Cerca

BYD tratta per creare un nuovo pool in Europa sulle emissioni

Trattative in corso, ancora non sappiamo chi siano le case automobilistiche interessate

BYD tratta per creare un nuovo pool in Europa sulle emissioni
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 10 feb 2025

BYD è in trattative per formare un pool in Europa con alcune case automobilistiche che hanno bisogno di ridurre il livello di emissioni medie delle loro flotte.

Con le nuove normative 2025 sulle emissioni, le case automobilistiche hanno il problema di rientrare negli limiti imposti dall'UE. In caso contrario come abbiamo raccontato più volte, possono arrivare sanzioni molto pesanti. Il tema delle multe è oggetto di dibattiti e polemiche. Intanto, alcuni marchi hanno scelto la via del pool con Tesla per rientrare nei limiti.

Ricordiamo che si tratta di uno strumento concesso dalla normativa che permette di mettere insieme virtualmente le flotte di più costruttori. In questo modo, un marchio più "virtuoso" è in grado di aiutare un'altra azienda a ridurre il valore medio delle emissioni della sua flotta. Alcune recenti rapporti affermavano che Tesla potrebbe guadagnare circa 1 miliardo di euro grazie agli accordi di pooling.

A quanto pare, si starebbe formando un nuovo pool con al centro BYD.

TRATTATIVE IN CORSO

Dettagli non sono stati ancora forniti ma la trattative sono state confermate da Alfredo Altavilla, Special Advisor di BYD per l'Europa.

Siamo in trattative, siamo sulla buona strada.

Non sappiamo, dunque, quali case automobilistiche stiano discutendo con il marchio cinese per sfruttare lo strumento del polling. Ricordiamo che BYD commercializza solamente auto elettriche e ibride Plug-in e quindi è in grado di cedere "crediti verdi" ad altre aziende.

Anche se non sappiamo chi sta trattando, va detto che Stellantis, Toyota, Ford, Subaru e Mazda hanno aderito al poll di Tesla. C'è poi il poll con Volvo, Polestar, Mercedes e Smart.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulle auto prodotte in Cina si pagano pesanti dazi

R
Rospy 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che non capisca il funzionamento del pooling ma lo stesso risultato si otterrebbe se invece di pagare una azienda americana che produce in Cina venissero utilizzati quei soldi per ridurre il prezzo delle auto elettriche prodotte in europa. Impedire il pooling non vuol dire non penalizzare le case che non raggiungono gli obiettivi ma solamente mantenere in UE le multe invece di regalarle a Tesla & C. (Parliamo di miliardi di € di soldi europei che vanno all'estero).

D
Dark Entries 01 Jan 1970 @ 00:00

Byd ha grossi problemi a vendere auto in Europa. Le sue batterie Byd attualmente non sono più competitive.
Se non si sbriga a fare uscire degli aggiornamenti che migliorino capacità e velocità di ricarica vedo molto difficile che riuscirà a fare dei numeri significativi

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Esattamente byd quanti crediti vorrebbe vendere che in Europa vende una manciata di auto?

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Come ho già spiegato nell'articolo di qualche settimana fa, all'ue non interessa colpire le singole aziende, non è una punizione per i cattivi. A loro interessa che a livello macro il settore raggiunga gli obiettivi. Se tesla vende 100 elettriche e stellantis 100 termiche, se complessivamente le emissioni sono sotto al valore stabilito l'ue ha raggiunto il suo obiettivo. Non è affar loro gli accordi che fanno tesla e stellantis, basta che il mercato del nuovo stia sotto il limite. Se le elettriche vendute sono troppe poche, quindi il nuovo supera il valore limite, il sistema dei crediti non basta più e quindi sulle eccedenze si pagano le multe piene. Stellantis, pur risparmiando rispetto alle multe piene, è comunque incentivata a vendere più elettriche per risparmiare ma non si trova a pagare cifre astronomiche che la metterebbero in crisi. Gli utenti del blog hanno una visione limitata ai singoli brand e nessuno guarda la cosa come la vede (giustamente aggiungo) l'ue.

p
piail 01 Jan 1970 @ 00:00

Un centro massaggi ecologico?

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi pool sono già il sistema che auspichi, ma più evoluto.
Far parte di un pool significa dover pagare una “multa” o ricevere un “incentivo”.
L’ammontare della multa e dell’incentivo è determinato da dinamiche di mercato (ma ovviamente non oltrepasseranno mail il tetto imposto dalle multe reali), dipende dalla facilità o semplicità nel raggiungere gli obiettivi, stimola quindi i costruttori che vendono elettriche a venderne ancora di più e incentiva tutti a sviluppare nuove elettriche migliori per essere più competitivi.
Il sistema del pooling quindi non è un modo per agitare le regole, fa parte delle stesse regole. È un sistema che aiuta a raggiungere lo scopo

R
Rospy 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non è assurdo il concetto di pooling in Europa? In pratica le aziende che dovrebbero pagare le multe alla UE le pagano invece, spero ridotte, alle aziende cinesi e americane che vendono auto elettriche in UE. Quindi cornuti e mazziati. Se proprio devono pagare delle multe la UE dovrebbe vietare il pooling e utilizzare le multe incassate da usare come incentivi per l'acquisto di auto elettriche ma usando il sistema dell'inquinamento prodotto dalla produzione all'utilizzo come criterio di incentivo. Un po' come aveva fatto la Francia e non con incentivi indistinti che avvantaggiano una volta di più le auto prodotte in Cina!