Cerca

Concessionario Bugatti fa causa alla casa madre: colpa del costo della mano d’opera

Una controversia legata al costo della mano d'opera di un lavoro in garanzia su una Bugatti Tourbillon. Una questione spinosa

Concessionario Bugatti fa causa alla casa madre: colpa del costo della mano d’opera
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 6 mag 2026

Ben 1.350 dollari l’ora. Circa 1.220 euro. È la tariffa oraria che il concessionario Bugatti Miami ha chiesto alla casa madre per i lavori coperti da garanzia. Una richiesta che, invece di essere accettata, ha innescato una causa legale. La cifra può sembrare fuori dal mondo, ma chi porta in officina una Bugatti Tourbillon da oltre 4 milioni di dollari non si aspetta di pagare le stesse tariffe di un’utilitaria. Anche perché non la porta dal meccanico sotto casa, ma in un’officina convenzionata che ha costi imposti dal marchio.

Cos’è successo

Bugatti Miami, che opera all’interno del gruppo Braman Motors ed è uno dei due concessionari Bugatti in Florida, ha depositato il ricorso all’inizio di marzo presso il Tribunale dell’Undicesimo Distretto di Miami-Dade (poi trasferito al tribunale federale il 2 aprile). La causa, che conta 138 pagine, è indirizzata a Volkswagen Group of America, che distribuisce Bugatti negli USA con il marchio Bugatti of the Americas.

A settembre 2024, il concessionario aveva già ottenuto senza problemi un adeguamento del rimborso per le parti di ricambio in garanzia, portandolo dal 100,49% al 160%. La disputa è scoppiata in un secondo momento, quando Bugatti Miami ha chiesto di portare la tariffa oraria della manodopera a 1.350 dollari. Dopo una trattativa, le parti avrebbero raggiunto un accordo transitorio sui 1.100 dollari l’ora per la seconda metà del 2025, con l’aumento a 1.350 a partire dal 1° gennaio 2026.

Ma l’11 febbraio 2026, senza preavviso, Bugatti of the Americas ha comunicato al concessionario che non sarebbe più stato autorizzato a eseguire lavori in garanzia, citando come motivazione i “costi eccessivi di manodopera e ricambi”. Il ricorso definisce questo passaggio come un’induzione fraudolenta ad accettare una tariffa ridotta, salvo poi usarla come giustificazione per revocare il diritto a eseguire il lavoro. Dal 13 maggio 2026 il concessionario non verrà più rimborsato per alcun intervento in garanzia.

Altri fronti aperti

Ma la questione delle tariffe è solo uno dei tre fronti aperti. Il secondo fronte riguarda la distribuzione delle vetture. Ogni esemplare della Tourbillon assegnato a un concessionario vale milioni. Bugatti Miami afferma di aver ricevuto solo due esemplari dei quattro richiesti, mentre il concessionario rivale Bugatti Broward (che si trova a soli 40 km di distanza), ne avrebbe ottenuti nove.

Il terzo fronte è potenzialmente il più pericoloso sul piano legale. Il concessionario accusa Bugatti of the Americas di aver gestito direttamente prenotazioni, prezzi e contratti per la Chiron e la Tourbillon, una pratica che violerebbe le leggi sui franchising della Florida, concepite proprio per proteggere i concessionari dall’essere esclusi dalla catena di vendita. Bugatti Miami ha chiesto al tribunale di bloccare qualsiasi modifica al contratto di concessionaria per tutta la durata del procedimento.

Alcune precisazioni

Quando un’auto è in garanzia, il lavoro non lo paga il cliente ma la casa costruttrice, che rimborsa il concessionario secondo tariffe e tempi prestabiliti (spesso inferiori a quelli che il concessionario applicherebbe a un cliente normale). La differenza la assorbe il concessionario. È una dinamica che in alcuni Stati degli USA (tra cui la Florida) è regolamentata dalla legge che riconosce al concessionario il diritto a chiedere una revisione di queste tariffe).

Infine, è doveroso ricordare che quello che sappiamo viene tutto dalla versione del concessionario. Bugatti of the Americas, dal canto suo, sostiene di non aver revocato alcun diritto, ma di aver semplicemente esentato il concessionario dall’obbligo di eseguire i lavori in garanzia. Anche la disparità negli esemplari assegnati potrebbe avere spiegazioni legittime, ma quel che è certo è che la soluzione del caso arriverà solamente dalla sentenza di un giudice federale.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento