Volvo vende ancora auto a benzina, ma non ha più fabbriche per i motori termici
Gli stabilimenti per i motori termici sono stati venduti o convertiti per i motori elettrici: cosa succede in Volvo
Il cambio di strategia che ha visto come protagonisti molti marchi automobilistici (che prima hanno puntato tutto sull’elettrificazione della propria gamma salvo poi adottare un approccio più ibrido, nel vero senso della parola) ha determinato conseguenze anche inedite. È il caso di Volvo che continua a vendere modelli ibridi e a benzina. Fin qui niente di strano, se non che i motori che alimentano queste auto non vengono più prodotti nei propri stabilimenti.
“Non abbiamo più le fabbriche per i motori a combustione”, ha dichiarato Anders Bell, chief engineering and technology officer di Volvo Cars. Gli stabilimenti che producevano motori per le Volvo non sono più di proprietà del costruttore, e i vecchi impianti ICE ancora in mano a Volvo (come quello di Skövde, in Svezia) producono ora motori elettrici.
Una scelta, non un imprevisto
Nel 2022 Volvo aveva ceduto la sua quota del 33% in Aurobay a Geely, la joint venture che gestiva le attività legate ai motori endotermici. Da quel momento, per i propulsori termici necessari ai modelli ibridi ancora in listino, Volvo dipende da fornitori esterni. Bell ha confermato che i motori a combustione “non fanno più parte della nostra tecnologia core” e che Volvo è disposta ad affidarsi a partner esterni per questa componente: “Abbiamo molti partner sui motori a combustione con cui possiamo lavorare… ci sono molti fornitori molto competenti.”
La divisione propulsori di Volvo si chiama oggi Propulsion and Energy Team ed è, secondo Bell, “ossessivamente focalizzata sulle tecnologie di propulsione elettrica”. Un cambio di nome che racconta meglio di qualsiasi comunicato la direzione presa.
Gli obiettivi restano quelli già noti
Ricordiamo che Volvo ha rivisto il suo obiettivo di essere 100% elettrico entro il 2030, ammettendo che gli ibridi plug-in resteranno necessari fino alla fine del decennio, soprattutto nei mercati come gli USA dove nel 2025 oltre il 92% delle Volvo vendute aveva un motore a combustione. Bell ha riconosciuto questa realtà ammettendo che per continuare a vendere almeno 100.000 veicoli l’anno in America, Volvo avrà bisogno di auto a combustione ancora per qualche anno.
C’è però una variabile che potrebbe ridefinire gli scenari. Se la domanda di EV dovesse rallentare ulteriormente (come già sta accadendo in alcuni mercati) Volvo non ha più la forza di poter aumentare rapidamente la produzione di modelli ibridi o termici con motori propri. Dipendere da fornitori esterni per i propulsori a combustione significa avere meno controllo su costi, tempi di approvvigionamento e specifiche tecniche. È una scelta strategica che si basa sulla convinzione dell’irreversibilità della transizione elettrica, ma non è esente da rischi.
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