Mitsubishi Electric vuole tenere lontani gli hacker dalle vetture connesse
La soluzione di Mitsubishi Electrici comprende un sistema per il rilevamento delle intrusioni e uno per l'avvio protetto che ha il compito di verificare l'integrità del software durante l'avviamento.
Se un dispositivo è in grado di collegarsi ad Internet o ad altri dispositivi è una potenziale vittima di un attacco hacker. Ciò vale per qualsiasi tipologia di prodotto, sia esso uno smartphone, un PC, un altoparlante smart e anche un'autovettura. Con l'obiettivo di migliorare la sicurezza delle auto connesse, Mitsubishi Electric ha annunciato di aver sviluppato una tecnologia di difesa informatica multilivello – termine che lascia intendere una molteplicità di misure adottate per tenere lontani gli hacker.
La soluzione di Mitsubishi Electric – progettata in origine per la sicurezza di strutture critiche, come impianti per la produzione di energia elettrica, gas naturale, acqua, prodotti chimici e petrolio – comprende, nello specifico, una sistema per il rilevamento delle intrusioni e uno per l'avvio protetto che ha il compito di verificare l'integrità del software durante l'avviamento.
Le caratteristiche principali della tecnologia presentata possono essere così schematizzate:
- Rilevamento degli attacchi informatici indirizzati al controllo del veicolo e all'unità principale del medesimo. E' un'attività che richiede ridotta capacità di elaborazione concentrandosi sulle attività relative agli attacchi.
- Impiega meno di un decimo del tempo di avvio richiesto da una tecnologia tradizionale. L'avvio rapido protetto effettua una verifica sull'integrità del software dell'unità principale.
- Integrazione delle funzioni di sicurezza nell'unità principale del veicolo connessa ad internet ed è ottimizzata per l'impiego nei veicoli che richiedono risorse limitate
Al momento, il sistema sopraccitato è la risultante di alcuni brevetti di Mitsubishi Electric: quelli in corso di registrazione sono uno in Giappone e quattro al di fuori del Giappone. Quelli completi sono tre in Giappone.
Come recenti casi dimostrano, senza un'adeguata cura per gli aspetti della sicurezza del software del veicolo connesso, un malintenzionato con adeguate conoscenze, in casi estremi, potrebbe essere in grado di prendere il controllo del mezzo.
L'unica quattroruote non hackerabile è la panda 1000 fire 4x4 del 91, però purtroppo vive di vita propria :-):-)
https://uploads.disquscdn.c...
"vorrebbero"
L'unico sistema non hackerabile è quello che ancora deve essere pensato...
Tranne il prossimo DENUVO.. Quello è già stato hackerato...
Se non fosse che è tecnologia sottoposta a brevetto (quella dell'aviazione) e con diversi costi di applicazione/gestione/manutenzione.
Assomiglia più a uno spot, se vogliono farlo sicuro lo possono fare, copiano le stesse tecniche usate in aviazione e nelle macchine mediche e vedi che non hanno errori sfruttabili dai malware
Vabbè, ma quello l'avrebbero fatto comunque, immagine o non immagine.
Sicuramente non grazie al immagine ma grazie alla sfida
PRIMA: "ah ma nessuno pensa che con queste auto connesse ci saranno attacchi informatici? vergogna, sono indiN1iato!"
Arriva qualcuno che dice "oh, noi stiamo facendo qualcosa, ci stiamo pensando e stiamo provando a difenderle, ecco come" e si tirano in ballo le marmotte...
Non certo grazie a questa immagine.
Se li trovano loro fidati
Sì beh, con questo schemino gli hacker ci si possono pulire il qulo, perché non mostra certo i punti deboli del sistema...
E le marmotte confezionano la cioccolata
Buongiorno, grazie della nota. Corretta.
Se le auto del futuro saranno non hackerabili tipo DENUVO, allora annamo bene, proprio bene....
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Salvatore, non voglio fare il cacacacchio, ma spero vi faccia piacere che c'è chi li legge i vostri articoli 😂
In bocca al lupo
Glielo avranno già fregato dai server due settimane fa. ;) :D
cheers
Che bella schema, adesso si metteranno a studiarlo gli hacker