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Waymo, al debutto i robotaxi su base Zeekr: costano la metà

L’entrata in servizio del modello Ojai a San Diego e Denver segna una svolta strategica che porterà alla progressiva sostituzione della flotta su base Jaguar I-Pace.

Waymo, al debutto i robotaxi su base Zeekr: costano la metà
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 9 set 2026

Waymo ha esteso ufficialmente i propri servizi di ride-hailing senza conducente alle città di Denver, San Diego e Tampa, portando a 14 il totale delle metropoli americane servite dal colosso tecnologico. Ma la vera novità di questa nuova fase di espansione è il debutto operativo – dopo anni di sviluppo – di Ojai, l’inedito robotaxi realizzato in collaborazione con il costruttore cinese Zeekr. Nelle città di Denver e San Diego, in particolare, la flotta è costituita unicamente da veicoli basati su questa nuova piattaforma elettrica, destinata a sostituire progressivamente le Jaguar I-Pace attualmente in uso.

Un’architettura nata per la mobilità autonoma

Prodotto nello stabilimento di Ningbo in Cina e identificato internamente con la sigla CM1e, il nuovo veicolo nasce sulla piattaforma SEA-M di Geely. L’Ojai è stato progettato fin dall’origine per la fruizione condivisa: lungo 4,64 metri con un passo di ben 3 metri, presenta un abitacolo ad accessibilità facilitata grazie a porte scorrevoli contrapposte e all’assenza del montante B. L’abitacolo offre spazio per quattro passeggeri, escludendo il posto di guida che non è utilizzabile dai clienti ma è ancora presente (a differenza del Tesla Cybercab). Sotto il profilo meccanico, il veicolo è equipaggiato con un motore posteriore da 200 kW (268 CV) e 342 Nm di coppia, alimentato da una batteria da 93 kWh con raffreddamento a liquido. Per la massima sicurezza operativa, la piattaforma integra sistemi ridondanti steer-by-wire e brake-by-wire, con un approccio opposto a quello di Tesla che invece si affida unicamente alle telecamere.

La produzione tra Cina e USA

Il nuovo robotaxi Zeekr viene spedito dalla Cina come telaio meccanico incompleto (“rolling glider"), privo di sensori ed elaboratori connessi. L’implementazione del sistema autonomo avviene invece a Mesa, in Arizona, dove Waymo e il partner Magna installano il pacchetto hardware di sesta generazione. Il nuovo veicolo impiega quattro LiDAR, sei radar e 13 telecamere esterne da 17 megapixel, riducendo la complessità hardware rispetto ai 29 sensori video della precedente Jaguar. Per affrontare climi rigidi come quello di Denver, l’Ojai adotta coperture riscaldate e dieci mini-tergicristalli da meno di 76 mm per pulire i sensori da neve e ghiaccio.

Costi dimezzati nonostante i dazi

Sebbene i dazi e le tariffe doganali portino il costo d’importazione del solo telaio tra 78.000 e 86.500 dollari, il costo finale del veicolo completo con tecnologia Waymo si attesta attorno ai 103.000-110.000 dollari, quasi la metà rispetto ai 200.000 dollari stimati per la vecchia I-Pace. Oltre 3.200 telai sono già arrivati negli USA, con circa 300 esemplari attualmente operativi su strada e altri 2.900 in fase di allestimento o calibrazione. Con una flotta complessiva di oltre 4.000 veicoli e più di 500.000 corse autonome a settimana, Waymo punta ora al traguardo di un milione di viaggi settimanali entro la fine del 2026.

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