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Volvo: un futuro tra SUV e crossover ma senza station wagon

Meno station wagon e più modelli a baricentro alto. Il futuro di Volvo potrebbe essere orientato sempre verso su SUV e crossover.

Volvo: un futuro tra SUV e crossover ma senza station wagon
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Giuseppe Cutrone
Giuseppe Cutrone
Pubblicato il 6 mar 2025

L'immagine di Volvo è da sempre legata alle berline ma soprattutto alle station wagon, comode vetture per la famiglia dallo stile sobrio ed elegante che puntano sulla sicurezza e sulla qualità. Eppure, le cose potrebbero cambiare nei prossimi anni seguendo l'onda del cambiamento che vuole sempre più modelli con baricentro alto rispetto alle classiche berline e alle station wagon tradizionali.

Un esempio dell'evoluzione di Volvo è la nuova ES90, una berlina che vanta un'altezza da terra aumentata rispetto ad altri modelli simili, oltre a presentare una serie soluzioni pratiche finora appannaggio quasi esclusivo delle vettura per la famiglia. Volvo crede infatti che con modelli come la ES90 e i SUV sarà in grado di soddisfare le esigenze di quella clientela che in passato acquistava station wagon classiche del calibro di V60 e V90, tanto per menzionare due dei modelli più noti del marchio svedese.

IL FUTURO DI VOLVO

A delineare il possibile futuro di Volvo è stato il CEO Jim Rowan in un'intervista in cui ha sottolineato:

Con le nostre berline, con la ES90 vedrete che abbiamo portato l'altezza da terra verso l'alto, piuttosto che verso il basso. C'è così tanto spazio in un'auto elettrica. Non c'è un motore, quindi si può spingere l'abitacolo in avanti e ottenere molto spazio nel bagagliaio.

Nei futuri modelli Volvo che arriveranno nei prossimi anni potrebbe quindi non esserci spazio per una station wagon pura, che in quel caso verrebbe sostituita da un modello crossover caratterizzato da un ampio spazio, da una buona flessibilità e da un'adeguata altezza da terra che, secondo il dirigente, piace tanto soprattutto al pubblico femminile. Rowan ha inoltre dato un accenno sulla strategia "8×8" di Volvo che dovrebbe prevedere il lancio di otto nuovi modelli nel corso di otto anni. Il CEO ha ipotizzato che la casa potrebbe in realtà procedere con una strategia "7×7", quindi lasciando meno spazio per un eventuale vettura familiare che oggi non avrebbe forse lo stesso successo che avrebbe potuto avere un paio di decenni fa.

MENO MODELLI, PIÙ VARIANTI

Per Volvo, così come per ogni altro costruttore, è economicamente troppo impegnativo mantenere una gamma eccessivamente ampia che inglobi anche modelli poco richiesti dal mercato, come detto chiaramente da Jim Rowan:

È costoso portare sul mercato diversi modelli, è costoso mantenere quei modelli sul mercato ed è costoso lanciarli da un punto di vista di marketing. 

Volvo si concentrerà quindi sulla realizzazione di varianti diverse dello stesso modello con cui coprire segmenti differenti senza l'impegno economico richiesto dallo sviluppo di un modello specifico. Un esempio potrebbe essere una gamma diversificata della Volvo XC60, che secondo il CEO potrebbe benissimo sopperire alle esigenze di chi vorrebbe una familiare come la V90:

Piuttosto che portare una V90, ad esempio, è meglio posizionare quell'auto in un modo leggermente diverso? Abbiamo la Black Edition, abbiamo l'edizione Cross Country. Quindi ora abbiamo diverse edizioni della stessa auto di base. È molto, molto più economico e molto più conveniente per noi aumentare il volume attraverso la stessa piattaforma e lo stesso fattore di forma.

Volvo è inoltre un costruttore solido ma dalle risorse non certo infinite e deve quindi scegliere con grande attenzione i segmenti di mercato in cui investire. Spiega ancora Rowan:

Siamo un'azienda ragionevolmente piccola con risorse limitate. Stiamo facendo scelte molto consapevoli su dove vogliamo giocare e dove ci differenziamo.

LA QUESTIONE DAZI

L'intervista ha toccato infine la questione dei dazi che rischiano di creare ulteriori difficoltà al mercato automobilistico europeo, già in affanno per il complicato processo d'elettrificazione e per la forte concorrenza cinese. Rowan ha spiegato che le tariffe maggiorate per le auto importate dalla Cina verso l'Europa e dall'Europa verso gli Stati Uniti rende tutto più complesso, ma che in compenso la sua azienda è in una buona posizione strategica:

Siamo fortunati ad avere impianti di produzione in Europa, Nord America e Cina, quindi abbiamo questo e ci dà flessibilità.

Per queste ragioni, Volvo sta spostando la produzione dell'EX30 dalla Cina al suo stabilimento belga di Gand, così da sottrarsi ai dazi imposti dall'Unione Europa sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese. Per quanto riguarda invece la nuova Volvo ES90 che sarà inizialmente prodotta a Chengdu, in Cina, il CEO ha confermato che questo ridurrà la competitività del modello e la sua diffusione su alcuni mercati, soprattutto su quello americano in cui si prevedono prezzi rincarati del 112,5%.

Volvo non esclude però di aggirare l'ostacolo portando la produzione della ES90 direttamente negli USA, ovvero nello stabilimento che il gruppo possiede a Charleston, nella Carolina del Nord. Al momento si tratta di un'opzione, ma è probabile che diventi realtà se i dazi di Trump saranno confermati nei prossimi mesi.

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Commenti Regolamento
o
olè 01 Jan 1970 @ 00:00

ah sicuramente, la distanza che c'è tra la finanza e l'economia reale è qualcosa di insostenibile, potrebbe essere sistemata solamente dalla politica, ma purtroppo i politici son quello che sono...

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono sempre d'accordo, ma segnalo che "sono costretti a marginare di più" non è solo una questione di imposizioni legali: le leggi pesano, sicuramente, ma l'amore spropositato degli speculatori in borsa per le aziende ad alto margine di profitto non è da sottovalutare.
Stellantis, che ora piange miseria, ha pagato dividendi paurosi e fatto una barca di soldi negli anni scorsi, mentre gli operai erano in cassa integrazione pagata da noi contribuenti.

o
olè 01 Jan 1970 @ 00:00

sisi condivido, oggi per obblighi di legge sono costretti a marginare molto di più su queste cose riducendo il più possibile la qualità costruttiva, o almeno questa è la mia sensazione anche perchè la principale causa dell'aumento dei prezzi delle auto son proprio le leggi (anche se sono assolutamente d'accordo con quelle che riguardano la sicurezza) però il passo indietro rispetto al passato è evidente

L
Luna Bianca 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed io che vorrei prendere una V60 diesel 😔
comunque la qualità è scaduta rispetto ad anni fa, le plastiche sono quelle che sono e non si percepisce più quella robustezza delle volvo di 2 generazioni fa.
mi dispiace per le sw perché erano auto capienti, ma allo stesso tempo dinamicamente valide, con un baricentro basso e consumi ridotti. Le SUV sono solo inutile moda!
Andri su un usato sui 200.000km che per le "vere" volvo vuol dire non essere ancora a metà vita utile 😂😂 altro che Stellantis o cinesate

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda, sulla qualità costruitiva ovviamente la mia è una generalizzazione, ma la sensazione è che se prendi una polo di oggi e golf di ieri, o una 208 di oggi con una 308 di ieri, al di là della tecnologia a bordo, ma proprio l'auto intesa come telaio, sospensioni etc, si sia fatto un bel passo indietro.
E non parliamo di Mercedes e BMW, la classe A e la serie 1 sono un insulto al brand.

o
olè 01 Jan 1970 @ 00:00

vero sul fatto che continuano ad aumentare le dimensioni delle auto, ma sulla qualità costruttiva secondo me ci sono delle eccezioni ma condivido il tuo ragionamento in linea generale

o
olè 01 Jan 1970 @ 00:00

guarda capisco l'esigenza, ma proprio per quello penso che con il B siamo già ok e citavo la swift non a caso, non capisco perchè non abbia il riconoscimento che merita però un auto con quella dotazione e quella dinamica di guida è veramente un unicum nel mercato e infatti da quando ce l'ho mi trovo benissimo e non fatevi ingannare dalle dimensioni perchè è decisamente più spaziosa di una clio o di una 208

f
francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

attendo pazientemente la retro con grattata...

A
Andy 01 Jan 1970 @ 00:00

La volvo che inventò la station con la Polar prende una decisione irrazionale....tenetene almeno una... può vendere ancora!

J
Japantuttalavita 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica hanno appena annunciato del loro pentimento di aver lasciato perdere le station?

G
Guest4539 01 Jan 1970 @ 00:00

B Suv = C per dimensioni, bagagliaio e abitabilità.

G
Gark121 01 Jan 1970 @ 00:00

Le C son troppo grandi perché ogni generazione le allungano di 10cm da 30 anni.
Il problema è mentre allungano le B, non hanno alzato la qualità costruitiva e la solidità, rimangono auto costruite al risparmio e oggettivamente non così stabili e solide. Anche se i prezzi sono da auto di segmento superiore.

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono d'accordo ma solo in parte, nel mio caso che faccio molta autostrada (o meglio, faccio poca strada al mese e quella poca è spesso in autostrada) e che per vari motivi da qualche mese ho preso una B (Fiesta), devo dire che mi manca la "solidità" delle C (Golf)

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Volvo senza wagon fa effetto.

questi sono i tempi moderni

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00
ma questa cosa è curiosa da approfondire.

Geely Auto Group una Holding cinese se l'è comprata apposta per poter produrre al di fuori della cina con un marchio occidentale.
Sgancia la grana.

o
olè 01 Jan 1970 @ 00:00

le C sono già troppo grandi in europa, le B fatte bene vanno benissimo, come per esempio la swift

S
Sig. Stroboscopico 01 Jan 1970 @ 00:00

Interessante che Volvo trovi economicamente possibile produrre in Europa, Cina e USA in presenza di dazi...
Non sono sicuramente favorevole a Trump, ma questa cosa è curiosa da approfondire.

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Se il mercato chiede quello, loro propongono quello. Sarà anche un peccato ma in fondo se nessuno (di noi utenti eh) compra delle mega station, perché dovrebbero produrle.
A me piuttosto spiace infinitamente per la V40 e in generale per le segmento C compatte, che secondo me specie in europa erano veramente l'auto migliore per tutti i giorni.