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Mercato auto Italia 2025, ad aprile immatricolazioni su del 2,7%

Lieve progresso generale ma la transizione verso l'elettrico prosegue ancora lentamente

Mercato auto Italia 2025, ad aprile immatricolazioni su del 2,7%
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 2 mag 2025

Per il mercato auto italiano, il mese di aprile 2025 si chiude con un progresso del 2,7%. Complessivamente, ci sono state 139.084 immatricolazioni contro le 135.415 unità dello stesso mese del 2024. Questo risultato positivo, assieme a quello del precedente mese di marzo, permettono di ridurre la flessione del primo quadrimestre a un -0,6% rispetto al 2024. Da gennaio ad aprile 2025 ci sono state in tutto 583.038 immatricolazioni contro le 586.735 registrate nello stesso periodo dell'anno precedente. Tuttavia, il confronto con il 2019, anno precedente allo scoppio della pandemia, è ancora fortemente negativo: -18,2%.

Continua a rilento la transizione verso l'elettrico. Ad aprile, la quota delle BEV non è andata oltre il 4,8%, in calo rispetto al 5,4% di marzo ma in aumento in confronto al 2,3% di aprile 2024, quando il mercato era però influenzato dall’attesa per i nuovi incentivi. Le ibride plug-in (PHEV) raggiungono una quota del 5,7%, in miglioramento sia sul mese precedente (4,5%) sia sull’aprile 2024 (3,3%).

Commentando i dati di mercato, UNRAE ha ribadito la necessità di misure in ambito nazionale per accelerare la transizione. Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, ha infatti raccontato:

Il nostro Paese ha bisogno di interventi strutturali e non più rinviabili, a partire dalla revisione della fiscalità sulle auto aziendali. Da anni l’UNRAE insiste sull’urgenza di intervenire su un regime penalizzante per le imprese italiane, ma l’immobilismo del nostro Governo su questo tema rischia di farci sprecare un’opportunità imperdibile. Il prossimo 29 agosto – dopo due anni – scadrà la Delega all’Esecutivo per la riforma fiscale e il prossimo 31 dicembre anche la proroga della deroga sulla detraibilità dell’IVA, oggi ferma al 40%. Risulta, quindi, necessario intervenire con l’aumento della detraibilità dell’IVA e della deducibilità dei costi e con la riduzione del periodo di ammortamento a tre anni.

Non manca nemmeno un accenno alla situazione internazionale. UNRAE giudica positivamente le più recenti indicazioni provenienti dall’amministrazione statunitense, secondo cui il Presidente Trump sarebbe intenzionato ad attenuare l’impatto dei dazi sulle auto prodotte all’estero e ad alleggerire quelli sui componenti stranieri destinati alla produzione negli Stati Uniti, escludendo inoltre ulteriori tariffe su alluminio e acciaio.

MERCATO AUTO ITALIA: I DATI DI APRILE 2025

Tornando ai numeri del mercato auto del mese di aprile 2025, sul fronte degli utilizzatori, i dai mostrano un calo dei privati, al 47,0% del totale. Le autoimmatricolazioni, in calo a doppia cifra, scendono al 10,0% di quota. Il noleggio a lungo termine ad aprile guadagna 1/4 delle immatricolazioni, al 25,4% di quota, per la forte accelerazione delle Captive, a fronte di un calo a doppia cifra delle società Top. Il noleggio a breve termine nel mese sale al 12,0% del totale; le società guadagnano 2 decimali nel mese, al 5,6%.

Guardando con maggiore attenzione alle alimentazioni, il motore a benzina arriva al 27,3%. Il diesel, con sostenuti cali in volume, si ferma nel mese al 9,9% di share. Il Gpl, in calo, si porta al 7,9% nel mese, il metano immatricola una vettura nel mese e nel quadrimestre. Continua l’ascesa delle vetture ibride che salgono al 44,3% di share nel mese, con un 12,7% per le “full” hybrid e 31,6% per le “mild” hybrid in aprile. Come anticipato, le auto BEV nel mese salgono al 4,8% del totale, mentre le PHEV salgono al 5,7%.

MERCATO AUTO ITALIA: I GRUPPI AUTOMOBILISTICI

Passando ai Gruppi, Stellantis chiude aprile 2025 a -0,12% (Alfa Romeo 3.262 / +42,26%; Citroen 6.169 / +3,73%; DS 527 / -9,14%; Fiat 12.220 / -19,65%; Jeep 6.536 / +30,10%; Lancia 1.084 / -71,41%; Maserati 164 / -18,41%; Opel 3.780 / +4,45%; Peugeot 8.835 / +48,19%). Il Gruppo Volkswagen, invece, fa segnare un +2,44% (Audi 5.930 / +2,93%; Cupra 1.867 / +11,93%; Lamborghini 40 / +8,11%; Seat 956 / -32,82%; Skoda 2.987 / -6,80%; Volkswagen 11.143 / +8,35%). Abbiamo poi il Gruppo Renault con un -0,19% (Dacia 7.756 / -0,59%; Renault 7.130 / +0,24%).

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Commenti Regolamento
S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho solo riportato dei dati, nei prossimi anni vedremo.

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Crescono a doppia cifra perché hanno numeri ridicoli.e dove hanno incentivi.la germania aveva numeri negativi l'anno scorso.l'america con trump non andra meglio. e' normale.vorrei vedere quanti veicoli elettrici puri ci saranno da qui a 5-10 anni rispetto a quelli termici circolanti..aivoglia a parlare di transizione

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel mondo crescono a doppia cifra

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Transizione all'elettrico con il 4% di mercato e' una parola grossa...e ancora I veri problemi dell'elettrico ancora non si sono fatti sentire..chissà gli integralisti del cambiamento climatico cosa dicono..

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Mahhh..in Brasile jeep ha messo il 2.2 meet su commander ed èleader nelle vendite.italia germania francia sono I mercati più importanti europei è Audi bmw Mercedes non ci rinunciano.america e oriente vendono benzina a qualche cent al gallone per cui posso capire che non abbia mai preso.poi uno può anche tagliarsi I cosiddetti per fare il dispetto alla moglie...padronissimo

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

Per forza, erano più i problemi che i benefici. Tra adblue e fap il diesel ha senso solo per chi fa stradoni lunghi

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sai quali sono gli allestimenti.

Il diesel regge solo in Italia e Germania, negli altri mercati è diventato inesistente
In oriente non esiste, negli Usa non esiste, non c'è alcun motivo per continuare a mantenere a lungo questa alimentazione

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa sono i fringe benefit?

G
Gabriele 01 Jan 1970 @ 00:00

La top 50 di ogni mese e di ogni anno é presente sul sito unrae,quello che io noto é che modelli diesel piú venduti negli ultimi anni ,adesso neppure sono ordinabili.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Bisogna contestualizzare cosa comprano gli italiani.
Non disponendo dei dati puntuali per ciascuna auto immatricolata, possiamo farci un'idea approssimativa prendendo come riferimento il prezzo di listino "a partire da".
Inoltre, non abbiamo informazioni su quante auto siano autoimmatricolate né su come siano suddivise tra privati, aziende e noleggio.

Il grafico riguarda in realtà “solo” i 94 modelli 🔝 (gli istogrammi si riferiscono alla quota di mercato della fascia prezzo, i cerchi al numero di modelli immatricolati).

Perché?

Perché, volendo verificare il principio di Pareto, essi sono il 20% degli oltre 470 modelli immatricolati e, guarda un po’, rappresentano l’86,6 % del mercato (che nel totale è stato di 477k unità).

Vale anche la pena sapere che i 20 modelli più immatricolati rappresentano il 53% dello stesso mercato.

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Crediti: Corrado Storchi

Per avere dati piú precisi, dovremo attendere il 13 Giugno, in cui alla Capitale Automobile sarà presentata l’analisi Mercato a Valore 2024, dove vedremo cosa realmente hanno speso gli italiani per immatricolare 1,6 milioni di auto.
L’analisi è sostenuta da KUWAIT PETROLEUM ITALIA SPA e da TEXA S.p.A. Con Dataforce Italia come partner tecnico.

Ritornando alla questione Diesel:

Nella terza fascia piú venduta, c'é molta scelta al livello del Diesel, e nella fascia piú venduta é presente qualche modello tramite offerte.

-Volkswagen T-Roc: da 34.400 euro
-Volkswagen Golf: da 33.850 euro
-Ford Focus: da 33.250 euro
-Skoda Octavia: da 33.100 euro
-Opel Astra: da 32.400 euro
-Peugeot 308: da 32.670 euro
-Audi A3: da 31.800 euro
-Seat Leon: da 29.750 euro
-Renault Clio: da 20.450 euro
-Fiat Tipo: da 17.950 euro

Fonte: Gazzetta Motori

G
Gabriele 01 Jan 1970 @ 00:00

La fiat 600 sta iniziando a vendere bene contro ogni previsione.

G
Gabriele 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci sono modelli diesel ormai in vendita si puó dire,sotto i 20 mila solo la tipo:),anche la clio costa piú di 20,poi tutte costose e pochi modelli,hanno tolto Compass,Renegade addirittura.

C
CANAL+ 01 Jan 1970 @ 00:00

un vero e proprio boom

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

É da inizio anno ma comunque ci vuole tempo per le consegne degli ordini 2024. Poi si ha tempo fino a giugno 2025 per rientrare nel calcolo della vecchia normativa. Il cambio lo avremo verso fino anno

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È da inizio anno che non conviene più il diesel all'aziende, che poi ripiegano nella maggior parte delle volte sulle plug in, per il semplice motivo che le possono usare come se fossero delle termiche classiche, e qualcuno con le Bev.

Il calo ulteriore si lo vedremo, con lo smaltimento delle consegne arretrate

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che è stato un buon mese per le BEV.
Come avevo anticipato la scorsa settimana, il confronto con l’anno precedente era poco sfidante, quindi non sarebbe stato sorprendente superarlo.
Tuttavia, nell’ultima settimana le BEV hanno fatto anche di più, raddoppiando il risultato rispetto allo stesso periodo del 2024. Niente male.

Vorrei soffermarmi sui numeri delle BEV finora:

Gen-Apr 2025: 29.745
Vs
Gen-Giu 2024: 35.086

Praticamente, in soli quattro mesi le BEV hanno quasi raggiunto i numeri del primo semestre 2024.
Mancano solo 5.341 unità, con giugno che l’anno scorso aveva registrato un boom grazie agli incentivi.
E meno male che le BEV, senza incentivi, non vendevano...

Ora sarà molto interessante vedere i dati di maggio, che dovrebbero dare ulteriore slancio rispetto all’anno precedente, contribuendo così a una crescita complessiva importante, nonostante a giugno ci si aspetti un calo consistente rispetto al 2024.

Ovviamente, poi si dovrà vedere H2, in cui ci potrebbe essere un crollo verticale, che annulla il buon risultato

A
Alfonso 01 Jan 1970 @ 00:00

Il vero crollo del diesel arriverà nei prossimi mesi, quando anche a livello aziendale non converrà più immatricolare auto diesel per le nuove regole sui fringe benefit ad uso promiscuo.
Già oggi BEV e PHEV hanno quote maggiori del diesel, tra qualche mese assisteremo al punto di non ritorno.