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Honda lavora a una nuova piattaforma multi-energia

Dopo una perdita storica da 15,7 miliardi di dollari, il costruttore giapponese cambia strategia puntando sulla flessibilità tecnologica.

Honda lavora a una nuova piattaforma multi-energia
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 27 mag 2026

La situazione di Honda è particolarmente delicata. Per la prima volta dal 1957 (anno della sua quotazione in borsa) il marchio giapponese ha chiuso il terzo trimestre dello scorso anno in perdita, con un calo dei ricavi del 61%. Una crisi che ha accelerato un cambio di strategia radicale, il cui ultimo capitolo è lo sviluppo di una nuova piattaforma multi-energia.

Tra i fattori che hanno pesato di più sui conti c’è la cancellazione della 0 Series, la famiglia di auto elettriche presentata al CES di Las Vegas nel gennaio 2025. Una berlina, un SUV e l’Acura RSX avrebbero dovuto segnare il debutto di Honda nell’era delle auto software-defined, con una piattaforma proprietaria e un sistema operativo dedicato. A marzo Honda ha deciso di abbandonare questa direzione, registrando una svalutazione da 15,7 miliardi di dollari.

Ora arriva una nuova strategia. Non l’abbandono totale dell’elettrico, ma la costruzione di una base tecnica più flessibile. Il costruttore giapponese sta sviluppando una nuova piattaforma di prossima generazione definita “multi-energia”. Una piattaforma capace di ospitare sia motorizzazioni full electric sia sistemi ibridi. L’obiettivo è non essere costretti a scegliere in anticipo. Se la domanda di veicoli elettrici crescerà più rapidamente del previsto, la piattaforma sarà già pronta; se invece l’ibrido continuerà a dominare, la stessa base tecnica lo supporterà senza costosi adeguamenti.

Perché la 0 Series è fallita

Honda aveva scommesso sulle normative ambientali stringenti dell’amministrazione Biden negli Stati Uniti e sulla capacità di competere in Cina contro i nuovi costruttori locali. Su entrambi i fronti le cose sono andate diversamente. Il cambio di politica americana ha ridotto gli incentivi all’elettrico, mentre in Cina Honda si è trovata incapace di offrire prodotti competitivi in termini di prezzo e tecnologia rispetto ai costruttori locali. Da qui la decisione di cancellare i tre modelli a pochi mesi dall’avvio della produzione.

Nel frattempo, Honda accelera sull’ibrido. Sono previsti 15 nuovi modelli entro il 2029, sviluppati su un’architettura separata da quella multi-energia annunciata. Il CEO Toshihiro Mibe ha già presentato due prototipi (una berlina ibrida che richiama l’Accord e un SUV compatto Acura) con arrivo sul mercato previsto entro il 2028. Per Acura la strada è quella dell’ibrido premium; per il marchio Honda la priorità resta l’accessibilità, con motori termici che continueranno ad affiancare le versioni ibride per non tagliare fuori chi cerca un’auto concreta a prezzi contenuti.

Il rischio concreto di queste soluzioni flessibili è che, al netto dei significativi vantaggi, rappresentino una scelta per tamponare un problema, senza prendere una decisione definitiva sul futuro del marchio.

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