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Pronti a ripartire? Il punto sul presente e il futuro dei viaggi | Podcast

Riprende lentamente la vita di tutti i giorni, finalmente ci è permesso di metter naso fuori casa per motivi non strettamente legati alla pura sopravvivenza e una cosa sembra chiara a tutti; nulla è come prima. Le implicazioni legate a questo strano e

Pronti a ripartire? Il punto sul presente e il futuro dei viaggi | Podcast
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Gabriele Arestivo
Gabriele Arestivo
Pubblicato il 23 mag 2020

Riprende lentamente la vita di tutti i giorni, finalmente ci è permesso di metter naso fuori casa per motivi non strettamente legati alla pura sopravvivenza e una cosa sembra chiara a tutti; nulla è come prima. Le implicazioni legate a questo strano e difficile periodo sono molteplici e riguardano tutte le sfere della nostra quotidianità, dagli affetti al lavoro, dallo svago ai viaggi. Se da un lato ci è concesso spostarci – presto anche in lungo e in largo dalle Alpi al profondo sud – rimane una questione ancora di difficile comprensione: come ci muoveremo sulle grandi distanze?

Ad esser colpito duramente è l’intero settore dell’aviazione, tra dolorosi tagli al personale e direttive che ancora una volta sembrano confuse, difficili da digerire per le compagnie che, in questi mesi, sono costrette per lo più a terra a contare i debiti che si accumulano (e pagare soste salatissime). Limitare i trasporti ai soli aerei non sarebbe giusto, anche i treni rappresentano una fetta importante degli spostamenti nazionali, ma se pensiamo ai grandi flussi e al turismo che alimenta una parte consistente del nostro paese, beh quelli passano quasi tutti dai nostri cieli.  

Con la pandemia che impazza in tutto il mondo si cercano così soluzioni alternative, idee che permettano di riattivare tali rotte con un certo grado di sicurezza, nuova linfa vitale per l’economia e per le nostre anime. Viaggiare è nel nostro DNA e il Covid-19 ha sfruttato questa debolezza per spingersi in poche settimane nei 4 angoli del globo; adesso starà a noi trovare il modo migliore per conviverci prima che la scienza e la ricerca trovino come metter punto a questo incubo. 

AVIAZIONE IN GINOCCHIO MA SI GUARDA ALLA RIPARTENZA

Nelle scorse settimane si sono susseguite notizie allarmanti dall’intero comparto, d’altronde le compagnie aeree sono fatte per essere sempre in movimento e da ferme non possono che perdere denaro. Solo le più grandi hanno mantenuto qualche rotta, un numero esiguo di voli e di passeggeri che ha portato ad un fenomeno stranamente positivo: si stanno anticipando i pensionamenti dei vecchi modelli, nei cieli volano per lo più nuovi velivoli più efficienti e meno inquinanti. 

In Europa la situazione è molto complessa: Ryanair, primo vettore del Vecchio Continente con 149 milioni di passeggeri, ha annunciato circa 3000 licenziamenti, taglio delle retribuzioni fino al 20% e congedi non retribuiti. Gli ultimi dati dell’anno fiscale concluso a fine marzo 2020 parlano di un incremento degli utili del 13% (circa €1 Mld) ma la previsioni per il primo trimestre che si chiude a fine giugno parlano di perdite per oltre 200 milioni di euro. 

Una fotografia che da sola lascia immaginare quale sia la magnitudo di questo stop forzato, con la stessa Lufthansa che sta portando avanti un lungo braccio di ferro con il governo tedesco nella speranza di poter rimanere in piedi grazie a diversi miliardi; a rischio ben 70 mila posti di lavoro diretti, molti di più se si tiene conto dell’indotto. 

Le cose non vanno certamente meglio per British Airways (12 mila licenziamenti annunciati), Air France (€7 Mld di aiuti dalla Francia) e KLM (€3 Mld di aiuti dall’Olanda), per non parlare di Alitalia, adesso tutta pubblica e dotata per la ripartenza di un tesoretto niente male. La compagnia di bandiera italiana ha di recente messo in cassa parte dei 350 milioni di euro (non più €500 Mln) stanziati con il decreto “CuraItalia", ma per un rilancio in grande stile sono stati elargiti ben 3 miliardi di euro nell’ultimo Decreto Rilancio, così che si avvii “la costituzione di una nuova società (newco) interamente controllata dal Tesoro o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta“. 

Non è messa benissimo EasyJet che tiene a terra la sua flotta da 334 unità e deve fare i conti con il pesante attacco informatico che ha esposto i dati di 9 milioni di clienti, una brutta storia che risale a gennaio scorso e svelata solo questa settimana. Si profila una multa salata per l’azienda come avvenuto in passato per altre compagnie aeree, in questo momento la tegola potrebbe tuttavia pesare il triplo. 

IL PROSSIMO FUTURO

  • Ryanair si sta scagliando contro gli aiuti di stato che stanno arrivando a pioggia nelle tasche delle dirette concorrenti e pianifica un ritorno operativo significativo dal primo di luglio: si passerà così dai 30 voli attuali ai 1000 giornalieri, pari al 40% della capacità totale, ma l’obiettivo reale è di arrivare al 90% delle tratte offerte nel periodo pre-Covid e a contrapporsi ci sono le regole dei singoli stati come quelle del Regno Unito. Il governo Johnson ha infatti confermato la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva in UK, un eccesso secondo il CEO di Ryanair, Micheal O’Leary, che vede in questo provvedimento un enorme freno alla ripartenza del settore aereo. 

  • Alitalia opera a ranghi ridotti, ha perfino interrotto l’unico volo intercontinentale rimasto per New York fino al 31 maggio, dopo si vedrà. Curiosa invece la decisione legata all’aeroporto di Linate, riaperto il 5 maggio e adesso richiuso fino al 1° luglio secondo le ultime disposizioni del ministero dei Trasporti; la compagnia di bandiera detiene circa due terzi degli slot di questo scalo e si presume quindi che da tale data è prevista la vera ripartenza. 
  • British Airways è pronta a rimettere in pista parte della sua flotta e dal 1° giugno tornerà anche in Italia, di sicuro Roma, Venezia e Bologna, in forse evidentemente Linate per quanto appena raccontato. Resterà tuttavia l’obbligo di quarantena per chi atterrerà nel Regno Unito.
  • KLM ha già riattivato i voli verso 8 destinazioni europee a inizio mese, tra queste anche Roma e Milano, altre rotte sono previste in riapertura nelle prossime settimane.
  • Attivo anche il collegamento con il Medio Oriente grazie a Qatar Airways, sia su Fiumicino sia Milano Malpensa, tra l’altro il vettore ha messo in palio 100 mila biglietti gratuiti al personale medico di tutto il mondo.
  • AirFrance ha ripreso in questi giorni i collegamenti con 7 città italiane, si potrà così volare senza restrizioni da Parigi Charles de Gaulle a Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia.
  • Poche le informazioni ufficiali trapelate da EasyJet, da un nostro controllo abbiamo tuttavia notato la disponibilità dei voli in alcune tratte italiane a partire dal 15 giugno, fino ad allora tutto cancellato. 

L’IDEA DELLE TRAVEL BUBBLES

Il turismo rappresenta una delle principali fonti di sostegno per l’Europa, tutta l’industria vale infatti il 10% del PIL continentale che nel 2019, all’incirca oltre 1.830 miliardi di euro l’anno. Lo sanno bene gli stati del sud come Spagna, Portogallo, Italia e Grecia che invece stanno adottando una linea più morbida e sono così pronte ad aprire i confini, ridando così una scossa all’intero comparto in vista della bella stagione. Date diverse per le riaperture (3/06 Italia, 15/06 Portogallo, fine giugno Spagna, 1/07 Grecia e Cipro) ma la linea sembra comune. 

Non basta ovviamente far ripartire la macchina se non ci sono i giusti presupposti, il rischio deve necessariamente rimanere mitigato altrimenti si teme il tanto odiato passo indietro, per questo alcuni hanno ipotizzato dinamiche diverse rispetto al passato. Dall’Oceania è arrivata nelle scorse settimane l’idea delle cosiddette “travel bubbles", ovvero dei passaggi sicuri tra stati a basso rischio come lo sono l’Australia e la Nuova Zelanda. Entrambe, infatti, contano ormai un numero di nuovi infetti a singola cifra ed hanno praticamente sconfitto il Covid-19, il rischio di trasmissione per chi viaggerà tra questi paesi sarà quasi zero. 

Un nuovo modello che potrebbe prender piede anche dalle nostre parti, con i paesi che hanno sotto controllo l’epidemia in prima linea per riaprire gli scambi turistici diretti. Una forzatura all’idea di Europa e della libera circolazione delle persone sancita dal trattato di Maastricht del 1992, capace magari di creare dei pericolosi squilibri in un momento già di per sé delicato. Si tratta comunque di un contesto temporaneo e in via di evoluzione nella quale si cercano risposte immediate, ogni strada potrebbe essere quella giusta e al contempo quella sbagliata. Si potrebbe pensare magari ad una “bolla turistica in espansione", impostando degli standard comuni di controllo dell’epidemia che, superati, darebbero accesso agli spostamenti liberi tra i paesi che si trovano già all’interno. Una sorta di rientro graduale alla normalità, senza quarantene ma con più test e tamponi; ecco quelli si, sempre e comunque. 

In Europa la politica sta tuttavia lavorando per evitare le black list tra paesi Ue, il governo italiano è tra i più agguerriti contro eventuali accordi bilaterali e anche la Germania non vuole che si percorra una simile strada. Quest’ultima e la Francia non hanno mai chiuso i confini a noi italiani, si presume che entrambe rimuoveranno le eventuali limitazioni il 15 giugno e faranno da apripista per tutto il resto del Vecchio Continente, sulla scia di quanto ci apprestiamo noi a fare tra due settimane. 

LE NUOVE LINEE GUIDA

Proprio nelle ultime ore sono finalmente arrivate le nuove linee guida europee per questo periodo di emergenza, dei riferimenti precisi che danno un’idea di come potrebbe essere l’esperienza di viaggio in Europa nei prossimi mesi. Non sono delle regole scritte nella pietra, ogni paese della Comunità Europea potrà interpretarle a proprio modo e magari decidere di inasprirle in caso di situazioni d’emergenza. 

Ci vorrà certamente più tempo, dall’ingresso in aeroporto con relativi controlli tramite termoscanner (chi toccherà i 38°C sarà respinto e sottoposto ad ulteriori controlli) all’imbarco, che prevede un protocollo più preciso e stringente rispetto a quelli utilizzati in passato: saliranno a bordo prima i passeggeri di coda e poi via via tutti gli altri, con meno bagagli a mano e tutti necessariamente con mascherine indossate. Proprio questo elemento sarà determinante dal primo istante in cui si metterà piede nel Terminal, la mascherina non potrà esser mai tolta se non in momenti di necessità o durante i pasti. 

Ci si affiderà anche al contact tracing e alla raccolta delle informazioni, in fase di check-in si dovranno fornire informazioni sul proprio status e sull’eventuale positività pregressa al Covid-19, una volta in viaggio si daranno dettagli sull’indirizzo di residenza una volta arrivati a destinazione e tutti i propri contatti in caso di comunicazioni importanti.  

Tutti i dettagli sulle nuove procedure le trovate all’interno di questo approfondimento

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POSTI CHE SI RIDUCONO, PREZZI CHE SALGONO?

Il modo di viaggiare che abbiamo conosciuto fino adesso potrebbe tuttavia non ritornare subito, se non altro in termini economici. Il settore dell’aeronautica è cresciuto a ritmi impressionanti nelle ultime decadi e grazie alla crescente competizione abbiamo anche assistito ad un crollo dei prezzi, sia nazionali ma soprattutto internazionali. Non a caso Ryanair – una cosiddetta low-cost – ha scalzato la concorrenza più blasonata ed è divenuta la prima compagnia europea per passeggeri trasportati. 

Seppur in ripartenza tutte le compagnie conteranno su flotte a ranghi ridotti e un modello di business forse più complesso date le nuove disposizioni, anche se su quest’ultimo punto si sta ancora contrattando a livello internazionale. L’Italia, ad esempio, prevede fino al 3 giugno “l’obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili" in tutti i voli da e per il nostro paese. Tradotto significa meno posti a bordo e disposizione a scacchiera che riduce enormemente le capacità dei normali velivoli. 

In questi giorni è così scoppiato “un caso" che vede coinvolta WizzAir, una delle principali low-cost europee che il 18 maggio ha portato da Sofia a Bergamo Orio al Serio 113 passeggeri con il volo W6 4351 ed è poi ripartito verso la capitale bulgara con altri 81 passeggeri – scrive il corriere della sera. Nulla di strano penserete voi, ma avendo utilizzato un Airbus A320 da 180 posti non tornano i conti, evidentemente le direttive italiane non sono state rispettate e la diretta concorrenza non ci sta: su un A320 di Alitalia, ad esempio, non possono salgono più di 60 persone e su un A330 (256 posti totali) si possono imbarcare al massimo 122 passeggeri. 

L’Enac fa sapere che la segnalazione andrà sul tavolo della Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute) ma è da capire come l’Italia recepirà le nuove linee guida sopra citate

Se dovesse passare la linea italiana, quindi distanziamento anche a bordo e impossibilità di riempire tutti i velivoli, è inevitabile che aumenteranno i prezzi dei biglietti. A dirlo sono stati senza giri di parole i CEO di alcune delle principali compagnie aeree al mondo, mentre O’Leary di Ryanair ha addirittura minacciato di lasciare a terra l’intera flotta qualora si dovesse arrivare ad una forte riduzione dei posti a bordo. 

Altri stanno già lucrando sulla paura di avere qualcuno a fianco durante un volo, è il caso della low-cost americana Frontier Airlines che ha annunciato l’opzione “More Room" (letteralmente “più spazio") che a fronte di 39$ extra assicurerà il posto centrale vuoto nella propria fila. 

Da un lato le compagnie che assicurano prezzi più alti e dall’altro chi sostiene il contrario, ovvero che a fronte di una domanda ancora molto limitata i vettori cercheranno di accaparrarsi i pochi viaggiatori con offerte allettanti. In aiuto potrebbero poi arrivare gli incentivi al turismo di paesi e regioni, esattamente come fatto dalla Sicilia che nelle scorse settimane è finita sui giornali di tutto il mondo. L’idea è abbastanza semplice e sembra aver fatto colpo: il governo regionale avrebbe infatti messo a disposizione €50 milioni per pagare metà del prezzo dei biglietti aerei ai turisti in ingresso, oltre ad una notte ogni tre prenotate in hotel e ingressi gratuiti a musei e siti archeologici. Il tutto valido solo quest’anno a partire dal 3 giugno, una bella mossa!  

APPROFONDIMENTO PODCAST: L’INTERVALLO

Visto il tema “caldo” abbiamo deciso di approfondire nella nuova puntata de l’Intervallo, naturalmente con Andrea Nepori e con la partecipazione di Simone Cosimi, amico e giornalista. Troverete qualche curiosità in più e una rapida panoramica sul mondo dei trasporti aerei, praticamente rivoluzionato con questa emergenza. Buon ascolto!

Intervallo è su Spreaker, nostro partner tecnico per la distribuzione, e su tutte le piattaforme di podcasting.

Potete seguire l’Intervallo iscrivendovi su: 

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