Bollo auto, è rivoluzione dal 2028: tutte le novità della miniriforma
Tra 2 anni una nuova disciplina gestirà le regole applicative della tassa automobilistica. Scopriamo cosa cambierà.
Il condizionale è d’obbligo perché bisognerà attendere ancora per la concreta applicazione del quadro definitivo, ma qualcosa potrebbe muoversi in materia di bollo auto. Addio alle date fisse, cambiano le scadenze e arriva una stretta sui veicoli a noleggio e sul fermo amministrativo? Vediamoci chiaro.
Il Governo ha approvato il 5 agosto scorso la miniriforma del bollo auto contenuta nel decreto legislativo “in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale”. Per il testo definitivo del provvedimento, previsto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, bisognerà ancora aspettare, ma vi anticipiamo le principali modifiche.
Niente rincari e non cambiano le esenzioni
I proprietari di auto elettriche possono tirare un sospiro di sollievo: l’esenzione quinquennale continuerà a prevedere l’azzeramento totale del pagamento del bollo auto per i primi 5 anni a partire dalla data di prima immatricolazione di un veicolo 100% elettrico. Rimangono tutte le attuali esenzioni e le agevolazioni nazionali. La nuova disciplina si concentra su altri aspetti.
Dall’1° gennaio 2028, infatti, dovrebbero cambiare i parametri del bollo auto, ossia potenza omologata (punto P.2 della carta di circolazione), classe Euro dell’auto e importi-base (2,58 €/kW per le Euro 4 e superiori, 2,70 €/kW per le Euro 3, 2,80 €/kW per le Euro 2, 2,90 €/kW per le Euro 1 e 3 €/kW per le Euro 0, importi che le regioni possono aumentare, e molte lo hanno fatto, fino a un massimo del 10% all’anno).
Non emergono riferimenti al minisuperbollo, ossia agli importi maggiorati del 50% per i kW sopra quota 100. Il centrodestra continua a promettere l’abolizione, ma è inutile farsi illusioni. Il Governo ha scelto la strada del riordino con misure mirate. Non ci sarà più il classico meccanismo di calcolo basato sulle scadenze fisse (di aprile, agosto o dicembre per le auto con più di 35 kW).
Novità in vista
Dal 1° gennaio 2028 la prima tassa si pagherà, in Italia, ogni 12 mesi a partire dalla prima immatricolazione. Per i proprietari delle auto in circolazione non cambia la storica periodicità. Gli italiani avranno un periodo più lungo per pagare il primo bollo. Dal 2028 il primo pagamento della tassa è fissato all’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Per le successive scadenze, è previsto il termine di pagamento all’ultimo giorno del mese in cui l’auto risulta essere stata immatricolata.
Per agevolare i contribuenti compare anche la possibilità, concessa alle singole regioni, di introdurre opzioni di pagamento quadrimestrale per specifiche categorie di veicoli. Per i mezzi intestati a persone giuridiche, infatti, la regione di riferimento resterà quella in cui c’è la sede legale. I pagamenti effettuati in una regione sbagliata saranno gestiti direttamente dalle regioni. Saranno tassati, inoltre, anche i veicoli sottoposti a fermo amministrativo fiscale.
Dall’1° gennaio 2027 il contratto di noleggio a lungo termine senza conducente dovrà essere annotato anche al Pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci. Tutti i bolli saranno inseriti nell’Archivio nazionale delle tasse automobilistiche, noto come ANTA, gestito dal PRA, il Pubblico registro automobilistico a sua volta diretto dall’Aci.