Mercato auto in Cina, è finita la pacchia per i marchi europei (e non solo)
Mercato auto in Cina a picco nel 2026: vendite giù del 21% e marchi europei in rosso. Con la sovrapproduzione interna, Pechino punta tutto sull'export globale
La terra promessa delle quattro ruote non esiste più. Per anni il mercato cinese è stato la gallina dalle uova d’oro dei costruttori europei, una miniera inesauribile da oltre un miliardo di clienti con il portafoglio aperto. Oggi quel film è finito. Nel 2026 i piazzali dei concessionari restano pieni, le immatricolazioni non girano e Pechino si trova costretta a fare l’unica cosa possibile… spedire le sue auto all’estero.
Un calo sensibile
A mettere nero su bianco la gravità della situazione ci pensano i numeri di <iBestSellingCarsBlog.com. Rispetto al 2025, le vendite complessive sono precipitate del 21%. Tradotto in cifre concrete? Nei primi otto mesi del 2026 in Cina sono state immatricolate 11,3 milioni di vetture. Significa che, da un anno all’altro, sono sparite nel nulla 3 milioni di auto.
Il colpo spiazza l’intero settore, ma per i marchi europei il conto è particolarmente salato. Qualche esempio? Volkswagen lascia sul campo il 31% della propria quota, mentre Volvo arretra del 28%. Va persino peggio a Citroën, Peugeot, Smart, Mini, Jaguar e Lotus, che arrivano a perdere un drammatico 35%.
Vince il prodotto di casa: ora la via d’uscita è l’export
Dietro questo scossone c’è anche una scelta precisa dei consumatori. Già da qualche tempo gli automobilisti cinesi hanno iniziato a voltare le spalle all’importazione per premiare i brand di casa. Risultato? Oggi le case automobilistiche locali controllano il 66,21% dell’intero immatricolato nazionale.
Eppure, persino questo sbalorditivo dominio domestico non basta più a dormire sogni tranquilli.
Con le vendite interne al palo e le catene di montaggio che continuano a sfornare modelli a ritmo battente, la sovrapproduzione è diventata un problema insostenibile. La soluzione? Una sola: caricare le stive delle navi cargo e vendere quelle auto nel resto del mondo. Basterà a garantire, se non la prosperità, una certa sicurezza? Staremo a vedere. Non mettiamo limiti alla provvidenza e…alle strade del mercato.