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DKW NZ 350-1: una storica moto della Grande Guerra è "riemersa" dal Danubio

La secca record del Danubio fa riaffiorare a Budapest una rara moto DKW del 1944 e un arsenale di bombe. Il ritrovamento storico dopo ben 80 anni.

DKW NZ 350-1: una storica moto della Grande Guerra è "riemersa" dal Danubio
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 8 ago 2026

Il cambiamento climatico sta prosciugando i fiumi europei, ma le secche storiche del Danubio non portano con sé solo problemi di siccità, blocchi alla navigazione merci e centrali idroelettriche a mezzo servizio (persino colossi come Dacia e Ford sono costretti a bloccare la produzione auto). A Budapest, il calo delle acque sta letteralmente riportando a galla la storia. Tra fango e sassi, lungo la riva all’altezza di piazza Batthyány, alcuni passanti hanno notato qualcosa che spuntava dalla roccia. La forcella di un veicolo arrugginito.

È bastata una segnalazione per far uscire gli esperti del Museo e Istituto di Storia Militare ungherese, che hanno confermato il ritrovamento. Si tratta di una motocicletta tedesca della Seconda Guerra Mondiale, una DKW NZ 350-1, rimasta in condizioni di conservazione straordinarie dopo quasi ottant’anni sott’acqua.

Una discarica di guerra sotto le acque di Budapest

I lavori di scavo, iniziati il giorno successivo, hanno rivelato che la moto non era sola. Man mano che i tecnici rimuovevano gli strati di melma, è emerso un vero e proprio arsenale d’epoca: mine anticarro, bombe a mano, munizioni da fanteria sia tedesche che sovietiche e schegge di proiettili d’artiglieria, mescolati a ceramiche civili e ossa animali.

Gli archeologi ipotizzano che quel punto del fiume venisse usato come fossa di scarico d’emergenza durante o subito dopo il drammatico Assedio di Budapest. Ormai messi alle strette e vicini alla resa, i soldati tedeschi preferirono sbarazzarsi di tutto ciò che avevano, gettando gli equipaggiamenti nel fiume pur di non lasciarli in mano all’Armata Rossa.

L’ingegneria tedesca al tempo della penuria

La DKW NZ 350-1 riemersa dal fango è la fotografia esatta dell’ultimo anno di guerra della Germania. Progettata attorno al 1943 su richiesta esplicita della Wehrmacht, che cercava un mezzo più efficiente per le proprie truppe, la moto entrò in produzione nel 1944.

Le sue specifiche raccontano la crisi di materiali che stava piegando il Reich. A causa della gravissima carenza di alluminio, il blocco motore da 346 cc (un monocilindrico a two tempi da 11 cavalli con cambio a quattro marce) fu realizzato interamente in ghisa. Un mezzo pesante ed essenziale, pensato per resistere sul fronte e finito poi sul fondo del Danubio.

Dal fango alle teche del museo

L’operazione di recupero ha richiesto anche l’intervento degli artificieri per la bonifica e la messa in sicurezza degli ordigni ancora attivi. La motocicletta e gli altri oggetti innocui sono stati invece trasferiti nei laboratori del Museo di Storia Militare, dove inizierà a breve un lungo processo di pulizia e restauro conservativo per permetterne l’esposizione al pubblico.

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