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Peugeot 402 n4x, la sua aerodinamica fece scuola

L'eredità aerodinamica di Jean Andreau: la Peugeot 402 n4x

Peugeot 402 n4x, la sua aerodinamica fece scuola
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 2 mar 2025

Tra le due guerre mondiali, Peugeot si affida all'ingegnere Jean Andreau, esperto di aerodinamica già noto per le collaborazioni con Bugatti, per sviluppare un suo prototipo basato sulla Peugeot 402. Il risultato è la 402 n4x, un modello che non solo porta il nome del suo progettista, un fatto insolito per l'epoca, ma che ridefinisce per il marchio il concetto stesso di berlina stradale.

Formatosi alle Arts & Métiers, Andreau vede nell'aerodinamica la chiave per migliorare prestazioni e consumi, concetti allora riservati all'aviazione. La sua intuizione è applicare i principi del flusso d'aria anche alle automobili comuni. Il prototipo 402 n4x incarna questa visione con un design a goccia che ottimizza la penetrazione aerodinamica, riducendo drasticamente la resistenza. Il risultato è un coefficiente di resistenza (CX) di 0,34, praticamente la metà rispetto allo 0,68 della 402 di serie. 

VELOCE E PARSIMONIOSA

Equipaggiata con un motore 4 cilindri da 2 litri capace di 70 CV, la 402 n4x raggiungeva i 140 km/h, ben oltre i 115 km/h della versione standard, e lo faceva, inoltre, riducendo i consumi del 30%. Questa efficienza non compromette né lo spazio interno né il comfort, confermando la validità del progetto.

Ma il modello di serie? Già nella sua versione pronta per la produzione, la Peugeot 402 rappresentava una svolta stilistica. Firmata da Henri Thomas, la carrozzeria esibiva linee fluide e dettagli ispirati al movimento Streamline, popolare negli Stati Uniti. Cofani affilati, parafanghi integrati, parabrezza inclinato e fari nascosti nella calandra conferivano un'identità forte e moderna. Dettagli come i vetri laterali senza montanti, i parafanghi carenati e le cerniere delle porte incassate, sperimentati dallo stesso Andreau, trovarono spazio nelle vetture dei decenni successivi.

Dei cinque esemplari costruiti, solo uno è sopravvissuto ed è oggi custodito nel museo Peugeot a Sochaux. La lezione di Andreau, che suggerì di essere pagato in base alla velocità guadagnata dal prototipo, resta molto attuale: l’aerodinamica non è solo una questione di velocità, ma un principio cardine per efficienza e modernità.

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Commenti Regolamento
P
Pablito 01 Jan 1970 @ 00:00

Curiosa; non ne sapevo nulla e devo dire che a suo modo mi piace

H
Hiroshi Shiba 01 Jan 1970 @ 00:00

LOL le Tesla hanno un Cx mediamente di 0,21, fra i migliori al mondo.....
Comunque sia, certo che ci vuole equilibrio, e proprio per questo lo sviluppo della tecnologia nel corso dei decenni ha guardato (ovviamente) in misura crescente all'efficienza aerodinamica, in particolare dagli anni 90 sono arrivate fior di automobili che hanno trovato un nuovo equilibrio con buona aerodinamica e Cx record, trend poi proseguito sempre in crescendo negli anni 2000 col progredire delle conoscenze...fino al (per me) deprecabile boom dei SUV e derivati carrettoni squadrati "alla moda". In questa operazione i produttori hanno pure risparmiato parecchio in design, le linee sono spesso comuni e condivise (pratica diffusa negli smartphone con i produttori ODM).
Per fortuna c'è chi come Mazda (e Tesla) se ne frega, unendo linee filanti e motori moderni (giustificare i quadratoni perché altrimenti le auto "prendono il volo" -e non perché è moda- a me fa sorridere, a meno che non sia questione di gusti e allora alzo le mani). Sì "si può fare!", eccome. Ed è proprio la tecnica a consentirlo. Oppure si può restare all'età della pietra, fermare lo sviluppo del design e limitarlo al lato motoristico in nome della "moda" (e non certo della tecnica). Moda che, come tale, prima o poi finirà (e io spero prestissimo). Chiudo 👋🏻

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

che io abbia visto, la tesla non e' fatta a goccia.

sei molto confuso.

H
Hiroshi Shiba 01 Jan 1970 @ 00:00

La Tesla decolla in continuazione infatti 🤣😂

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

oppure se non capiamo come funziona un'automobile.

in un'automobile ad alte prestazioni non vuoi essere esclusivamente aereodinamico, vuoi una buona aereodinamica -DOPO- che hai massimizzato il downforce, altrimenti non hai trazione, controllo, stabilita'.

un'auto che accelera e decolla spiaccicandosi fuori pista non e' una buona auto. https://uploads.disquscdn.c...

H
Hiroshi Shiba 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì certo se confondiamo moda con aerodinamica 😂

M
Maurizio Mugelli 01 Jan 1970 @ 00:00

che hanno molta piu' conoscenza del rapporto fra aereodinamica, downforce e fluidodinamica di quanto ci fosse all'epoca e quindi sono di gran lunga superiori per un auto che non vuole decollare con motori moderni.

N
NCK 01 Jan 1970 @ 00:00

1936

n
nonamolenuovegenerazioni 01 Jan 1970 @ 00:00

Le auto streamline sono costose da costruire industrialmente e furono sempre flop tanto più oggi

R
R4nd0mH3r0 ✓ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00
H
Hiroshi Shiba 01 Jan 1970 @ 00:00

A distanza di un secolo, "l'evoluzione" ha portato agli attuali parallelepipedi con le ruote.