LIUX BIG, ad EICMA il quadriciclo in fibra di lino: ne parliamo con il CEO Espinosa
Ad EICMA 2026 abbiamo intervistato Antonio Espinosa, CEO di LIUX: strategie per l'Italia, vantaggi della fibra di lino e batterie modulari per la nuova LIUX BIG
Tra i padiglioni di EICMA 2026, la mobilità urbana del futuro passa sempre più spesso anche dalle quattro ruote. Ne è un chiaro esempio LIUX, giovane e ambiziosa startup spagnola nata nel 2021 che si presenta al pubblico milanese con una proposta fortemente innovativa nel settore dei micro-veicoli elettrici. L’azienda fondata da Antonio Espinosa de los Monteros e David Sancho nasce con l’obiettivo di rivoluzionare l’automotive sostenibile attraverso l’impiego di processi produttivi snelli e materiali di origine biologica.
Protagonista dello stand è LIUX BIG, un quadriciclo pesante di categoria L7e pensato per superare le tradizionali limitazioni delle minicar da città. Lungo appena 2,76 metri e spinto da un motore elettrico da 15 kW (35 kW di picco), il BIG combina un’agilità urbana da vertice con prestazioni e solidità costruttiva di livello superiore. La vera peculiarità risiede nella struttura: la vettura adotta una monoscocca anti-intrusione in composito di fibra di lino e resine bio, una scelta che riduce drasticamente il peso complessivo e abbatte l’impronta carbonica di produzione del 61% rispetto all’acciaio.
Con due opzioni di batteria (fino a 270 km di autonomia) e un approccio modulare concepito per combattere la svalutazione prematura, la LIUX BIG si appresta a debuttare sul mercato nel 2027 con un listino d’attacco fissato sotto i 18.000 euro. Durante l’evento milanese abbiamo intervistato il CEO Antonio Espinosa, che ci ha spiegato le strategie di distribuzione, la sostenibilità dei costi di riparazione e i piani d’espansione previsti per il mercato italiano.
Antonio Espinosa: “Lavorare bene e trovare buoni partner”
Antonio con un listino fino a 18.000 € vi avvicinate alle auto elettriche di segmento A, come la Dacia Spring. Qual è la molla che dovrebbe spingere a scegliere un quadriciclo L7 a due posti rispetto a una vettura M1 tradizionale?
“In realtà abbiamo detto che il prezzo sarà inferiore a 18.000 euro… non che sarà di 18.000 euro, ma inferiore. Non abbiamo ancora comunicato la cifra finale perché non è il momento, ma sarà più bassa. Il cliente che cerca questo genere di vettura desidera un veicolo ultra compatto, tra i 2,5 e i 3 metri di lunghezza. È una categoria a sé: per chi cerca un mezzo adatto alla città e facile da parcheggiare, la soluzione è questa. Di conseguenza la competizione non è diretta con un’auto da 4 metri. Il prezzo è importante, ma parliamo di un segmento differente, con un cliente che cerca qualcosa di diverso rispetto a una Dacia Spring“.
Rete di vendita e gestione del post vendita in Italia
Ok, allora parliamo di distribuzione sul mercato italiano. Per che modello di vendita opterete in Italia per il lancio del 2027? Concessionari tradizionali, 100% online, o anche flagship store?
“Concessionari tradizionali. Puntiamo su uno store fisico con persone reali e abbiamo bisogno di buoni partner per far crescere il brand e il prodotto. Stiamo strutturando una rete molto solida con dealer che comprendano quanto questa categoria sia in piena espansione. Imprenditori del settore, insomma: stiamo cercando i partner giusti per affermarci qui in Italia“.
Rimanendo sul discorso distribuzione, invece come rete di assistenza, essendo un brand nuovo con materiali inediti (peraltro) come gestirete il post vendita?
“Il post vendita è un requisito fondamentale prima di avviare qualsiasi rapporto con un dealer. Non iniziamo nemmeno la trattativa se la concessionaria non garantisce la capacità di gestire il post vendita. Per noi è un punto imprescindibile. Allo stesso tempo, stiamo lavorando con un grande operatore a livello nazionale per affiancare e dare supporto alla rete dei concessionari. Per quanto riguarda il materiale, sì, si tratta di un’innovazione importante, ma la riparazione è semplicissima: il processo è del tutto analogo a quello utilizzato per la normale fibra di vetro, cambia solo la materia prima“.
Mi hai anticipato un’altra domanda. Infatti ti avrei chiesto… monoscocca in fibra di lino riduce peso di emissioni ok. Ma cosa succede se c’è un incidente?
“In realtà la riparazione è persino più semplice rispetto alle carrozzerie tradizionali. Esistono già tantissime carrozzerie abituate a lavorare la vetroresina, quindi non rappresenta una complicazione. Anzi, il costo è più contenuto proprio perché il processo è molto più snello, perciò non è un problema“.
Target di produzione, modularità della batteria e mercato
Ok. A livello di piani di produzione invece, il target al 2030 è di 20.000 unità all’anno con produzione ad Azuqueca de Henares in Spagna. Con quali volumi partirete invece nei primi mesi del 2027?
“Il 2027 sarà un anno di test. Dobbiamo vendere bene, garantire un servizio impeccabile, strutturare al meglio la logistica e collaudare l’intero sistema e la nostra strategia. Se lavoriamo bene il primo anno, anche partendo da volumi contenuti, gettiamo basi eccellenti: a quel punto, insieme ai concessionari e ai nostri partner, potremo valutare di incrementare la produzione per il futuro“.
Parlando di batteria, voi dite che la batteria è separabile dal resto del veicolo per allungargli la vita. Prevedete programmi di upgrade del pacco batterie in futuro? O formule di noleggio dedicate ad esempio?
“Sì, è una possibilità. Oggi le batterie hanno un ciclo di vita molto lungo, ma l’obiettivo di questo approccio è proprio contrastare l’obsolescenza. Abbiamo analizzato come i veicoli elettrici tendano a subire una forte svalutazione sul valore residuo. La ragione principale è che la batteria è saldata al veicolo pur essendo una tecnologia giovane e in costante evoluzione. Separando il telaio dalla batteria, tuteliamo sia il valore residuo della vettura che quello del pacco batterie. Quando vorrai aggiornare o sostituire la batteria, quella usata conserverà ancora circa l’80% della sua capacità e manterrà un suo valore. Se la batteria è saldata al telaio, estrarla è difficile e il costo dell’operazione supera il valore stesso del componente; se invece è facilmente rimovibile, mantiene un valore di mercato e garantisce un vantaggio concreto anche per l’utente“.
Ok arriviamo invece ai clienti. 7.500 persone in lista d’attesa. Quante stimate di convertire in ordini reali?
“Rispetto a questa lista è difficile fare una stima precisa. Dai canali diretti, come sito web e social media, contiamo 7.500 utenti privati, ma a questi va sommata tutta la rete di dealer tra Italia, Francia e Spagna. Quindi il bacino totale è probabilmente più alto. Per quanto riguarda i clienti privati registrati online, la percentuale di conversione è una variabile: realisticamente la forchetta può andare da una stima prudente del 5-10% fino a un massimo del 20%“.
Ultima domanda anche se in parte mi hai già risposto. Vi rivolgete principalmente a clienti privati o puntate anche su flotte aziendali e car sharing?
“A entrambi i target. Questa vettura è progettata per l’uso privato, ma si rivela perfetta anche per le flotte aziendali e il car sharing. È un mezzo estremamente efficiente, con un costo totale di possesso (Total Cost of Ownership) davvero contenuto. Per le flotte che non valutano solo il prezzo d’acquisto ma analizzano il business plan complessivo del veicolo, è un’opzione estremamente interessante“.