Il taglio delle accise scade il 22 maggio, cosa potrebbe accadere
Il 22 maggio scade il taglio delle accise sui carburanti, fattore che spaventa gli utenti della strada. Vediamo i possibili scenari
Il 22 maggio si avvicina e ciò preoccupa non poco gli italiani, perché in tale giornata scadrà il taglio delle accise sui carburanti promosso dal governo e per gli utenti della strada molto potrebbe cambiare. Finora questa misura ha garantito uno sconto di 6,1 centesimi al litro sulla benzina e di 24,4 centesimi sul diesel, ma senza un ulteriore intervento d’urgenza, lo scenario che si prospetta dal giorno successivo potrebbe generare sanguinosi rincari alla pompa. Vediamo le ipotesi plausibili.
Il rischio del “caro-pieno”
Dunque, le stime su ciò che potrebbe succedere a partire dal 23 maggio sono poco incoraggianti per le tasche degli automobilisti italiani. Con il ripristino totale delle accise, il prezzo della benzina tornerebbe rapidamente ad avvicinarsi alla soglia fatidica dei 2 euro al litro.
Ancora più critica, invece, sarebbe la situazione riguardante il diesel, che potrebbe sfondare il tetto dei 2,20 euro al litro nel self-service.
Il nodo delle coperture economiche
Il Governo presieduto da Giorgia Meloni è al momento impegnato in una difficoltosa ricerca di risorse per finanziare un’altra proroga, che potrebbe tuttavia essere di entità minore rispetto a quella vigente fino al 22 maggio. A questo si aggiunge un ulteriore problema di tipo tecnico: il meccanismo delle “accise mobili”, che permetterebbe di usare l’extra-gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi per tagliare le tasse, non è utilizzabile nell’immediato.
Le entrate IVA di maggio, infatti, saranno disponibili solo a partire dalla seconda metà di giugno. In precedenza, l’Esecutivo ha dovuto attingere a fondi alternativi, come i 150 milioni di euro provenienti dalle sanzioni dell’Antitrust.
Tensioni sociali
Il 22 maggio non sarà soltanto il giorno della scadenza, ma anche quello di un delicato confronto a Palazzo Chigi tra l’Esecutivo e le associazioni degli autotrasportatori. La categoria ha già indetto uno sciopero dal 25 al 29 maggio, lamentando che i precedenti tagli alle accise, essendo considerati “aiuti di Stato”, hanno paradossalmente impedito a molte imprese di accedere ad ulteriori indennizzi. Il viceministro Edoardo Rixi ha comunque anticipato l’arrivo di un nuovo decreto volto a contrastare i rincari e a risolvere le criticità generate dagli sconti precedenti.
Quantità garantite, ma prezzi incerti
Mentre il mercato del gasolio evidenzia lievi segnali di flessione (attestandosi intorno a 1,979 euro al litro prima della scadenza), il quadro geopolitico conserva alta l’asticella dell’incertezza. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha rassicurato sulla disponibilità quantitativa dei carburanti in Italia, confermando che non rimarremo a secco.
Tuttavia, ha espresso forte preoccupazione per i prezzi, influenzati dalle restrizioni nel Golfo Persico che spingono il valore del petrolio Brent vicino ai 110 dollari al barile. Gli italiani attendono dunque le decisioni del Consiglio dei Ministri per capire se l’estate inizierà con un nuovo carico di spese per i trasporti. Oppure no.