Cerca

Si chiama GasGas ma installa colonnine per auto elettriche

Ricarica illimitata per gli utenti e installazione delle colonnine per chi ha un'attività: ecco la proposta di GasGas

Si chiama GasGas ma installa colonnine per auto elettriche
Vai ai commenti
Luigi Melita
Luigi Melita
Pubblicato il 2 ago 2021

Ormai lo hanno capito anche i sassi: senza colonnine di ricarica per le auto elettriche non si va da nessuna parte. Per questo, in un ipotetico viaggio virtuale alla scoperta delle realtà che si stanno lanciando in quello che sarà un terreno fertile per il business dei prossimi dieci anni, oggi vediamo il caso di GasGas.

Innanzitutto il nome è un programma all’apparenza strano: non c’entra con le auto termiche ma richiamerebbe, a detta dei creatori di questa start-up italiana, la volontà di accelerare nella diffusione della mobilità elettrica. Un controsenso ad una prima analisi, ma riflettendoci, ci si può lanciare in tantissime elucubrazioni: l’obiettivo di GasGas è rendere facile l’accesso alle colonnine anche a chi non è un esperto delle elettriche.

Proprio per questo,  il nome richiama un modo di dire legato ai motori termici e noto a tutti, perfetto per far capire che l’obiettivo è semplificare la mobilità a batteria. Usando termini familiari e non paroloni nuovi e ancora poco diffusi, GasGas esemplifica con il nome la volontà di rendere semplice la transizione. Ci riuscirà? Speriamo, anche perché l’Italia ha ancora tanta strada da fare a riguardo…

Ti potrebbe interessare

PER CHI GUIDA ELETTRICO

Studiando il progetto di GASGAS e il business plan sulla pagina di crowdfunding si notano subito due pilastri fondamentali: il concetto di community, oggi diventato fondamentale per qualsiasi azienda, e il servizio per chi vuole installare un punto di ricarica da mettere a disposizione dei clienti. 

Il primo punto è fondamentale per la mobilità elettrica, settore dove la community è forte e agguerrita perché si trova ancora nella fase di crescita iniziale. Chi guida un’auto elettrica oggi (e da qualche anno), fa parte di una categoria che ha fatto da apripista. Nel marketing, queste persone vengono definite come “early adopter", pionieri che accettano gli svantaggi connessi ad una tecnologia ancora giovane per poter essere fra i primi a sperimentare la novità. Ed è a queste persone che GasGaS si rivolge, volendoli premiare in un certo qual senso. 

Chi si unirà alla famiglia elettrica di questa start-up, potrà essere coinvolto nel processo di installazione delle colonnine, proponendo dove installarle in base alle proprie esigenze e preferenze. L’azienda cercherà di venire incontro alle richieste degli utenti analizzandole e raccogliendole, così da ottenere il beneficio (per tutti) di installare i punti di ricarica dove ci sono utenti attivi e pronti ad utilizzarle. 

Ovvio che bisogna essere realistici: sarà difficile che ogni utente possa essere accontentato. Più probabile, però,  è il coinvolgimento di tutti con un “voto" per orientare la scelta fra tre o quattro proposte in una determinata zona. I membri della community pagheranno poi una tariffa fissa per il servizio con kWh illimitati per la ricarica mentre i clienti occasionali avranno accesso a tariffe a consumo, anche in roaming tramite altre applicazioni. 

PER CHI CREDE NEL BUSINESS ELETTRICO

Dall’altra parte c’è chi ha già intuito che il mondo delle auto elettriche è un business: entrarci al momento giusto può rappresentare un vantaggio. Chi guida elettrico, d’altronde, tende a preferire quelle attività che offrono il servizio di ricarica: a parità di condizioni si sceglierà l’hotel, il ristorante, il fast food o il centro commerciale con le postazioni per fare un rabbocco di elettroni sfruttando il tempo di fermo della vettura.. 

Installare una colonnina, però, è ancora complicato. Si tratta di un mondo nuovo, fatto di regole e autorizzazioni, di termini tecnici ancora non masticati da tutti (la sapete la differenza tra kW e kWh?) e di noie che chiunque si eviterebbe volentieri. Per questo GasGas offre a chi ha un’attività un servizio “chiavi in mano" per l’installazione dei punti di ricarica della rete, un piano che prevede di raggiungere il 2% dei PDR in Italia focalizzandosi sulle “colonnine di prossimità" piuttosto che su quelle rapide per le grandi direttrici. In termini numerici, l’obiettivo è 1.000 postazioni entro il 2030.

Il termine “di prossimità" è proprio la chiave della filosofia di GasGas. Consideratela come l’amichevole Spiderman di quartiere: se Enel X, IONITY e altri vogliono giocare a fare gli Avengers, lavorando su colonnine in autostrada e ad alta potenza, l’azienda punta all’altro lato della medaglia, ugualmente importante. 

Per sfruttare l’auto elettrica al meglio, questa dovrebbe essere ricaricata nei tanti tempi morti a disposizione. Perché non farlo quindi mentre si trascorre la serata in birreria con gli amici (serve il Green Pass, lo sapevate?) presso il Birrificio 620 Passi ad esempio? E la citazione non è casuale: il locale di Lignano Sabbiadoro approfitta della pubblicità gratuita in quanto primo punto di ricarica inaugurato a giugno dalla giovane azienda.

INVESTIRE NELL’ELETTRICO

La strada per GasGas è tutta in salita e la storia deve ancora essere scritta. La startup naviga nello stesso parco giochi dei giganti, è vero, ma lo fa con carte diverse e parlando ad un pubblico parallelo, e questa potrebbe essere la chiave del suo potenziale successo. 

Il tempo ce lo dirà e il traguardo è ambizioso: un migliaio di punti di ricarica nel 2025. Presenti sulla piattaforma CrowdFundMe, Alessandro Vigilanti e Stefania Menguzzato hanno raccolto già più del doppio dell’obiettivo minimo. La campagna è ancora aperta e accessibile per chi vuole investire (con tutti i rischi del caso): qui trovate informazioni e documentazione tecnica.

Ad oggi sono più di un centinaio gli investitori e GasGas ha già accordi con partner come NextCharge che includerà i punti di ricarica nel suo network.

Inoltre, è notizia di questi giorni anche l’accordo con GEWISS per le colonnine: non solo per la parte di hardware ma anche per l’assistenza tecnica. La lamentela principale e più comune degli utenti “elettrici" è quella dei disservizi dovuti a colonnine vandalizzate, bloccate, in manutenzione o non funzionanti. La capacità di rispondere in fretta a questi problemi sarà la chiave delle reti di ricarica del futuro.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
C
Claudio M. 01 Jan 1970 @ 00:00
M
Massimo Potere 01 Jan 1970 @ 00:00

dici? e perché quando ho registrato il mio brand, me lo hanno registrato sotto il mio settore?

D
Domenico Belfiore 01 Jan 1970 @ 00:00

Io di gas gas ricordavo na ditta che produceva impianti Gpl/metano

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Io di GasGas conosco la ditta spagnola che produce moto.

C
Claudio M. 01 Jan 1970 @ 00:00

mai vista una pubblicità su hdblog. forse, dico forse, la prima installazione o per i primi 2 minuti mentre installo... XD

C
Claudio M. 01 Jan 1970 @ 00:00

è il nome che è registrato non quello che fà.

M
Massimo Potere 01 Jan 1970 @ 00:00

non so. Logo diverso, settore diverso, distribuzione diversa, stato di registrazione diverso.

B
BuBy 01 Jan 1970 @ 00:00

non è cosi semplice.. non è che se vendi scarpe marchiate cocacola puoi perche cocacola fa bevande e tu scarpe...

M
Massimo Potere 01 Jan 1970 @ 00:00

non vendendo motoveicoli, non vedo perché dovrebbero anche solo pensare di fargli causa..

A
Alex Cava 01 Jan 1970 @ 00:00

Non caricherò mai l'auto in una catena con "gas" nel nome.
Per principio.

D
DrinkDifferent 01 Jan 1970 @ 00:00

lo sapevo che prima o poi avrebbe fatto strada il piccoletto

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00
M
MrPhil17 01 Jan 1970 @ 00:00

Senza ablock lo scrolling del sito va a scatti. Giusto per farti capire il peso di quella roba mangiabatteria.

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché mai dovrebbe esserlo?

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno due investitori istituzionali tra cui la stessa piattaforma che fa selezione dei progetti, non fanno entrare chiunque come se niente fosse...

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Vai altrove, torna e poi ne riparliamo ;)

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

Donne e motori.... Gioie e dolori.

L
Lorenzo Poli 01 Jan 1970 @ 00:00

Anch'io un attimo pensavo di stare su HD Troll

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

non è un articolo serio, vero?

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah ecco! Allora son due aziende diverse. Se non han fatto nemmeno una ricerca basica su Google...

B
BuBy 01 Jan 1970 @ 00:00

Se nn vogliono cominciare con una denuncia meglio che cambiano nome visto che gasgas è una marca storica di moto 🙈

S
Sentient6 01 Jan 1970 @ 00:00

ublock per favore.

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho capito quale sia la rivoluzione (votare dove mettere le colonnine?) e soprattutto se non dicono i prezzi per essere dentro questa community diventa difficile farsi 2 conti.

R
Rendiamociconto 01 Jan 1970 @ 00:00

il consumatore non riceve soldi, da i soldi per definizione

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

"(e vuole i tuoi soldi)"

Beh,si metta in coda che c'è la fila

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fatto che raccolgano soldi col crowdfunding però fa capire che nessun investitore serio ha dato loro i soldi e la cosa non parte bene

M
Mich Tankian 01 Jan 1970 @ 00:00

https:// www. youtube. com/ watch?v=ljwUlY9WW1I

Ecco da dove hanno preso il nome quasi sicuramente

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Sembra anche a me, a proposito quelli di "no cost" che fine hanno fatto?

A
Accapi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nome alquanto infelice…

s
specialdo 01 Jan 1970 @ 00:00

Come la società di energia Uno Gas.. Ma cosa costa cambiare nome/ brand?

A
ALDream40K 01 Jan 1970 @ 00:00

https://uploads.disquscdn.c... Che belle pubblicità... non sono x niente invandenti :)

M
Mad Mike 01 Jan 1970 @ 00:00

alla fine vogliono tutti i nostri soldi, come se ne avessimo da buttare via, ma nessuno è disposto a darcene

M
Mr. G/Blocked:45/Mac+Android 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ennesimo Ponzi