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Schermi sempre più grandi sulle auto: un’innovazione o un pericolo?

Un recente studio svedese rivela che i display moderni aumentano le distrazioni alla guida, facendo aumentare il tempo in cui gli occhi distolgono lo sguardo dalla strada.

Schermi sempre più grandi sulle auto: un’innovazione o un pericolo?
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 23 lug 2026

Le auto di ultima generazione sono sempre più un concentrato di tecnologia. Gli interni delle vetture, in particolare, si sono arricchiti di schermi che sono sempre di più (fino a tre sulla plancia) e sempre più grandi. Questa tendenza, criticata anche da Jony Ive il creatore della nuova Ferrari Luce, ha reso gli abitacoli sempre più minimalisti, diminuendo la presenza di tasti fisici. Se l’impatto estetico è innegabile, lo stesso non si può dire per l’usabilità dei comandi.

Più distrazioni rispetto a quattro anni fa

Una ricerca condotta dalla rivista svedese Vi Bilägare ha mostrato che l’evoluzione dei touchscreen ha reso la guida una maggiore fonte di distrazione. Il test ha chiesto ad alcuni conducenti di svolgere operazioni basilari, come regolare il climatizzatore o la radio, mentre viaggiavano a 110 km/h, ovviamente in un circuito chiuso al traffico. Paragonando i risultati del 2026 con quelli di un test identico del 2022, è stato rilevato un peggioramento netto: nel 2022, la distanza media percorsa svolgendo questi compiti era di 756 metri, mentre nel 2026 la media è stata di 813 metri. In sostanza, oggi i conducenti impiegano circa due secondi in più per interagire con i menù e – cosa sicuramente più preoccupante – percorrendo un tratto considerevole senza guardare la strada.

Chi fa bene e chi no

Sebbene i display siano diventati più grandi e nitidi, le interfacce hanno nella maggior parte dei casi complicato la vita al guidatore. La Mercedes CLA figura tra i modelli peggiori: ha richiesto 35 secondi per completare le operazioni, percorrendo oltre 1.100 metri (ben 15 secondi in più rispetto al modello GLB testato nel 2022). La Volvo XC60, invece, ha ottenuto il miglior risultato del 2026 con 485 metri, mentre Tesla ha dimostrato che un’interfaccia ben organizzata fa la differenza, con la Model Y del 2026 che ha ridotto lo spazio di distrazione di 100 metri rispetto alla Model 3 del 2022.

I tasti fisici non sono la panacea

Infine, lo studio ha sfatato il mito secondo cui i tasti fisici siano sempre la soluzione perfetta. Un modello di dieci anni fa (2016) con pochi schermi ma numerosi tasti fisici troppo piccoli ha registrato un pessimo risultato di 863 metri. Al contrario, una vecchia Volvo del 2005, dotata di tasti grandi e ben definiti, ha richiesto appena 306 metri “di distrazione”. Questo dimostra che il fattore chiave per la sicurezza rimane la chiarezza e l’immediatezza dell’interazione, al di là della tecnologia impiegata.

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