a marzo 2019, stallo per Ecobonus
Mercato auto Italia: a marzo 2019 calo del 9,6%, bonus malus non dà gli effetti sperati
Il mercato dell'auto in Italia continua la sua flessione cominciata a inizio anno: anche a marzo, infatti, le immatricolazioni dei veicoli nel nostro Paese hanno subito un calo corposo, a cui ha contribuito il clima di incertezza per quanto riguarda l'applicazione dell'Ecobonus (mancano ancora il decreto attuativo e il portale per i consumatori) ma anche la presenza incombente dell'Ecotassa | Ecotassa, Ecobonus e incentivi auto elettriche, scooter e ibride. In aumento le emissioni di CO2 medie, complice la politica di "demonizzazione" del diesel, la cui quota continua a calare.
QUESTIONE DI CO2
Secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – dati elaborati dall'UNRAE – le immatricolazioni di autovetture nel terzo mese dell'anno hanno segnato un consistente calo del 9,6% con 193.662 unità, contro le 214.250 del marzo dello scorso anno. Male anche il consuntivo del primo trimestre: -6,5% tra gennaio e marzo 2019, con 537.289 vetture (contro le 574.083 di gennaio-marzo 2018). Questo il commento del Presidente dell'UNRAE (che rappresenta le case auto estere in Italia) Michele Crisci:
La mancanza del Decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma, necessari alla richiesta dell’Ecobonus stanno disorientando i consumatori e penalizzando l’operatività delle aziende. Inoltre in prospettiva lo scenario del mercato non può che peggiorare, considerato che gli effetti sulle vendite dell’Ecotassa non sono ancora oggettivamente rilevabili: tra le fasce penalizzate dal malus, infatti, quella da 161 a 175 g/km di CO2 ad esempio nel mese di marzo ha visto un incremento delle immatricolazioni, trattandosi, però, di auto ordinate prima del 1° marzo e, quindi, esenti dal pagamento della tassa.
Se ci si sofferma sull'analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche, si può vedere un incremento del 25% in marzo per quella fino a 20 g/km (quello delle elettriche, segmento già in fisiologica crescita, sebbene con volumi molto contenuti), e un incremento del 10% per quella da 21 a 70 g/km (le ibride plug-in). Ma quello che più è evidente è l'incremento a tripla cifra delle immatricolazioni nelle fasce interessate dall'Ecotassa (ordinate prima dell'entrata in vigore lo scorso 1° marzo): +119% quella da 161 a 175 g/km di CO2, +45% quella da 201 a 250 g/km. In flessione, invece, la fascia 176 a 200 g/km (-10%) e quella oltre i 250 g/km (-5,7%), oltre alla fascia da 71 a 160 g/km che non è interessata dal provvedimento bonus/malus (-11%).
TONFO DIESEL, SOTTOTONO LE ELETTRICHE
Prosegue inesorabilmente il calo delle immatricolazioni di auto diesel, con un -25% a marzo 2019 e una quota che si ferma al 45,2% del totale (-9,3%). Male anche per quanto riguarda il primo trimestre: -26,1% con quota che scende al 43,9%. Crescono le immatricolazioni delle auto a benzina (+10% con quota del 41,2%). Tra i carburanti alternativi, il Gpl segna un leggero incremento in (+2,7%, quota al 6,6%), mentre il metano cala vistosamente (da 4.500 vetture a marzo 2018 a poco più di 2.700 vetture a marzo 2019), con una quota dell'1,4%.
Le ibride crescono del 35,1% (quota 5,3%), mentre le elettriche salgono del 42% sebbene con una quota irrisoria dello 0,3%. Un freno alla potenziale crescita a tripla cifra delle immatricolazioni di auto elettriche è costituita dalla mancanza (a un mese dalla data di avvio ufficiale) del decreto attuativo che consentirebbe l'erogazione degli incentivi per l'acquisto di auto elettriche e ibride plug-in.
Il calo del diesel ha avuto il risvolto della medaglia nella crescita delle emissioni medie di CO2, oggi a 119,2 g/km con un incremento del 5,5%. Nel 1° trimestre l’incremento è del 6,9% determinato dai 120,7 g/km dell’anno in corso che si confrontano con i 112,9 del gennaio-marzo 2018. Flessione a doppia cifra tutte le carrozzerie, ad eccezione dei crossover, che crescono del 17,5% in marzo, portandosi al 33,2% di quota di mercato. Anche le pragmatiche multispazio calano, ma molto meno del mercato.
Fiat Panda resta l'auto più venduta in Italia con 13.834 unità, seguita da Lancia Ypsilon (6.080 esemplari) e Renault Clio (4.804 pezzi). Il primo crossover si trova al quarto posto (Fiat 500X con 4.662 esemplari), seguito dal quinto posto di Dacia Duster (4.519 pezzi).
Calo generalizzato per tutti i grandi "big" dell'industria automobilistica: FCA perde il 19,45% (in calo soprattutto Alfa Romeo con -54% Fiat con -21%), Groupe PSA perde il 2,79%, Gruppo Volkswagen -1,94% (calano del 3,5% sia VW sia Audi ma cresce del 13% Seat). Daimler registra un -17,9%, mentre BMW Group è stabile con un +0,34%.
Bene invece Groupe Renault, con un +11,56% dovuto al boom di Dacia (+80%), che ha arginato il -12,2% di Renault. Cresce anche il Gruppo Toyota (+1,02%).
Il settore Automotive contribuisce per un buon 11% del PIL, auspicare un calo del settore significa dare una mazzata all'economia. Piuttosto è corretto ed auspicabile produrre il più possibile in maniera ecosostenibile...
si il diesel lo mettevano dappertutto. mio nonno aveva una panda diesel 4x4 usata (presa con 20mila km) ma già dopo i 50mila ha iniziato a dare problemi e sa soli 75 l'abbiamo venduta (dopo che l'ho strapazzata il primo anno di patente)
è vero che produrre qualsiasi cosa da nuova inquina di più che mantenere quella vecchia però, nel caso specifico, va anche valutato lo stato dell'auto dopo 15 anni.
se uno segue regolarmente tagliandi, revisioni e usa l'auto bene stressando poco la meccanica dopo 15 anni (e non più di 250000km) è ancora un gioiellino ma, purtroppo, ben pochi la tengono così senza tener conto che in italia si comprava sempre e comunque diesel nonostante si facesse poca strada con la solita scusa "eh ma alla colonnina costa meno" intasando dopo pochi anni i vari filtri.
tralasciando l'inquinamento ci sarebbero da tenere in considerazione i fattori sulla sicurezza propria e altrui (pedoni) grazie a migliori standard di sicurezza sia passiva che attiva.
il mercato dell'auto è un casino assoluto oggi.
- se hai poco budget le auto nuove sono poche e le "usate" (massimo 3 anni e pochi km) sono un rischio per le future limitazioni oltre a non essere aggiornate con gli ultimi sistemi di bordo che ti permette di non usare il telefono in auto mentre guidi evitando gravi sanzioni.
- costi di messa su strada mediamente sui 900-1000 euro, superbollo, ecotassa, IVA (per auto e tutti accessori annessi)... certo non incentivano a comprare auto nuove perchè negli anni sono aumentati costantemente pesando sempre di più nel preventivo finale e nei costi di manutenzione.
- se uno non ha problemi di budget cosa compra? prima la scelta era sulla potenza del motore diesel, praticamente unica tipologia di motore in quasi tutti i modelli venduti; ora ci sono anche molti benzina che costano molto meno all'acquisto (e alla colonnina il divario è risicato), ci sono le ibride, ci sono le elettriche, le metano, le plug-in.
- i costruttori hanno velocizzato il turn over dei modelli per stare al passo con le nuove tecnologie quindi uno che vuole acquistare una macchina uscita 3 anni fa magari aspetta ancora perchè l'anno dopo esce il restyling ma intanto fa invecchiare il parco macchine e inquina di più.
- lo stato ha abbassato a 20 anni l'esenzione del bollo e conosco gente (che non frequenta in auto le grandi città) che se ne frega delle limitazioni e non ha intenzione id cambiare la loro macchina proprio ora che non pagherebbero più il bollo.
- inflazione pari a zero e stipendi bloccati quindi si riduce il potere di acquisto di auto che, con le nuove tecnologie costano di più-
insomma situazione instabile, nuove tecnologie a bordo che si evolvono rapidamente, costi sempre maggiori ed ecco che uno se ne sbatte e non compra l'auto nuova ;)