Mercato auto Italia: ad ottobre 2026 immatricolazioni a +4,8%
A ottobre 2026 continua l’andamento positivo del mercato automobilistico italiano con il cumulato dell'anno che raggiunge un totale di 1,4 milioni di veicoli immatricolati.
Il mercato auto italiano ha archiviato il mese di ottobre 2026 con 131.921 nuove immatricolazioni, con un incremento del 4,8% rispetto alle 125.864 unità immatricolate nello stesso mese del 2025. Nei primi dieci mesi dell’anno il totale cumulato raggiunge quota 1.400.991 vetture, evidenziando una crescita dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, pur mantenendo un ritardo del 13,8% (oltre 224.000 unità in meno) nei confronti del livello pre-pandemia del 2019. Le stime per la chiusura dell’anno 2026 indicano il raggiungimento di 1.640.000 immatricolazioni complessive (+7,5%), mentre per il 2027 è previsto un riposizionamento a 1.585.000 unità (-3,4%) in concomitanza con un rallentamento del ciclo economico generale.
Sull’andamento delle immatricolazioni, il Presidente dell’UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha dichiarato:
La transizione energetica non può trasformarsi in un percorso riservato a pochi: richiede politiche strutturali che consentano a tutti i cittadini di poter accedere alle tecnologie a zero o bassissime emissioni. Gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione. I numeri di questo mese incidono su un nervo ancora scoperto, dove il problema non è la resistenza degli italiani alla transizione: è rendere la transizione conveniente. Il boom delle ibride plug-in dimostra chiaramente che, in presenza di una convenienza concreta, la clientela risponde. Al contrario, con le elettriche pure che galleggiano tra il 6 e il 7%, la transizione italiana rimane ferma ai box: pensare che le tecnologie a zero emissioni possano decollare da sole, senza leve abilitanti, è solo una chimera.
I privati rappresentano oltre il 50% del mercato
La scomposizione del mercato in base alla tipologia di acquirente evidenzia dinamiche differenziate tra i principali canali di vendita:
- Privati: si confermano il primo canale del mercato, salendo al 57,6% di quota ad ottobre (+0,8 punti percentuali) ed attestandosi al 54,0% nel bilancio dei primi dieci mesi dell’anno.
- Noleggio a lungo termine: registra un calo dei volumi di circa il 10%, scendendo al 18,5% di share ad ottobre (-3,0%), principalmente a causa della flessione delle società Captive, pur mantenendo il 20,8% nel cumulato annuo.
- Autoimmatricolazioni: salgono al 14,3% di quota nel mese (+0,4%), attestandosi all’11,6% nei primi dieci mesi.
- Noleggio a breve termine: mostra una forte accelerazione raddoppiando quota e volumi al 3,7% ad ottobre (+2,2%) ed arrivando all’8,2% nel progressivo annuo.
- Società: registrano volumi in lieve calo, fermandosi al 6,0% di quota nel mese ed al 5,4% nei dieci mesi.
Quasi un’auto su due è ibrida
Nel quadro delle motorizzazioni si osserva la leadership consolidata delle tecnologie ibride e una forte divergenza all’interno delle vetture ricaricabili:
- Ibride (HEV): rappresentano la scelta maggioritaria degli acquirenti con il 49,0% di quota ad ottobre (49,5% nel cumulato), ripartite tra il 29,4% di mild hybrid ed il 19,6% di full hybrid.
- Benzina: scendono al 17,8% di share nel mese (-5,0%), attestandosi al 19,3% da inizio anno.
- Ibride Plug-in (PHEV): evidenziano una spinta consistente raggiungendo il 12,7% di quota ad ottobre (rispetto al 7,4% di un anno fa e al 9,8% nel cumulato), con il noleggio a lungo termine che assorbe oltre il 43% delle immatricolazioni di questa tipologia.
- GPL: si posiziona al 9,0% delle immatricolazioni mensili (-0,7%) ed al 7,3% nei dieci mesi.
- Elettriche pure (BEV): scendono al 6,1% di quota ad ottobre (in calo dal 7,6% registrato a settembre), con gli acquirenti privati che coprono il 54% delle vendite totali di modelli a batteria.
- Diesel: chiude in coda alle alimentazioni con il 5,3% di share ad ottobre (-4,1%) ed il 6,4% nel periodo gennaio-ottobre.
L’analisi per aree geografiche
La distribuzione territoriale delle nuove immatricolazioni riflette la diversa incidenza delle flotte e del noleggio sul territorio nazionale:
- Nord Ovest: si conferma la prima area geografica d’Italia raccogliendo il 30,5% delle immatricolazioni totali (+0,1%).
- Centro: sale al 29,0% di quota (+0,7%), sostenuto dall’elevata concentrazione di società di noleggio; al netto del canale noleggio la quota scenderebbe infatti al 23,0%.
- Nord Est: si attesta al 24,2% di share (-1,5%), che si riposiziona al 23,3% escludendo le immatricolazioni a noleggio.
- Sud e isole: il Sud cresce al 10,7% (+0,6%) e le isole raggiungono il 5,6% delle vendite complessive (+0,2 p.p.).
Segmenti e carrozzerie
La suddivisione per categoria di veicolo e tipologia di carrozzeria evidenzia la netta prevalenza dei formati SUV e crossover nelle diverse fasce di mercato:
- Segmento A (utilitarie): le berline rappresentano il 7,7% del mercato, affiancate dai SUV di pari segmento all’1,9%.
- Segmento B (subcompatte): nel segmento B i SUV costituiscono la carrozzeria più venduta in assoluto con il 30,3% di quota, mentre le berline rappresentano il 16,9%.
- Segmento C (medie): i SUV medi crescono al 23,9% delle immatricolazioni (+3,5%), a fronte di un ridimensionamento delle berline al 3,8%.
- Segmento D (medio-superiori): i SUV assorbono il 9,2% del totale, mentre le berline si fermano allo 0,5%.
- Alto di gamma (E/F): i SUV coprono l’1,1% di share, a fronte dello 0,2% registrato dalle berline di lusso.
- Altre carrozzerie: le station wagon si attestano al 2,3%, i veicoli multispazio (MPV) all’1,8% e le vetture sportive allo 0,5%.
Emissioni di CO2 e quadro normativo
Le emissioni medie di CO2 delle vetture di nuova immatricolazione scendono a 107,0 g/km ad ottobre (-4,5%), con la fascia compresa tra 95 e 135 g/km che rappresenta il 60,0% del mercato. Sul piano normativo, il Disegno di Legge di Bilancio introduce l’elevamento a 35.000 euro del tetto di deducibilità dei costi con aliquota dal 90% per auto elettriche ed ibride riservato ad agenti e rappresentanti di commercio, escludendo le flotte aziendali. A livello europeo, la Commissione ENVI valuta la bozza del Pacchetto automotive che ipotizza di rimodulare l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2035 all’87,5% in luogo dell’azzeramento totale.