Il figlio di Arnault entra nel mondo delle hypercar: investe in un marchio storico
Antoine Arnault, figlio del miliardario Bernard Arnault, investe attraverso Marbeuf Capital in Delage, marchio francese rinato con la D12 da oltre 1.000 CV e 2 milioni di euro
Il mondo delle hypercar attira un nuovo investitore con un cognome pesante, almeno nel settore del lusso. Antoine Arnault, figlio del miliardario Bernard Arnault, entra nel capitale di Delage attraverso la società d’investimento Marbeuf Capital, partecipando a un nuovo round di finanziamento del costruttore francese rilanciato nel 2019 da Laurent Tapie.
L’operazione è stata confermata dallo stesso Tapie, CEO di Delage. Antoine Arnault e l’imprenditore francese si conoscono da tempo e condividono anche la passione per il calcio. Marbeuf Capital non sarà comunque l’unico investitore privato: nel capitale del piccolo costruttore sono già presenti altre famiglie imprenditoriali transalpine di tutto rispetto.
Arnault investe nella Delage D12
L’ingresso di nuovi capitali arriva in una fase importante per Delage. Il marchio ha costruito il proprio ritorno attorno alla D12, hypercar estremamente esclusiva, la cui produzione sarà limitata ad appena 30 esemplari per tutto il mondo.
Il prezzo di partenza è fissato a circa 2 milioni di euro, collocando l’auto in quella fascia di mercato frequentata da costruttori come Bugatti e Koenigsegg. Secondo le informazioni trapelate finora, i primi due esemplari sarebbero già stati consegnati ai rispettivi proprietari.
La D12 è stata concepita con un’impostazione ispirata fortemente dalle monoposto da gara, a partire dall’abitacolo con i due occupanti disposti in tandem. Al centro del progetto c’è un motore V12 aspirato da 7,6 litri sviluppato specificamente per questa vettura, abbinato a un sistema elettrico che può portare la potenza complessiva a oltrepassare la soglia dei 1.100 CV.
Delage vuole uscire dalla Francia
L’investimento servirà soprattutto a sostenere l’espansione internazionale. Fino a oggi la clientela Delage è rimasta prevalentemente francese, mentre il prossimo obiettivo è aumentare la presenza nei mercati nei quali si concentra una fetta importante degli acquirenti di hypercar.
Nel mirino ci sono Nord America e Medio Oriente, oltre a Cina e Giappone. Negli Stati Uniti il progetto prevede anche l’apertura di club dedicati al marchio, una strategia pensata per dar vita a un rapporto diretto con una clientela totalmente esclusiva e selezionata.
Delage non vuole, inoltre, fermarsi alla D12. Sono già iniziati i primi studi tecnici per un secondo modello, anche se al momento non sono stati comunicati dettagli sufficienti per definirne caratteristiche, motorizzazione o tempi di arrivo.
Un marchio nato nel 1905
Per Delage si tratta dell’ennesimo capitolo di una storia iniziata oltre un secolo fa. Louis Delage fondò l’azienda nel 1905 e il marchio riuscì rapidamente a costruirsi una reputazione sia nelle competizioni sia nella produzione di automobili di lusso.
Le sue vetture conquistarono successi nei Gran Premi e nelle gare di durata, mentre l’eleganza dei modelli stradali contribuì ad associare alla Casa l’espressione “La Belle Voiture Française”. La crisi economica degli anni Trenta mise però in difficoltà l’azienda, che finì nell’orbita di Delahaye. La produzione cessò definitivamente negli anni Cinquanta e il nome Delage rimase lontano dalle strade per oltre sei decenni.
La rinascita con Laurent Tapie
Il ritorno è iniziato nel 2019 grazie a Laurent Tapie, che ha riportato in attività il marchio puntando non sui grandi numeri, ma su vetture costruite in piccolissima serie. La produzione delle nuove Delage è concentrata a Magny-Cours, in Francia.
L’arrivo di Antoine Arnault non comporta quindi soltanto l’ingresso di un nuovo e fresco capitale. Delage sta cercando di trasformarsi da progetto di nicchia a trazione transalpina a costruttore internazionale di hypercar, seppure sempre a volumi estremamente ridotti. Adesso, con l’aiuto della famiglia Arnault è lecito sognare in grande.