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Svolta per il settore auto: sbloccati 1,34 miliardi con il DPCM automotive

Le risorse del nuovo DPCM verranno ripartite con un focus su ricerca, innovazione della filiera e rinnovo dei veicoli commerciali.

Svolta per il settore auto: sbloccati 1,34 miliardi con il DPCM automotive
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 25 mag 2026

Il settore auto italiano riceve una boccata d’ossigeno che era considerata indispensabile. Il Governo ha ufficialmente dato il via libera al DPCM automotive, rendendo disponibili risorse che ammontano complessivamente a 1,343 miliardi di euro con l’obiettivo di sostenere le imprese della filiera in questo momento di transizione industriale ed energetica. Lo stanziamento è superiore di circa 250 milioni rispetto alle previsioni di inizio anno e costituisce una misura strategica per contrastare la crescente concorrenza estera, in particolare asiatica, e rafforzare il ruolo dell’Italia nell’industria europea.

Oltre il 70% dei fondi alla filiera industriale

La novità più importante del nuovo DPCM è che viene previsto un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al passato: il focus si sposta infatti dall’erogazione di sussidi diretti per il consumatore (gli incentivi) al sostegno agli investimenti delle imprese. Il risultato di questa nuova visione strategica è che oltre il 70% delle risorse (circa 1 miliardo di euro) è stato blindato per finanziare accordi per l’innovazione, contratti di sviluppo e gli inediti “mini contratti di sviluppo". Questi ultimi sono strumenti pensati appositamente per le piccole e medie imprese della componentistica e sono strutturati per facilitare gli investimenti in ricerca, sviluppo e riconversione della produzione.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato:

Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica. Risorse specifiche per il settore, che si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale.

Sussidi per veicoli commerciali e mobilità sostenibile

Sebbene il fulcro della misura sia la produzione industriale, la restante quota del plafond finanzierà misure mirate alla mobilità. Tra queste spiccano gli incentivi destinati ai veicoli commerciali e finalizzati al rinnovo del parco circolante, indispensabile per la logistica e le imprese. Sono inoltre in programma bonus per l’installazione di colonnine di ricarica, il cosiddetto “leasing sociale", il retrofit a gas dei veicoli e sussidi economici per l’acquisto di ciclomotori, motocicli e quadricicli.

La prospettiva futura

Oltre alle misure previste dal decreto, è stato raggiunto un accordo per ripristinare, già nel mese di luglio, ulteriori 251 milioni di euro precedentemente destinati alle emergenze di bilancio, come il taglio delle accise per contrastare il caro carburanti. L’obiettivo rimane quello, come ribadito dal Mimit, di guidare il “fronte delle riforme” in Europa, sostenendo il principio del “Made in Europe” e puntando a una revisione dei regolamenti sulle emissioni di CO2 e all’implementazione dell’Industrial Accelerator Act. Per il settore automotive italiano, un nuovo capitolo è ufficialmente iniziato.

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