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Rolls-Royce come Airbus: un progetto di taxi volante per il 2025

Per sorvolare il traffico con stile

Rolls-Royce come Airbus: un progetto di taxi volante per il 2025
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 16 lug 2018

Rolls-Royce punta in alto svelando un concept di veivolo con decollo e atterraggio verticale in occasione dell'International Airshow 2018 di Farnborough. Se ve lo stavate chiedendo, la risposta è no: non si tratta di quella Rolls-Royce Motor Cars famosa per le ammiraglie extralusso tanto care a Sua Maestà, bensì della seconda azienda leader a livello globale nella produzione di motori aeronautici dopo General Electric. Hanno lo stesso nome, e anche la stessa origine, ma le due "Rolls" sono aziende separate fin dal 1973.

Più che una rivale di Uber – che ha annunciato l'arrivo dei primi taxi volanti VTOL (Vertical Take Off and Landing) nel 2020 – Rolls-Royce si porrà dunque come diretta concorrente di Airbus, che di recente ha attivato una divisione specifica per questo tipo di veicoli. Grazie ad un design flessibile, le applicazioni del concept Rolls-Royce spazieranno dal trasporto individuale, a quello pubblico (taxi volanti), passando per la logistica e includendo anche il settore militare.

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Secondo quanto comunicato sul sito dell'azienda britannica, i primi prototipi del veicolo EVTOL (dove la E sta per elettrificazione) dovrebbero solcare i cieli già a partire dai primi anni del prossimo decennio, mentre la commercializzazione è prevista intorno al 2025.

Il powertrain elettrificato del concept nasce dall'esperienza di Roll-Royce nei sistemi di propulsione ibridi applicati a treni, navi e altri mezzi di trasporto particolarmente complessi. L'EVTOL sarà un veicolo volante ibrido con una turbina alimentata a combustibile in grado di fornire energia a sei motori elettrici, appositamente progettati per avere un basso impatto sull'inquinamento acustico.

Il concept, dotato anche di una batteria per lo stoccaggio dell'energia proveniente dalla turbina, è pensato per accogliere quattro o cinque passeggeri, mentre la scheda tecnica (in questa configurazione specifica) parla di una velocità massima di 400 km/h, con autonomia massima di circa 500 km e potenza di 500 kW (680 CV).

Un veicolo che sarà anche flessibile, vista la possibilità di ruotare di 90 gradi le ali per consentire un decollo e un atterraggio verticale in aree ristrette. Questo non toglie che sarà comunque possibile servirsi degli aeroporti ed eliporti esistenti. La flessibilità è garantita anche durante il volo: una volta raggiunta la velocità di crociera, i propulsori sulle ali si ripiegano all'interno per ridurre la penetrazione aerodinamica del veicolo, lasciando attivi i due posteriori.

La turbina utilizzata da Rolls-Royce per il concept è la M250, unità collaudata con successo e venduta in oltre 31.000 esemplari (di cui circa 16.000 ancora in funzione) dal suo debutto commerciale oltre 50 anni fa.

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Commenti Regolamento
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nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che mi chiedo è: queste aziende puntano su questi progetti perchè ci credono davvero o perchè devono sembrare innovative agli occhi degli investitori?

T
Top Cat 01 Jan 1970 @ 00:00

Fatto apposta per Amazon!
😁

F
Fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

L'aspetto più ridicolo di questi aggeggi é caratterizzato dalla loro totale mancanza di praticità. L'intenzione é quella di realizzare apparecchi pratici ed economici nella gestione di chi li possiede e ovviamente economici per chi li noleggia.
Ma allo stato attuale, questi giocattoli tecnologici sono totalmente fuori strada. Dove diavolo vai con un affare del genere. Questi apparecchi al massimo potrebbero essere impiegati con la medesima metodica con cui vengono utilizzati gli elicotteri per raggiungere zone impraticabili con i mezzi ordinari. Ma per il decollo e l'atterraggio serve un'area adeguata (e per ogni evenienza pure attrezzata) di generose dimensioni. Inoltre, supponendo di decollare da una piazzola studiata ad hoc, l'atterraggio non potrebbe certo essere effettuato nel centro urbano (in Italia sarebbe praticamente impossibile), ma il velivolo dovrebbe atterrare su un'area specifica localizzata ad una distanza di sicurezza dal centro abitato. Al limite, attererebbe sulle piazzole già esistenti piazzate sui tetti di alcuni edifici, molto diffuse nelle grandi città americane. Ma questo tipo di "servizio" oggi reso disponibile proprio con l'ausilio dell'elicottero, ha un costo spropositato che lo rende attuabile solo per situazioni di emergenza o per coloro che se lo possono permettere. E con questi "trabiccoli" così come sono allo stato attuale, i costi non diventerebbero comunque popolari.

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italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo "leggermente" più piccolo...
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T
Top Cat 01 Jan 1970 @ 00:00

La Nasa lo ha già fatto.
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