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Ecco la prima ambulanza a energia solare per il soccorso in aree remote

Sviluppato nei Paesi Bassi il primo veicolo di soccorso alimentato solo a energia solare e progettato per portare assistenza medica nelle aree dove manca carburante o elettricità.

Ecco la prima ambulanza a energia solare per il soccorso in aree remote
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 26 lug 2026

Nasce nei Paesi Bassi la prima ambulanza al mondo alimentata unicamente a energia solare. Questo innovativo veicolo, chiamato Stella Juva, è il risultato dell’impegno di 23 studenti del Solar Team Eindhoven, un gruppo universitario del Politecnico TU, che hanno sviluppato il progetto in un solo anno di lavoro.

Rendere accessibile il soccorso in aree isolate

L’obiettivo primario di questo mezzo di soccorso, energeticamente autonomo, è quello di rendere l’assistenza medica accessibile anche alle popolazioni che abitano nelle zone più isolate del pianeta. In questi territori, l’accesso alle cure è limitato dalla mancanza di rete elettrica, dalla carenza di carburante e dalla presenza di strade dissestate. Un veicolo a combustione o uno elettrico avrebbero difficoltà di rifornimento o di ricarica e, in generale, una scarsa autonomia. Attualmente, per ovviare al problema alcuni eroici operatori sanitari utilizzano la bicicletta per portare assistenza medica in queste aree.

Fino a 715 km di autonomia

Il veicolo, che ospita due persone nella cabina anteriore, è lungo 5 metri, largo 1,9 metri e con una massa di 1.350 kg. Può raggiungere una velocità massima di 120 km/h e ha un’autonomia media di 360 chilometri in off-road, che possono arrivare fino a 715 chilometri in una giornata assolata e su strade asfaltate. Sul tetto sono installate 326 celle solari, mentre ulteriori 216 sono presenti su speciali pannelli estensibili. Non avendo necessità di ricaricare, il mezzo è completamente indipendente e, una volta raggiunta una destinazione, può ripartire per la successiva. È comunque presente una batteria da 50 kWh, che permette di accumulare l’energia generata con i pannelli sul tetto, garantendo l’alimentazione del veicolo anche di notte o nelle giornate nuvolose. L’ambulanza ha una meccanica robusta che le consente di affrontare l’off-road impegnativo, anche se non è propriamente un fuoristrada tecnico. Nell’equipaggiamento non manca la ruota di scorta e un badile nel caso in cui sia necessario scavare per liberare il mezzo.

Portare assistenza e medicinali

Questo innovativo veicolo sanitario è pensato per portare assistenza medica avanzata in territori remoti (ambulanza di soccorso), ma non per portare i pazienti verso un ospedale (non è quindi un’ambulanza da trasporto). L’equipaggiamento medico viene caricato nella parte posteriore e comprende medicinali, kit di primo soccorso, test per la tubercolosi, defibrillatori e macchinari a ultrasuoni e per i raggi X, con questi ultimi che vengono alimentati dall’impianto solare di bordo. L’energia elettrica autoprodotta è infatti un elemento fondamentale per il funzionamento degli apparecchi medici e per preservare la catena del freddo dei medicinali.

La collaborazione con Amref

Ispirati profondamente dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, gli studenti olandesi hanno collaborato con Amref Health Africa, la più grande organizzazione sanitaria senza scopo di lucro che opera nel continente africano. Secondo i responsabili del team, il diritto alle cure non dovrebbe mai dipendere dalla disponibilità di combustibili. Yarno Basten, responsabile delle partnership del Solar Team Eindhoven, ha affermato:

Vogliamo ispirare operatori sanitari, aziende e altre realtà a creare un impatto sociale attraverso la tecnologia. Se ventitré studenti sono riusciti a realizzare questo progetto in un solo anno, dimostra cosa sia possibile fare quando l’industria tecnologica e il terzo settore collaborano.

Gli studenti hanno in programma un viaggio in Kenya nel mese di agosto per testare il loro veicolo nei luoghi in cui potrà essere operativo in futuro. In diverse aree remote verranno simulati scenari di intervento sanitario, come la presa in carico e il trattamento di pazienti affetti da tubercolosi, per valutare l’efficacia dell’ambulanza solare in condizioni reali.

 

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