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Auto elettriche, la svolta in Cina: dal 1° luglio scattano i nuovi obblighi

Dal 1° luglio la Cina introduce nuovi standard di sicurezza per le auto elettriche: scattano l’obbligo di staccabatteria manuale e test d'impatto più severi.

Auto elettriche, la svolta in Cina: dal 1° luglio scattano i nuovi obblighi
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 22 giu 2026

In Cina la diffusione dei veicoli elettrificati non si ferma, pur affrontando i normali alti e bassi del mercato. L’espansione del settore sta spingendo Pechino ad aggiornare le normative sulla sicurezza. Dal 1° luglio scatteranno nuovi obblighi di legge che avranno come obiettivo principale proprio la gestione e la protezione dei pacchi batteria.

Arriva lo “staccabatteria” immediato

A volte la soluzione migliore è anche la più semplice. Tra le nuove regole cinesi sulla sicurezza spicca l’obbligo di montare a bordo un comando di disattivazione rapida. Niente algoritmi complessi: basta un unico gesto su un interruttore manuale per scollegare il circuito ad alta tensione della batteria e metterla in sicurezza.

Fino ad oggi, i precedenti standard si limitavano a imporre la presenza di un segnalatore acustico o visivo che avvisasse i passeggeri dell’imminente rischio di incendio o esplosione. Con la nuova disciplina si passa invece alla difesa attiva: l’interruzione immediata del circuito ad alta tensione punta non solo a proteggere chi viaggia, ma anche a facilitare e mettere in sicurezza il lavoro dei soccorritori in caso di incidente.

Questo ritorno alla concretezza fisica non renderà comunque obsoleta l’elettronica di bordo. Al contrario, la legislazione cinese continuerà a normare severamente anche i dispositivi di tipo predittivo. Ne è la prova la recente pubblicazione del regolamento che introdurrà l’obbligo tassativo di installare sensori avanzati capaci di rilevare tempestivamente il surriscaldamento delle celle e anticipare il rischio di incendio.

Scudi rinforzati per il sottoscocca

Tornando al pacchetto di riforme esecutive da luglio, le prescrizioni tecniche stringono la morsa su ogni potenziale punto debole dei veicoli a batteria. Un aspetto di fondamentale importanza umanitaria riguarderà la chimica interna delle celle. La normativa richiede esplicitamente che, nell’eventualità di un incendio, i fumi generati dalla combustione non risultino tossici o nocivi per le vie respiratorie dei passeggeri all’interno dell’abitacolo.

Parallelamente, l’architettura strutturale posta a protezione delle celle dovrà superare esami molto più rigidi rispetto al passato. Il nuovo testo introduce infatti un test di collisione supplementare progettato per simulare gli impatti contro il sottoscocca del veicolo. Si tratta di una misura cruciale per le moderne piattaforme elettriche, all’interno delle quali il pacco batteria è posizionato lungo il pianale e risulta quindi particolarmente esposto a urti causati da detriti stradali, dossi o marciapiedi.

Nessuno sconto è stato concesso nemmeno per la fase di ricarica e stazionamento. Per ottenere il via libera all’omologazione, i sistemi energetici dovranno superare indenni un severo stress test accelerato composto da ben 300 cicli consecutivi di carica e scarica rapida, durante i quali non dovrà manifestarsi alcun principio di incendio, surriscaldamento anomalo o esplosione.

I colossi industriali rispondono presente

Le aziende, dal canto loro, si muovevano già da tempo. I big del settore hanno anticipato le mosse del governo, adeguando i propri laboratori di ricerca. Sia CATL sia BYD hanno confermato di aver superato i test senza difficoltà. BYD, in particolare, ha sottolineato che la sua Blade Battery ultrasottile ha registrato performance di sicurezza ben superiori ai minimi imposti dai nuovi standard.

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