La mia prima wallbox: ecco ciò che c'è da sapere, domande e risposte | Video

23 Luglio 2022 677

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Quello delle auto elettriche è un mercato a cui fare sempre più attenzione, anche e soprattutto in vista dei cambiamenti che ci aspettano nei prossimi anni; uno su tutti quello decretato dal Parlamento Europeo, che ha dato il via libera alla proposta di interrompere la vendita di auto endotermiche a partire dal 2035.

Tralasciando per ora le polemiche che hanno accompagnato questa svolta, è innegabile che la via tracciata sia quella verso una mobilità più sostenibile, di cui l'auto elettrica si fa portabandiera. Chi ha provato a usarne una - a proposito, questa era stata la mia esperienza con la mia prima auto elettrica - oltre ai necessari aggiustamenti che un cambio di paradigma come questo impone, avrà dovuto confrontarsi col tema della ricarica.

Un tema cogente, perché se è vero che la rete delle colonnine di ricarica pubbliche è andata ampliandosi negli ultimi anni, è anche vero che, per chi ne ha la possibilità, la ricarica casalinga è molto più vantaggiosa in termini di costi e comodità. Se i primi tempi ci si può adattare al cavo in dotazione che termina con una Schuko, a lungo andare conviene considerare l'acquisto di una wallbox. Noi abbiamo provato a installarne una: ecco com'è andata.

CHE COS'È UNA WALLBOX?

Prima di tutto, un po' di contesto: le wallbox sono dispositivi con i quali ricaricare le batterie delle vetture elettriche in casa; in pratica prelevano la corrente dall’utenza domestica e la trasmettono tramite cavo all’auto.

Di default le auto elettriche hanno in dotazione un caricatore per la ricarica casalinga con la Schuko: tuttavia, se non sono di quelli evoluti con il sensore di temperatura alla presa - e sono pochissimi - c'è comunque un rischio remoto ma concreto di far passare corrente in maniera costante finendo per surriscaldarsi.

A differenza di una normale presa Schuko però le wallbox supportano e sopportano in sicurezza potenze ben più alte, o la stessa potenza più a lungo senza i rischi di surriscaldamento della spina da 10/16A. Per esempio, quando ho provato la mia prima auto elettrica (una Twingo ZE Full Electric) ci volevano più di 12 ore per ricaricare la piccola batteria da 22 kWh a casa con il cavo.

Esteticamente, questi apparecchi ricordano le colonnine di ricarica pubbliche, ma hanno dimensioni più compatte e vengono montati a parete: la tecnologia è comunque la stessa. La potenza di una wallbox può arrivare fino a 7,4 kW in monofase, oppure un massimo di 22 kW in trifase. Alcuni modelli hanno anche la funzione Dual, per effettuare due ricariche allo stesso tempo se opportunamente calibrati con l'impianto elettrico.

Oltre alla tecnologia di base che le accomuna, le wallbox possono essere più o meno elaborate: quelle più economiche sono semplici scatole portafusibili con cavo, senza altre dotazioni, mentre i modelli più intelligenti misurano il consumo di energia, possono essere condivise con più utenti e i consumi possono essere quantificati e ripartiti. Le wallbox smart possono essere controllate tramite app e non vi fanno saltare il contatore di casa quando accendete forno e lavatrice durante la ricarica.

QUAL È IL PERCORSO PER INSTALLARNE UNA?

Il primo passo è informarsi per scegliere il modello che fa per voi. Nel nostro caso abbiamo scelto Silla Prism Basic perché è una soluzione che può crescere nel tempo ma è già ben dotata: la versione base può caricare senza "far saltare il contatore" perché gestisce automaticamente la potenza. Inoltre, con un accessorio, si trasforma in wallbox intelligente quando vogliamo completare la nostra transizione energetica con fotovoltaico e batteria di accumulo.

Tornando a noi, una volta chiamato il tecnico arriverà a casa vostra, e farà una perizia; bisogna stabilire la giusta dimensione dei cavi per avere poi la certificazione, che ad esempio è utile in un contesto condominiale.

Se si è proprietari di casa si può decidere liberamente di far installare la wallbox. In genere non servono autorizzazioni, ma conviene sempre informarsi anche presso il proprio comune sui documenti richiesti e sui relativi eventuali costi di questi ultimi, motivo per cui è utile rivolgersi a tecnico qualificato che è al corrente di procedure a livello comunale e può consigliare come rispettarle.


Se si vive in condominio invece ci sono specifiche regole: se si ha un posto auto fisso, per esempio un garage sotterraneo, bisogna verificare se sia già presente la necessaria linea e se questa è collegata al vostro contatore o a quello condominiale; se si è in affitto bisogna parlarne col padrone di casa.

Se non si ha box auto di proprietà o se si vuole installare wallbox in un’area di pertinenza del condominio bisogna presentare il progetto - cioè la relazione dell’installatore che spiega cosa si andrà a montare - all’amministratore di condominio, che dovrà indire un’assemblea condominiale dove si potrà ottenere la compartecipazione di tutti i condomini alle spese per la wallbox che diventerà di uso comune per tutti gli abitanti del palazzo.

In questo caso si sceglierà una wallbox che funziona con tessere individuali dotate di chip Rfid perché ognuno paghi l’energia che preleva. Se il condominio dice di no o non si pronuncia entro 3 mesi si può procedere a montarla a proprie spese e resterà di proprietà individuale. In un secondo momento, altri condomini interessati possono condividerla rimborsando la quota di spese a chi l’ha installata in origine.

Per esempio nel nostro caso i passaggi sono stati due: il primo ha visto collegare il box, già dotato di una presa elettrica, con il contatore privato dell’appartamento. Il secondo riguardava il dimensionamento dei cavi perché quelli “di serie”, a meno che la casa non sia recentissima, sono solitamente sottodimensionati. L’elettricista ha quindi installato un cavo da 6 mm quadri per collegare contatore e box, irrobustendo l’impianto per una wallbox monofase da 7,4 kW massimi

CHE TIPO DI WALLBOX SCEGLIERE?

Normalmente si sceglie una wallbox monofase che è supportata da tutte le auto moderne e dal loro caricatore da 6/7 kW o 11 kW integrato. Cambiare l’impianto al trifase è un costo molto alto, quindi a parte eccezioni, si sceglie sempre una wallbox monofase da 4,5/7,4 kW a seconda delle necessità.

Nel nostro caso, la wallbox che abbiamo scelto è Prism Basic con la Smart Cover Solar RFID: già nella versione base si tratta di una wallbox monofase che gestisce fino a 7,4 kW di potenza a seconda della linea di casa, lavorando ai classici 230 V, ed è dotata di un sensore che legge in ogni momento la potenza richiesta dalla casa.

SILLA PRISM SOLAR MONOFASE

Quando questa aumenta, invia alla colonnina un comando automatico di sospensione della ricarica o di rimodulazione della potenza: così il contatore non salta più (come invece era successo a me la prima sera che avevo messo in ricarica l'auto nel box di casa e poi avevo acceso la lavatrice). Nel nostro caso è stata installata pur mantenendo un contatore da soli 3 kW (3,3 kW effettivi con la tolleranza).

La differenza tra la versione Basic e la Solar qui installata è che quest’ultima è dotata anche di connessione, quindi ha anche ingresso ethernet e un modulo WiFi che funziona anche da hotspot, ed è predisposta per monitorare i consumi di casa insieme a quelli del garage e dell'auto e alla produzione del fotovoltaico; per passare dalla prima alla seconda basta acquistare la Smart Cover e fare l’upgrade, anche in un secondo momento.

QUALI SONO I COSTI?

A casa, il costo varia in base al contratto: calcolando un costo compreso tra 0,25 e 0,30 euro per kWh, potete fare il calcolo in base alle dimensioni della batteria della vostra auto elettrica.

Ovviamente il costo della ricarica casalinga non cambia sia che decidiate di usare una Schuko o una wallbox, perché si paga a consumo. Quello che cambia sono i tempi di ricarica, che con la wallbox si potrebbero accorciare un po’.

Il risparmio invece c’è rispetto alle colonnine pubbliche, dove il prezzo per kW può essere anche il doppio, anche se scende un po’ con gli abbonamenti o i pacchetti di ogni operatore. Per esempio io quando stavo provando la ZE Electric trovavo la ricarica casalinga così scomoda e lenta da preferire passare un’oretta collegata alle colonnine (anche gratuite) di certi supermercati piuttosto che ricaricarla a casa. La situazione è però diversa con una wallbox con il controllo dei carichi: ho accesso a una potenza maggiore, la sperimentazione Arera consente di avere gratuitamente l'aumento di potenza la sera e non devo preoccuparmi di staccare l'auto quando attivo forno o lavatrice. In questo modo la mobilità elettrica diventa davvero senza stress: collego la spina e non devo pensare più a niente.

I prezzi per una wallbox da 7,4 kW partono da circa 600€, la nostra ne costa 790 ma ha già il sensore per i carichi. Con 395€, la possiamo aggiornare alla Solar RFID connessa a internet e pronta per fotovoltaico, tessere RFID per utilizzo condiviso e batterie di accumulo. Si svitano alcune viti e il gioco è fatto, non serve chiamare di nuovo il tecnico.

SHOP SILLA WALLBOX E ACCESSORI

Oltre al costo della wallbox occorre aggiungere i costi per l’installazione che deve essere eseguita da un professionista. L’ammontare dei costi dipende da vari parametri: quanto dista la wallbox dal quadro elettrico, quante aperture nel muro devono essere realizzate per il cablaggio, in che misura devono essere posate le linee. Noi con 30 metri di cavo da sostituire abbiamo speso tra i 400 e i 600 euro, ma chiedete un preventivo al vostro elettricista perché i costi variano da zona a zona.

A questo proposito per l'installazione di una wallbox è anche possibile approfittare degli incentivi, che però invece di essere erogati al momento dell’acquisto come per le auto elettriche seguono il percorso del credito d’imposta; sono assimilati ai normali interventi di ristrutturazione edilizia.

SERVE UN SECONDO CONTATORE?

Installare un secondo contatore potrebbe non essere necessario, anzi sarebbe meglio farne a meno. In questo caso, infatti, tutto ricade su un unico contatore che comprende anche gli altri consumi, come se la ricarica dell’auto fosse un elettrodomestico.

Da questo punto di vista, se scegliete una wallbox con sensore dei carichi integrato come nel nostro caso, la "colonnina casalinga" sarà in grado di capire quando la casa richiede più energia e diminuirà la potenza erogata all’auto in maniera automatica. Quando il forno o la lavatrice hanno finito, la wallbox tornerà automaticamente ad erogare il massimo alla vettura.

Se invece si vive in condominio la situazione cambia perché ricaricare in garage è possibile e non è necessario disporre di una delibera condominiale per farlo, ma installare un secondo contatore aumenta i costi fissi. Meglio trovare un modo di collegarsi a quello dell’appartamento, se riuscite.

Inoltre non è detto che sia necessario aumentare la potenza dell’impianto: se si possiede una piccola citycar (o si fanno pochi chilometri) i 3kW dell’impianto domestico possono anche bastare, ma anche in caso contrario in genere si può optare per i 6 kW che non richiedono un costoso adeguamento dell’impianto. Per esempio la Prism Solar RFID è connessa a internet e compatibile con la sperimentazione ARERA che aumenta a 6kW la potenza la notte e nei festivi, tutto gratuitamente.

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Contenuto realizzato in collaborazione con Silla Industries

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Commenti

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massimo mondelli

Oddio è vero, non sono esperto di manga, hai proprio ragione. Mi akirerò presto allora!
Spero di non aver detto nulla di imbarazzante...

Peppiniello

sembra la moto di akira... https://uploads.disquscdn.c...

Peppiniello

quindi a vederla smontata è un circuito stampato di 15€ che lo vendono a 800€, giusto?

Peppiniello

mammà

salvatore esposito

non posso giudicare la futura tecnologia, io parlo delle attuali tecnologie e infatti dico che ad oggi è ancora acerba (lato batteria) per essere spinta tanto, infatti nell'installazione di nuovi impianti (con accumulo e senza) ci sono sgravi del 50% ad aiutare ma ancora insufficienti per le batterie che costano ancora troppo e l'aumento di prezzi che stiamo vivendo non le rende ancora economicamente valide nonostante l'aumento del costo energetico (che si spera si riduca finite le scaramucce Ucraina/russia/USA)

salvatore esposito

10 anni di garanzia limitati al numero di cicli, leggiti le garanzie e vedi che possono revocarla prima dei 10anni sulle batterie (vale ciò che dice il bms).
gli inverter raramente si guastano entro i 10anni (esperienza diretta su migliaia montati) e i pannelli durano 20 anni per un degrado di circa 1% annuo (anche se fermi in deposito) cosa scritta sulle garanzie e rivenduta pari pari al cliente, tant'è che generalmente si gira una garanzia sull'intera installazione di 5 anni (nessun pagamento da parte del cliente in caso di guasto), superata questa soglia il cliente paga l'uscita della squadra (ma non del ricambio), sulle batterie nei 10anni (o meno perché dipende dall'utilizzo) è il produttore della batteria a pagare l'uscita (ad esempio LG vende questo tipo di garanzia e viene stimata volta per volta) scaduta la garanzia sul singolo prodotto è il cliente a pagare tutto.

NOP7356

Oh comunque gli accumuli e inverter con garanzia 10-15-20 anni come faranno?
Secondo me ora fanno scoppiare la guerra in cina apposta così nessuno pensa alle garanzie, son furbi i signori degli accumuli, non vogliono che nessuno scopra ciò che tu hai scoperto ( che gli accumuli dopo 3 mesi son da buttare )
E si volaaaaaaaa

NOP7356

la tecnologia attuale non è certo adatta, lo era la precedente, figurarsi la attuale e la futura
Poi ovviamente tu ora mi tirerai fuori i mega complotti del perché le auto elettriche di più di 10 anni fa in realtà non sono di 10 anni fa ma sono targhe falsificate e che in realtà hanno solo un paio di anni.
Concordo! "loro" non ci vogliono far sapere che le auto se le lasci al freddo esplodono, figurati che in Norvegia sono parecchie auto elettriche ( o così ci vogliono far credere i poteri forti, sei mai stato in norvegia? magari neanche esiste eh ) fa ancora più freddo da noi. Poi saltano fuori articoli di auto elettriche del 2012 che ancora girano, ehhh certo, come no, mica siamo pazzi, sono solo propaganda.
Comunque la ringrazio signor esposito, vado subito a buttare la mia tesla prima che la batteria mi lasci a piedi, anche se ormai ha superato l'anno di età, penso che il tempo di tornare a casa dalle vacanze e non riuscirò neanche a riportarla in concessionaria.
Maledette batterie che durano pochi mesi.

salvatore esposito

è stato sempre in salita a parte il 2020 per il motivo descritto... che poi non c'era nemmeno bisogno di un grafico visto che tutto ha bisogno di energia e sempre più cose la richiedono.
nonostante i nuovi dispositivi siano orientati ad una maggiore efficienza, è anche vero che vengono utilizzati molto di più e da molte più persone (vedi condizionatori per fare un esempio attuale e proprio tangibile in questo periodo)

salvatore esposito

mi hai mandato un link ad un sito che parlava di cicli carica scarica a 25° e se non ricordo male c'erano anche batterie LG Chem che ho sostituito in quantità industriali tanto che molte sono state soggette a richiamo per quelle installate in zone che potevano scendere sotto certe temperature.
detto questo, tutte le batterie hanno problemi nei cicli sotto certe temperature ma mentre un batterà residenziale può essere installata in un ambiente non soggetto a variazioni repentine, l'auto deve poter stare sempre all'aperto, poi se vuoi compearti l'auto per tenerla in garage e installarci un riscaldamento e non usarla il periodo invernale... accomodati, in quel caso potrebbero superare tranquillamente i 10 anni.
non dico che nessuna batteria potrà, ma che la tecnologia attuale non è certamente adatta, in alternativa l'autonomia deve essere pari o superiore ad un'endotemica per ridurre il numero di cicli annui ma resta il problema della temperatura che sotto i circa 10° l'efficienza si abbassa, sotto lo 0 è ridic

NOP7356

non sono un ingegnere laureato con i punti mulino bianco ma ho bensì uno studio di ingegneria in brianza che si occupa di progettazione civile specializzato soprattutto in riscaldamento/condizionamento/ambiente e (guardacaso) energie rinnovabili.
Comunque non bisogna essere laureati e neanche ingegneri per capire quelli studi che avevo inviato, dettagliati, report archiviati vecchi di più di 10 anni, trend, cicli di carica scarica, temperature operative, tutti i numeri che qualsiasi peracottaro da chiacchere da bar come te potrebbe facilmente capire e leggere..
Se ovviamente avesse intenzione di apprendere e capire veramente e non di diffondere solo le sue filastrocche da spritz con gli amici
Tanti auguri ( te ne serviranno se ciò che installi dura il tempo di un peto )

salvatore esposito

ed anche oggi abbiamo trovato il nostro ingegnere laureato con i punti mulino bianco.
domani cerco qualche articolo su starlink, ci vediamo li così diventi aerospaziale? poi passiamo su qualche recensione di qualche notebook così diventi informatico?
guardacaso qui diventano tutti ingegneri poi scopri che vivono di rdc o a casa con la paghetta di papi

NOP7356

mi sa che ci vivi molto mestamente se non hai neanche la minima idea dei prodotti che monti e ti basi unicamente sulla tua limitatissima esperienza personale senza informarti
( ps ingegnere e li progetto ciao testina )

NOP7356

giusto, i dati del ventennio precedent ed il trend non è visibile anche prima della pandemia, ciao esposito, vai a installare accumuli da qualche parte

massimo mondelli

Esiste e ti assicuro che è davvero bello, Certo molto lontano dagli stili classici delle moto e degli scooter di gusto d manga a cui La produzione orientale ci ha abituati.

Driver

Mamma mia che brutto, ma esiste veramente?

Driver

La benzina chi te la paga?

Alex

Ma l'energia poi me la paga lo stato?

L0RE15

Certo, seguendo le norme e le regole, nessun problema: è proprio qui il problema. Anche 20 condizionatori accesi in un condominio possono essere una "bomba" per il carico elettrico se gli impianti sono fatti da "Gigino l'elettricista" con la terza elementare e nessuna certificazione dei lavori.

salvatore esposito

credo che contro il vandalismo ci sia poco che tenga, ma capisco la frustrazione.

massimo mondelli

No no, spero
Il problema è che pure essendo un'area privata e coperta non è chiusa al passaggio quindi, faccio un esempio che spiega la mia indifferenza nei confronti del calcio, essendo abbastanza vicino allo stadio, una notte dopo una sconfitta importante tifosi a cui prudevano le meno hanno pensato bene di fare strike con tutti gli scooter parcheggiati che sono finiti tutti a terra. Tanto per dire. Ogni tanto qualche ruota di bicicletta scompare. Triste ma reale situazione. Sai che ci mettono a portarsi via un cavo o peggio a staccarlo solo per noia.

salvatore esposito

perdona la domanda, ma nel condominio sono così incivili e buzzurri da rendere necessario un intervento simile?
capirei in spazio pubblico che può passare veramente chiunque (anche se per strada non sarebbe possibile metter wallbox privata)

massimo mondelli

Certo, il problema è non stare lì durante la ricarica. Magari vorrei lasciarlo attaccato tutta la notte.

salvatore esposito

parli del sito di terna che ha le statistiche ferme al 2020 (anno della pandemia) con praticamente tutto fermo? l'unico anno in cui c'è stata una contrazione della richiesta energetica...

salvatore esposito

puoi mettere un quadro elettrico con chiave con all'interno il classico contattore, così quando hai finito, banalmente apri il contattore e chiudi il quadro elettrico

salvatore esposito

in verità non è necessaria l'approvazione del condominio per l'installazione del fotovoltaico, MA il condominio può mettersi facilmente di traverso (nei condomini c'è sempre quello che vive per rompere le... ci siamo capiti), senza contare che i millesimi di tetto che puoi occupare (nello spazio sono inclusi tutti gli spazi da te impegnati ad esempio da antenna e simili) potrebbero non essere sufficienti ad ottenere un reale beneficio, potrebbero negarti il posizionamento del l'inverter nel vano scale (tratte lunghe in continua possono essere problematiche)... I problemi e i modi di impedire o almeno ostacolare l'installazione (senza il via libera condominio) sono tantissimi.

salvatore esposito

con cariche a cacchio, magari a temperature alte (estate) e molto basse (inverno)? anche 3-4 anni soprattutto se paragonate a cariche/scariche in ambiente controllato, magari senza mai sforare e/o tenere percentuali basse o alte.
poi divertente vedere te accusare di non sapere niente qualcuno che con fotovoltaico, batterie e tecnologie in genere ci vive.
ovviamente ti qualifica anche l'usare la parola boomer come dispregiativo senza nemmeno conoscerne il significato...

NOP7356

20 auto in carica una bomba, fino ad allora era quasi plausibile la cosa

NOP7356

certo un ambiente controllato dove scaricano a picco e ricaricano a picco gli accumuli, 10 anni così quanto corrispondono ad un uso reale domestico?
ricordo ricordo mister boomer

P€ggiori55im0
Cpt. Obvious

Allora serve un elicottero

P€ggiori55im0
Rick Deckard®

Ok, fanno un check e cambiano i filtri dell'aria... Contali pure ma sono 70€

Cpt. Obvious

Si, ma giustamente vanno contati.

Rick Deckard®

Ma anche io ho i tagliandi... Però non cambi nulla.. non costano molto

Cpt. Obvious

Beh. Ma io l'ho pagata 16500, ed i costi che hai indicato prevedono sia manutenzione che carburante, no?
Mentre il prezzo di listino della Peugeot non comprende ne ricariche (che io dovrei fare alle colonnine) ne i tagliandi, che su Peugeot ci sono.

Quindi ancora la convenienza non c'è

Rick Deckard®

Beh la Giulietta in teoria partiva da 19000... Aggiungendo la differenza costi di manutenzione ci hai rimesso... E dovresti aggiungere la differenza di carburante...

Cpt. Obvious

No, ce ne sono 17950€ se prendo a riferimento il prezzo della active (mi pare la più economica che vedo), la danno a 34450€ (listino, specifico).
La mia è una segmento C 1.6 diesel 120CV pagata 16500€, Alfa Romeo Giulietta.

Rick Deckard®

Quindi ci sono 18.000€ di differenza tra la tua nuova e la 208?
Cos'hai? Mezza ape car?

Cpt. Obvious

Comunque, sommando il costo della mia auto, al questo costo in 10 anni (per me circa 300000Km), arrivo giusto giusto al prezzo di listino di una e208, che però ha un'autonomia insufficiente, è di segmento inferiore ed a quella cifra non ho ancora aggiunto costi di ricarica, bollo assicurazionee manutenzione.
Grazie per avermi confermato che al momento mi conviene ancora il termico.

Rick Deckard®

100.000km, forse ho sbagliato a scrivere

Cpt. Obvious

Con temperatura ideale, percorsi urbani e velocità limitate, 230Km ci stanno tutti. Con 35 gradi, in autostrada, la casa stessa la da a 80Km di autonomia.

Cpt. Obvious

6000€ per 1000Km con una termica?
Strano, dovrei essermene accorto se mi fossero partiti 1000€ al giorno negli ultimi sei giorni.
100€ di pieno (anche un filo meno, ma vabbé), il consumo gomme, vogliamo spalmare quei 400€ di tagliando l'anno su questi 1000Km?
Direi che si parla di cifre ben più basse.

Rick Deckard®

Beh stimati da professionisti sono circa 6.000€ per 1000km

Cpt. Obvious

Con la Fiesta Diesel 1.4 68CV pagavo 138€.
Idem sulla Twingo 1.2 benzina da 74 CV.

Cpt. Obvious

La prima, perché può fisicamente pagarla.
Il resto delle spese (che non sono alte come vuoi far passare), sarà dilazionato e pazienza.

Cpt. Obvious

Ma in centro a Lucca la bici è molto meglio dell'auto, sono gli altri 25 Km sul Brennero per arrivarci il problema.

Copyr

senza contare che salterà la rete in continuazione con tutte quelle auto in carica, si arriverà che avremo orari predefiniti x caricare e se salti il turno ti attacchi

Antonio Guacci
Salvatore Sgambato

Auguri per una segmento B a 10000, ormai siamo oltre i 20.000 anche per le base, c'è rimasta solo la Dacia a farne di quei prezzi

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