Hypersail: la Ferrari dei mari prende forma a Pisa
Il primo monoscafo foiling di Ferrari prende forma a Pisa sotto la guida di Enrico Voltolini. Retroscena, dettagli tecnici e sfide del progetto oceanico da 100 piedi.
Il primo monoscafo oceanico con il marchio del Cavallino Rampante sta nascendo dentro un capannone alle porte di Pisa. Si chiama Ferrari Hypersail, misura 30 metri e mezzo ed è una barca da corsa pensata per volare sugli oceani a quasi 100 chilometri all’ora. Gialla come le origini di Maranello e nera come la fibra di carbonio che la compone, punta a toccare l’acqua del Tirreno entro la primavera del 2027.
Un nuovo direttore del progetto
Per guidare un mostro di tecnologia simile serviva una figura che abbinasse manico ed esperienza ingegneristica: dal 2 aprile la direzione del progetto è passata ufficialmente a Enrico Voltolini. Piacentino di 39 anni, ligure d’adozione e una laurea in ingegneria nautica in tasca, Voltolini ha alle spalle due campagne di Coppa America con Luna Rossa. Prende il testimone da Giovanni Soldini, con cui lavorava a stretto contatto già dall’estate del 2025. Nel cantiere toscano la regola d’oro è l’ossessione per il peso: per stuccare l’intero scafo sono stati usati appena sei chili di materiale contro i dieci stabiliti a budget. Ogni grammo risparmiato si tradurrà direttamente in nodi di velocità in mare aperto.
La tabella di marcia prosegue senza intoppi. Finita la verniciatura e completati coperta e bompresso, si stanno installando i pannelli solari che garantiranno l’autosufficienza energetica di bordo, insieme ai sistemi idraulici ed elettronici. La catena logistica è attiva su scala globale: l’albero farà il viaggio in nave dalla Nuova Zelanda a partire da metà agosto, con le tensioni in Medio Oriente che incideranno sui costi di trasporto ma non sulle tempistiche , le vele sbarcheranno a Genova a inizio settembre e le appendici saranno pronte entro la prima settimana di ottobre.
Vita a bordo tra 55 nodi di vento, caschi e microfoni
Con 55 nodi di vento apparente, lavorare in coperta sarà praticamente impossibile e l’equipaggio passerà la quasi totalità del tempo chiusi sottocoperta. Manovrare vele di quelle dimensioni richiederà una potenza fisica notevole: a bordo ci saranno dai 8 ai 12 velisti di stazza imponente, e tra loro ci saranno sicuramente anche delle donne. Voltolini sta pescando i profili migliori tra Coppa America, Sail GP, classi olimpiche e regate oceaniche, con i primi ingaggi ufficiali previsti per metà settembre.
La vita dentro Hypersail sarà un’esperienza estrema, paragonabile a rimanere chiusi dentro una centrifuga in corsa. Il carbonio farà da cassa di risonanza amplificando colpi e vibrazioni: per questo i velisti indosseranno obbligatoriamente il casco con microfoni e auricolari integrati per riuscire a comunicare tra loro.
Tutto l’allestimento interno è ridotto all’essenziale per non zavorrare lo scafo. Per dormire si useranno cuccette in tubolare di carbonio con rete posizionate a poppa della paratia del cockpit, affiancate da sedute bean bag piene di palline di polistirolo per adattarsi ai continui e bruschi cambi di sbandamento. L’alimentazione si baserà su cibo liofilizzato scaldato con l’acqua (valutando l’uso di una pentola a pressione per variare la dieta), mentre la gestione dell’igiene e della privacy per l’equipaggio misto sarà garantita da un unico bagno ultraleggero in materiale composito.
Un laboratorio tecnologico in rotta verso gli oceani
Al di là della sfida sportiva e dei record in mare aperto, Hypersail nasce soprattutto come un banco di prova per Maranello. Le soluzioni aerodinamiche, i materiali e la gestione energetica testati in mare serviranno da laboratorio di sviluppo per le future vetture stradali della casa emiliana.
Sebbene nell’ambiente nautico si rincorrano le voci su una possibile sfida Ferrari alla Coppa America, il team guidato da Voltolini mantiene il focus sulle regate oceaniche e sui record di percorrenza in acque libere.
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Fonte:
- Corriere