Bollo auto, avanza l'ipotesi dell'abolizione: sarebbe una svolta storica
Nel pacchetto di proposte di Forza Italia per la legge di Bilancio spicca l’idea di eliminare il bollo auto. Sulla questione si è esposto il ministro degli esteri Antonio Tajani
Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana sta facendo sognare gli italiani, ritornati dalle vacanze a corto di soldi e con una lunga lista di pagamenti da eseguire, avanzando l’ipotesi dell’abolizione del bollo. La tassa richiede un pagamento non solo per l’uso ma per il possesso di un veicolo e rappresenta un serissimo problema per tanti automobilisti alle prese già con i prezzi pazzi ai distributori. Il calcolo tiene conto della classe di emissioni, della potenza e della regione di residenza con importanti oscillazioni che complicano solo la vita.
Per questo motivo Forza Italia sta lavorando a un pacchetto di misure rivoluzionarie da presentare per la prossima legge di Bilancio. A settembre si discuterà di svariate tematiche tra cui la flat tax, il cashback sanitario e lo stop al bollo. Antonio Tajani si è esposto sulla concreta possibilità di ridurre le tasse nel Belpaese e sulla cancellazione del bollo auto e moto.
Proposta utopistica?
Il bollo non rappresenta un’entrata diretta dello Stato, ma garantisce alle Regioni un introito di circa 7,5 miliardi di euro l’anno, utili per finanziare diversi interventi. Se venisse a mancare questo gettito che cosa accadrebbe? Forza Italia sta lavorando a un insieme di interventi per alleviare la pressione fiscale, valutando una riduzione dell’Irpef al 33% per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro, una flat tax incrementale del 5% sulla quota di reddito aggiuntiva rispetto all’anno precedente, il cashback sulle spese sanitarie e la defiscalizzazione delle tredicesime.
Soffermandoci sull’automotive il costo medio del bollo auto in Italia varia indicativamente tra i 150 e i 300 euro all’anno, ma come anticipato non esiste un importo fisso perché dipende dai kilowatt (kW) del mezzo, dalla classe ambientale (da Euro 0 a Euro 6) e dalla regione di residenza. Nel nostro Paese è previsto persino un superbollo, un extra per le auto con potenza superiore a 185 kW (245 CV). Antonio Tajani aveva presentato l’idea di abolizione nelle scorse settimane, ma con la ripresa dei lavori parlamentari la questione potrebbe tornare al centro del dibattito politico nei prossimi giorni.
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Un problema di principio
Il bollo sarebbe visto come una patrimoniale mascherata secondo gli esponenti di Forza Italia. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha aggiunto che sarebbe come tassare la prima casa e il bollo auto andrebbe abolito almeno dal 2028. L’imposta colpisce tutti coloro che hanno bisogno di un veicolo per spostarsi, lavorare o accompagnare i figli a scuola.
Le amministrazioni regionali sfruttano il gettito del bollo per finanziare diverse attività e servizi. Quei miliardi dovrebbero essere sostituiti da altre entrate. Il rischio è che il mancato gettito debba essere compensato attraverso trasferimenti statali o altre imposte. Già nel 2008 Silvio Berlusconi discuteva pubblicamente dell’abolizione del bollo, mentre nel 2016 era stato Matteo Renzi a prendere in considerazione una revisione del tributo. Sono trascorsi 10 anni e siamo ancora qui a parlarne speranzosi.