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Guida autonoma: nuova tecnologia aiuta a prevedere il comportamento dei pedoni

Prevedere il comportamento dei pedoni attraverso lo studio dei dati biometrici come l'ampiezza di un passo e la simmetria del corpo umano

Guida autonoma: nuova tecnologia aiuta a prevedere il comportamento dei pedoni
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 18 feb 2019

Guida autonoma: i ricercatori della University of Michigan (U-M) stanno sviluppando un sistema in grado di insegnare alle auto senza conducente come riconoscere e prevedere i movimenti dei pedoni con una precisione maggiore rispetto a quanto garantito dalle attuali tecnologie. 

Servendosi di dati raccolti dai veicoli di prova tramite telecamere, sensori LiDARsegnale GPS, gli studiosi della U-M si basano sull'andatura e la posizione dei piedi e sulla simmetria degli arti umani per ottenere una simulazione computerizzata di quelli che potrebbero essere i movimenti dei pedoni incrociati per strada. Oggi, la maggior parte delle tecnologie di riconoscimento pedoni lavora su un piano bi-dimensionale, mentre questo contestualizza i pedoni nell'ambiente naturale, ovvero nelle 3 dimensioni.

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Nasce così una "rete neurale ricorrente ispirata biomeccanicamente", ergo un database in grado di catalogare i movimenti umani per aiutare le auto a guida autonoma a riconoscere i pedoni e prevedere con maggiore precisione le loro intenzioni di movimento, fino a 45 metri di distanza (ovvero il raggio generico di un incrocio cittadino). 

Realizzando dei video dalla durata di diversi secondi, il sistema di machine learning sviluppato dall'U-M sfrutta la prima parte del filmato per calcolare le proprie previsioni e la seconda parte per verificarne l'accuratezza. Come spiega Matthew Johnson-Roberson, professore associato nel Dipartimento di Architettura Navale e Ingegneria Marina dell'U-M: 

Stiamo addestrando il sistema a riconoscere il movimento e a fare previsioni non su una sola cosa, indipendentemente dal fatto che si tratti di un segnale di stop o meno, ma su dove il corpo di quel pedone sarà al prossimo passo, e poi quello successivo, e poi  quello successivo ancora.

Nella pratica, il sistema neurale consiste non solo nel riconoscere un pedone, ma anche di elaborare una previsione del suo comportamento nei secondi immediatamente successivi, in base alla sua posizione e al suo comportamento attuale. Un esempio ce lo fornisce Ram Vasudevan, assistant professor di Ingegneria Meccanica presso U-M:

Se un pedone sta utilizzando lo smartphone, è facile intuire che sia distratto. La sua posizione e il punto in cui (non) sta guardando ci dice molto riguardo al suo livello di attenzione, nonché di quello che è in grado di fare negli istanti successivi. 

L'errore medio rilevato dal sistema predittivo è di circa 10 cm al secondo, per meno di 80 cm dopo sei secondi. Tutti gli altri sistemi attualmente in fase di studio o di utilizzo prevedono un errore fino a 7 metri. Attualmente, diverse aziende operanti nel settore stanno cercando di migliorare il proprio sistema di riconoscimento dei pedoni servendosi dell'Intelligenza Artificiale. Tra queste troviamo Waymo | Google e Waymo: AI per migliorare il riconoscimento dei pedoni.

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Commenti Regolamento
L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche di andare a piedi allora visto che l'articolo è incentrato sul comportamentomdei pedoni non del guidatore.

L
Lokotto 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa non potevo tenermela :D

M
Marco Manieri 01 Jan 1970 @ 00:00

Dedichiamo il 90% del solo urbano a sostanzialmente dei robot e mettiamo delle transenne per le zone dov'è concessa l'esistenza umana? Stiamo scherzando?

O
OlioDiCozza 01 Jan 1970 @ 00:00

La guida senza pilota sarà davvero completa solamente quando ci sarà un algoritmo che riconoscendo le tr0ie più carine farà fermare la macchina quando si fa il pu.tt.an tour

q
qandrav 01 Jan 1970 @ 00:00

ad oggi purtroppo sì.
fanno un gran parlare di IA , città connesse e tutto il resto, poi nel mondo reale appunto abbiamo ancora semafori stu pidi

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Perdonami ma non riesco a resistere:
difficile che su di un sito web di NOTIZIE scientifiche tu abbia letto "lo studio" e manco sapevo che la ricerca dovesse operare all'interno degli attuali paletti legislativi.

Perciò mi trovi d'accordo su due cose. Primo: "Il discorso sulla normativa è bizzarro." Secondo: "Ad ognuno, però, il suo modo di pensare."

LOL.

Ora ti lascio l'ultima parola. Promesso.

Edit
E magari "lo studio" letto su SD sarebbe questo:
https://www.sciencedaily.com/releases/2019/02/190212134757.htm

A-RI-LOL ;)

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

No, mi spiace non ho letto ciò che hai letto tu. (cerca su science daily)
Il discorso sulla normativa è bizzarro.
Tutto va rapportato a quella che è la normativa e, a meno di sorprese questa rimarrà stabile per un bel po' di tempo.
Se non si vuol fare un discorso di comodo o semplicistico e si vuole un minimo ragionare su quello che ci viene propinato è da tenere ben presente.

Ad ognuno, però, il suo modo di pensare.
Passo e chiudo

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai letto quello che ho letto io:
https://news.umich.edu/teaching-self-driving-cars-to-predict-pedestrian-movement/
... a meno che tu non abbia comprato lo studio o abbia un accesso privilegiato

(Se è per questo, quando un'università presenta una ricerca, ha ancora meno senso che un lettore qualunque si preoccupi della normativa vigente)

Passo e chiudo.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Se hai capito cosa intendo ma soprattutto l'oggetto dell'articolo, che riguarda una ricerca universitaria, non ha senso scrivere della guida autonoma di oggi e/o di ieri. IMAO

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho letto lo studio

(e il fatto che l'università citata non produca auto a guida autonoma non c'entra poi tanto con l'applicazione, ma vabbè)

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse mi sono distratto ma riguardo questa tecnologia, hai per caso letto un verbo coniugato al presente o al passato? O la University of Michigan è forse un produttore di auto a guida autonoma? Bah.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Spesso, guardando al futuro ci si dimentica del tempo in cui si vive.

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

La "guida autonoma" non la vedremo tanto presto, secondo me. Non così come ce la immaginiamo ora. So cosa intendi, ed é vero che sono progetti pensati per il futuro. Ma le auto non saranno mai affidabili al 100% senza supporto esterno (sensori inseriti nelle strade, nei semafori e cartelli stradali).
Ho percorso un 800km con la nuovissima Audi A4 con tutti i sistemi elettronici all'avanguardia… Se da una parte é bello il fatto che su 800km non devi mai premere il freno una sola volta (lo fa la vettura in base al GPS, lettura cartelli stradali, mappe, ecc), ci sono volte che fallisce alla grande! All'entrata in un tunnel autostradale, mi ha girato il volante di 90° vedendo una curva inesistente! A quel punto hai il cuore che ti batte a 200 e l'auto che senza ESP sarebbe andata in testa coda! Oppure ti frena in autostrada perché rileva un cartello di 40km/h sulla strada parallela. Insomma, paghi 5000€ per dei sensori che funzionano ogni tanto…

Vedendo quanto sia inaffidabile (ok, ho provato solo Audi) oggi, dubito che possano risolvere senza aiuti esterni.

L
LucaS888 01 Jan 1970 @ 00:00

Puntare ad azzerare gli investimenti è bello ma in fondo utopistico perchè non esiste un modo per evitarli del tutto, anche con le barriere ci sarà chi le scavalcherebbe pur di attraversare in quel preciso punto.

Ma già ridurli in generale, azzerando ad esempio quelli negli attraversamenti pedonali e semaforici (che ancora avvengono non di rado) sarebbe un risultato ottimo.
Già "obbligare" la IA a rallentare l'auto a prescindere in prossimità delle strisce e ad "incrementare" l'attenzione laterale sinistra per vedere se ci sono pedoni sul marciapiede che "potrebbero" decidere di attraversare e fermare l'auto se li si vede in movimento eviterebbe investimenti che oggi capitano per la volontà del guidatore umano di risparmiare tempo, quindi di non rallentare e persino di prendersi a forza una precedenza inesistente.

L'idea che ai semafori le auto autonome si fermeranno arrivando col giallo già scattato sarà quasi commovente.
Idem vedendo le auto rispettare i limiti di velocità.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè, ripeto, normative alla mano non è possibile avere auto senza conducente, in nessun luogo del mondo attualmente.
E a meno che ieri in qualche luogo del mondo non abbiano concesso ciò, si deve ragionare su questo (e su questo i ricercatori stanno ragionando, infatti).

Una rete neurale che interpreti anche lo stato del conducente (giacchè, ripeto, questo è ancora necessario) è indispensabile tanto quanto una rete neurale in grado di prevedere i movimenti dei pedoni

Il commento precedente non era correttamente articolato, e prima di espormi al classico "motiva" ho sufficientemente articolato il discorso

L
LucaS888 01 Jan 1970 @ 00:00

Però già impedendo agli stupidi di guidare risolveremmo il 90% dei problemi.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah ok. Cancelli e riscrivi. E allora a parte che l'articolo parla di: "un sistema in grado di insegnare alle auto senza conducente come riconoscere e prevedere i movimenti dei pedoni". Non capisco cosa tu intenda con "cambiamenti di ieri"

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Tralasciando il fatto che, cambiamenti di ieri a parte, nella guida autonoma attuale il conducente è sempre previsto e funzionale alla conduzione della vettura stessa.
E finchè sarà così, un AI che esamini correttamente il conducente è essenziale.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

è molto meno costoso (sul lungo periodo) educare correttamente le persone, piuttosto che costruire in continuazione strutture che, inevitabilmente col tempo finirebbero per diventare rapidamente obsolete.
L'attraversamento è un comportamento dinamico definibile, in ogni direzione.
Il problema è l'attraversamento improvviso, e quello, indipendentemente dalle strisce va correttamente interpretato dai sistemi di guida autonoma.

Indipendentemente dalla presenza della striscia il sistema deve essere in grado di capire quando un determinato evento si sta per verificare, e non reagire solo ad evento verificato.

Questa rete neurale sta cercando di fare proprio questo

M
M.N.C. 01 Jan 1970 @ 00:00

SemiOT: ma..fare dei semafori smart realmente ben funzionanti (non i rari finti giocattoli in giro ora che sono una gran presa per il cucolo) che regolano i tempi del rosso in relazione al traffico realmente presente, è ancora troppo complicato?

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella guida autonoma non è previsto alcun "conduttore" ;)

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Il 141, con la guida autonoma dovrebbe del tutto essere inutile. Le auto seguiranno i limiti imposti dai cartelli.
Il problema è l'interazione e l'interpretazione della vettura rispetto a comportamenti non lineari da parte dei soggetti sulla strada (siano essi pedoni, auto, camion, animali e così via)

A
Aniene 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi spiace ma alla stupidità umana non c'è mai fine quindi è impossibile calcolarla. Lo diceva anche uno che ne sapeva eh.

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

tutto giusto, ma è impensabile l'avvento massiccio di veicoli a guida autonoma senza una radicale revisione della modalità del traffico pedonale sulle strade. ad esempio in corrispondenza delle strisce dovranno essere collocati segnalatori che dialogano con le centraline delle auto, ai pedoni dovrà essere vietato attraversare le strade ovunque ma solo ove concesso, a costo di dotare i marciapiedi di barriere. insomma, non bastano a mio avviso gli algoritmi predittivi e i radar

L
Luca Lindholm 🌹 01 Jan 1970 @ 00:00

XD

𝓐
𝓐𝓭𝓻𝓲𝓪𝓷𝓸 జ్ఞ‌ా 01 Jan 1970 @ 00:00

Una cosa che in sé dovrebbe fare qualsiasi conduttore…
E non solo dei pedoni, bensì anche capire in decimi di secondo che tipo di autisti stanno guidando le vetture davanti a te.

Ben vengano sistemi del genere, avrei preferito però un AI che analizzasse il conduttore… Basta solo un po' di concentrazione durante la guida per evitare tanti incidenti (e per il 99% dei casi funziona), ma ci sono alcuni che proprio non riescono a guidare in modo concentrato - che sono poi quelli che ti dicono: "io non ho mai preso una multa in vita mia".

l
luca 01 Jan 1970 @ 00:00

Queste tecnologie aiutano la prevenzione di alcuni incidenti ma il loro limite è che non leggono le situazioni dove il buonsenso prevale sulla la logica.

L
Lokotto 01 Jan 1970 @ 00:00

Io con gli italiani utilizzerei il 141bis!

L
Lokotto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma un i9 9900k e' sufficientemente potente per prevedere il comportamento di un italiano medio?
Ne dubito.

A
ALDream40K 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma anche sull'educazione civica 👍👍👍

L
LuPo 01 Jan 1970 @ 00:00

il 141 del codice della strada dovrebbe essere sufficiente

Ben venga la tecnologia ma dobbiamo anche puntare sull'educazione alla guida...