Moto elettriche, progetto di condivisione delle batterie fra Honda e Panasonic

17 Luglio 2018 19

Honda e Panasonic hanno stretto un accordo per condurre un esperimento di ricerca che scatterà il prossimo dicembre in Indonesia. Le due aziende lavoreranno sul progetto di condivisione dei Mobile Power Pack, le batterie pensate per essere facilmente removibili e per agevolare lo scambio tra un accumulatore carico e uno scarico sulle moto elettriche. L'Indonesia è il terzo mercato motociclistico del mondo e le autorità, decise a risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico, hanno annunciato delle contromisure per facilitare l'utilizzo dei prodotti legati alla mobilità elettrica.

Presentati al CES di Las Vegas nel gennaio scorso, i Mobile Power Pack sono dei sistemi compatti che gestiscono l'energia e sono applicabili a piccoli dispositivi di mobilità, ma anche a quelli digitali ed elettrodomestici, oltre che sui motocicli elettrici. Decisi a fornire sistemi completamente carichi in qualsiasi momento, Honda e Panasonic installeranno stazioni di ricarica in diverse località capaci di ricaricare in simultanea molteplici Mobile Power Pack.

Si tratta di sistemi compatti e facilmente trasportabili e sono pensati per annullare i tempi di ricarica dei piccoli dispositivi elettronici che fanno parte della nostra quotidianità. Ogni qual volta che il Mobile Power Pack avrà un basso livello di carica sarà necessario fermarsi presso la stazione di ricarica più vicina e scambiare il Mobile Power Pack scarico con uno completamente carico e riprendere il viaggio.

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Commenti

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Fer

vedila pure come vuoi ma ti assicuro che tra quello che dici e attuarlo realmente c'è di mezzo un mare enorme che nessuno si permetterà di solcare… almeno non ora… in questa fase di ricerca lo sforzo è concentrato tutto sulle stazioni di ricarica e sulla densità energetica… la soluzione delle batterie modulari è gia stata pensata , calcolata e scartata..anche nelle università di ingegneria è stata abbandonata e non ci sono più ne ricerche o tesi a riguardo mentre si spinge tutto sul miglioramento delle batterie e delle stazioni di ricarica (addirittura sono gia in progetto stazioni con potenza di ricarica da 400kW ;) )

ice.man

semplicemente alla stazione di swap farai pagare di piu le batterie che a parità di modulo standard hanno una maggiore capienza come Ampere
esattamente come senza mettere in gioco le nuove tecnologia, puoi fare per gestire il fatto che ci saranno batterie parzialmente degradate che a parità di capacità nominal....con l'uso sono scese al 70%
questa perdita di performance è rilevabile in sase di ricarica tramite appositi cicli di test, ma anche da come risposnde ai normali cicli di ricarica (che resistenza viene letta)
Quindi non ci sarebbe nessun problema

Fer

non sono gli ampere ma i Wh l'unità più idonea a misurare la capacità d'energia immagazzinabile …
tu la fai troppo semplice, un produttore di batterie dovrebbe procedere nello sviluppo di quelle nuove sempre tenendo conto del vecchio formato per mantenere al compatibilità quanto meno nella forma per la sostituzione…
ma poi…
esempio banale con numeri a caso:
1) oggi in 1l ci sta 1 batteria da 1kWh
2) tra solo 1 anno sono pronte batterie che in 1l litro hanno 2kWh,
3) a questo punto tutti vogliono scambiare la propria batteria con quella nuova… che fai ogni anno butti via le batterie dell'anno prima che nessuno ovviamente vuole più a bordo? e quante batterie per ogni auto devi produrre con questo sistema?
ha molto più senso procedere come si sta già facendo e come sarà: ovvero ogni auto ha la sua batteria, e si standardizza la ricarica (oggi 4 standard ci sono in base alla modalità oltre quello tesla )
quando poi la densità energetica sarà allo stato dell'arte o cmq a un livello equiparabile a garantire un autonomia pari ai serbatoi tradizionali di oggi, si potrà pensare alla produzione di una batteria standard e alla sostituzione… personalmente credo che mai avverrà.

ice.man

tu fai il modulo sempre uguale
es oggi magari servono 8 moduli (ragrupati magari come 2 in serie e poi i 4 sottogruppi messi in paralleo tra loro)
domani magari ne bastano 6 per avere le stesse prestaizoni
bene 2 posti resteranno vuoti
oppure a parità di voltaggio avrai piu ampere (piu km)

Fer

non sono d'accordo…
per standardizzare una sostituzione di batterie devi produrle sempre dello stesso forma/peso/capacità negli anni… se ogni anno cambiano radicalmente come avviene non puoi stare li a buttare soldi per produrne sempre uguali alle vecchie…

Frenkmn

Concordo pienamente

Tony Musone

Sarà la calura e che sono in piedi da 12 ore ma non ci ho capito molto, aggiungici gli errori e la mancanza di punteggiatura ed ecco il quadro completo ;)

Comunque:
- credo che l'errore comune sia quello di pensare ad una ricarica completa giornaliera. Ma la maggior parte di coloro che oggi usano la macchina e domani abbracceranno la mobilità elettrica, hanno percorrenze ridotte (la media italiana è sui 40km/giorno) e in più, considerando che i rabbocchi sono la cosa migliore per la salute della batteria, difficilmente si aspetterà di fare il pieno come con i motori a benzina.

- Un altro errore credo sia quello di pensare ad una tecnologia immobile o lenta, con tempi pari a quelli del passato ma ora tutto va più veloce. Quindi non è detto che quando i numeri della produzione saranno di massa con prezzi accessibili, pari ai modelli a benzina, ci saranno ancora batterie che si ricaricheranno in ore e con un'autonomia ridotta.

- L'esempio della fibra credo si adatti più alla ricarica veloce con batterie di maggiore potenza, piuttosto che ad una strategia molto diversa come potrebbe essere lo swap.

- La distribuzione capillare delle batterie per mantenere l'equilibrio e gestire i picchi di rete, è il concetto di smart grid a cui mi riferivo nell'altro commento ed è quello che mi sembra cozzi con i grossi centri alle periferie delle città, in cui si cambino e si ricarichino le batterie scariche.

p.s.
Tesla, come tutte le altre case, anche quelle storiche, prima di riuscire a proporre (tranne eccezioni) un prodotto di massa, devono per forza passare da una proposta dedicata alla fascia medio alta del mercato. Questa strategia è comune a qualsiasi prodotto tecnologico.

ice.man

a parte che non puoi ricaricare ovunque perchè con la 3Kw di casa in una notte ci farai 300km di autonomia.....cosi facendo non sfrutti sutto il potenziale del solare autoprodotto (adesso che non ci sono piu gli ecoincienntivi dei primi conto energia...stanno inizando a porporre installaizoni combinate di fotovoltaico piu pacchi batterie. Ma ricaricare di giorno delle batterie da usare di notte per ricaricarne altre....è uno spreco di energia notevole, TI costringe a montare un 20-30% in piu di superficie di pannelli...il che potrebbe significare superare l'area disponibile (senza contare i costi economici ed ecologici di questo 20% di paannelli in piu)

Tony Musone

Infatti non l'ho scritto ;)

cino

Non è detto che la sostituzione della batteria renda impossibile la sua ricarica. Molti oggetti con batteria rimovibile possono anche essere caricati direttamente con la batteria montata.

Tony Musone

- Non so dove abiti tu ma io vivo a Milano e solo nella mia zona ho circa una ventina pompe di benzina tra medie, piccole e grandi
1. Se il concetto si basa sulla sostituzione piuttosto che la ricarica, mi sembra sia ovvio che la batteria non potrà essere di proprietà
2. Quella potrebbe essere una soluzione, solo che se la batteria sia usurata o meno, lo si saprebbe solo in viaggio

A me quello che, tra le altre cose, stuzzica dell'elettrico è (per adesso più in linea teorica che pratica) la possibilità di ricaricare ovunque.

Quindi, se davvero le ricerche sui supercondensatori di cui si legge si trasformassero in realtà, non so chi preferirebbe il cambio batteria presso una struttura lontano (o meno) da casa piuttosto che una ricarica veloce con un'autonomia estesa nel proprio box, posto macchina o colonnina stradale.

In altre parole: per me, preferire ed investire miliardi sullo swap, sarebbe un po' come scommettere sul fallimento della ricerca.

ice.man

SPAZI IMMAGAZZINAMENTO:
già il piu delle stazioni di servizio sono posizionante in ambito extraurbano.

Strutture del genre potrebbero benissimo essere piazzate in zona industriale con una linea ad alta tensione dedicata, come avviene già ora con le aziende piu energivore
la durata (dovuta all'usura della batteria) non sarebbe un problema perchè
1 la batteria potrebbe non essere del cliente, ma in contratto di noleggio del servizio (un po come i pallet)
2 il sistema potrebbe rilevare tramite apposita routine di autodiagnostica lo stato dell batteria e quindi il cliente potrebbe pagare piu o meno in base allo stato della batteria (=autonomia effettiva). Esattamente come oggi paghi i piu per i carburanti tipo V-power che permetotno ai motori di giraare con un rapporto di compressione piu spinto (nelle auto moderne l'elettornica gestisce i ritardi e i vari paramentri per stare sotto il limiti di detonazione della miscela)
in generale puoi pensare a grosi impiannti automatici tipo quelli dei videonoleggi automatici, magari con uno o poi operatori che si occupano della installazione

Dai contatti che ho ancora nel settore automotive, le case automobilistichhe si oppongono perchè non vogliono la perdita del controllo di quello che sarebbe il ricambio piu profittevole

Tony Musone

Ci hanno già provato a intraprendere la strada del cambio batterie ma per una serie di ragioni sono più o meno fallite tutte.

Ci sarebbe anche da considerare che questa soluzione prevederebbe grandi spazi per immagazzinare le batterie con la conseguente concentrazione di energia ad alta tensione in pochi luoghi (quando una delle comodità che potrebbe offrire la mobilità elettrica sarebbe la possibilità di ricaricare ovunque ci sia una presa, in più andrebbe contro il concetto che si sta sviluppando di smart grid) oltre al fatto che in questo modo non si avrebbe garanzia riguardo le condizioni della batteria che si sta montando.

Io credo che in realtà, tutti i grandi produttori, siano in attesa di un futuro non troppo lontano in cui le recenti scoperte scientifiche sulla velocità di ricarica e nella densità di potenza dei supercondensatori, diventino realtà.

ice.man

ragazzo mio, fai un sacco di confusione
cosa c'entra la tecnologia delle batterie con formato fisico e Wh?!?!?
tu può benissimo sostituire una batteria alkalina con una a zinco-carbone con una ricaricabile Ni-mh piuttosto che Ni-cd e l'apparecchio elettrico funziona ugualmente
è vero che tecnologie differenti abbisognanno di programmi di ricarica differenti, ma queli di aggiornano con una semplice scheda logica. Ad esepio i caricatori da auto di oggi sono compatibili tanto con le classiche batterie al piombo che con le nuove al GEL
cosi come i caricabatterie per pile stilo di qualità.
la gesiotne dei cicli di ricarica sarebbe a carico dell stazione di riacarica, quindi completaente trasparente per l'utente

Fer

questa soluzione di batterie sostituibili non avviene perché le batterie sono in continua evoluzione e migliorano anno dopo anno a ottimi ritmi...prima che arrivino allo stato dell'arte ne passera di tempo essendo una tecnologia "nuova"... ad oggi si continua cosi fino a che non avranno capacità e tempi di ricarica simili ai serbatoi delle auto a combustione...

Giulk since 71'

Da molto tempo si era ipotizzato un sistema di batterie universale per l'auto elettrica ma purtroppo sono rimaste solo ipotesi, la cosa bella oltre ad avere "pacchi" batteria di dimensioni standardizzate a seconda della potenza, sarebbe proprio quella di poterle magari cambiare al volo durante il rifornimento.

Questo al di la della fattibilità tecnica però avrebbe come presupposto che le batterie per forza di cose non dovrebbero essere di proprietà come il resto della vettura, il che secondo me visto l'inevitabile degrado sarebbe anche la cosa migliore

deepdark

Gli standard già ci sono (come le 18650 cilindrica, con diametro di circa 18 mm e lunghezza di circa 65 mm) ma il problema è che ognuno se le combina come gli pare.

ice.man

lo teorizzo da anni (non sono un genio, ma avevo visto una soluzione simile in Russia, dove i treni vanno ancora a Diesel e quindi montano degli enormi pacchi batterie per i servizi elettrici a bordo e nelle stazioni di fine corsa vedi che le sostituiscono. SOno grandi piu o meno come una cassa da vino (un po piu strette, ma piu allungate).

Considerato che i pacchi batterie già oggi sono modulari. Magari noi vediamo un unico pezzo, ma dentro le batterie sono appunto delle battere (fila) di elementi che poi vengono impacchettate in serie o in parallelo per arrivare al voltaggio e amperaggio richiesti. Se si trovasse un accordo su un modulo standard (pensiamo alle classiche pile alkaline) con una dimensione ed un peso destibili da una persona (10-15Kg) sarebbe facilemtne teorizzabile la possbilità di sostituirle. In 15 minuti si avrebbe cosi la carica del 100%, che oggi richiede ore. Certo ci sono le soluzioni superveloci di Tesla, ma come ognuno di noi ha avuto modo di testare, piu è veloce la ricarica piu aumenta lo stress sulla batteria e di conseguenza si riduce la sua vita utile....e considerato che OGGI il costo delle batterie incide pesantemente su quello delle auto elettriche.....un sistema che permettesse di ricaricare piu lentamente le batterie allungandone la vita, ma al tempo stesso permettendo rapide sostituzioni dei pacchi batterie (che per l'utenete equivale ad una ricarica del 100%) si potrebbe dare da subito un notevole impulto alle vendite di auto da una parte e dall'altra risparmiare (sul degradamento delle batterie) dall'altra
tra l'altro chi ha a casa un tetto fotovoltaico, con una secondo set di batterie potrebbe sfruttarlo al 100% per ricaricarle durante le ore di sole
E' vero che esistono gli accumulatori da casa, ma ogni volta che si fa una conversione di energia c'è una perdita. Inoltre se l'accumulatore di casa viene usato per ricaricare la batteria dell'auto, potrebbe non bastare per le utente domestiche

italba

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