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NIO: pronta in Cina la prima stazione per lo scambio delle batterie

Le stazioni di scambio NioPower sono pronte per entrare in funzione in Cina

NIO: pronta in Cina la prima stazione per lo scambio delle batterie
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 23 mag 2018

Il SUV elettrico NIO ES8, annunciato come un competitor di Tesla Model X alla metà del prezzo, non è l'unico asso nella manica del costruttore cinese, noto al grande pubblico per la sua partecipazione al campionato di Formula E con i piloti Oliver Turvey e l'italiano Luca Filippi.

Il marchio ha infatti completato la costruzione di NioPower, la prima stazione in Cina per lo scambio delle batterie riservate ai veicoli elettrici per i clienti privati. Si tratta di un'idea sicuramente non originale (proposta in passato anche da Tesla con risultati poco soddisfacenti), ma che ora trova la sua prima applicazione pratica in un Paese che più di ogni altro al mondo sta investendo nella mobilità elettrica.

Il battery swap costituisce una soluzione piuttosto efficace al problema dell'autonomia delle batterie, ritenuto uno dei principali ostacoli alla diffusione dell'auto elettrica. Con oltre 1.100 stazioni in cantiere e 1.200 punti di ricarica entro il 2020, NIO si propone di arginare questo fenomeno, offrendo ai propri clienti un ampio ventaglio di possibilità: ricaricare la vettura in modo rapido (la ES8 si ricarica all'80% in circa un'ora se si seleziona la modalità fast-charge) oppure cambiare la batteria scarica con una completamente carica in pochi secondi.

Tutto questo è reso possibilie da una serie di accordi stretti negli scorsi mesi da NIO con i due più importanti player della rete elettrica in Cina: con la Southern Heshun Electric Vehicle Service, NIO integrerà le piattaforme connesse di entrambi all'interno delle stazioni di scambio, mentre con la State Grid Electric Vehicle Service Company il costruttore rafforzerà una collaborazione in merito alla distribuzione territoriale delle stazioni.

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Commenti Regolamento
L
Leideedi Leonardo 01 Jan 1970 @ 00:00

Su questa idea ci lavoravo nel 1993 con le batterie zinco-aria. Allora era però prevista una logistica di rigenerazione centralizzata e la cosa era troppo complessa. La Smart era inizialmente nata per quello, poi aggiunsero un motore a combustione interna e la storia la conoscete... Il sistema dello scambio avrebbe benefici di: 1) rendere possibile l'uso delle auto elettriche per chi vive in un condominio senza garage (l maggior parte degli italiani) e che quindi non può ricariche per strada. 2) rendere possibili i viaggi giornalieri sopra i 300 km, cioè moltissime delle nostre vacanze, l'utilizzo per lavoro per i medi spostamenti. 3) sganciare il cliente dal costo della sostituzione a fine vita del pacco batteria. di fatto la pagherebbe un poco alla volta ad ogni sostituzione. 4) rendere ininfluente la tecnologia della batteria sulla vita / valore dell'auto, infatti fisserebbe una griglia di parametri che il pacco dovrebbe avere. Tecnologie più avanzate finirebbero per dare o maggiore corrente o energia più a lungo o meno peso, ma l'auto continuerebbe ad avere lo stesso valore. 5) Abbassare drasticamente il costo del paccobatterie, infatti si crerebbe concorrenza e disponibilità a prezzi bassi. I produttori di auto non potrebbero rifarsi del ridotto profitto di vendita sull'aftersale della batteria. Per questo che i produttori non sono molto favorevoli finchè la tecnologia permette di avere un vantaggio competitivo sugli altri. Le batterie potrebbero essere sfilate da dietro, oppure tolte da sotto. La logistica del trasporto del pacco all'array di ricarica può essere automatizzata facilmente. Col crescere dei pacchi però potrebbe esserci un problema di spazio necessario alla stazione di servizio per la fase di ricarica (pensate a quante auto fanno benzina in 4-5 ore in una stazione e moltiplicate il numero per lo spazio necessario ad ogni pacco batteria per la ricarica anche creando un magazzino verticale)

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Sinceramente a me preoccupa di più la necessità di standardizzazione che ne seguirebbe... Le varie case automobilistiche difficilmente aderirebbero ad un unico standard, guarda solo la giungla che si è già creata per le ricariche..

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

Tempo perso.

I
Ignoto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti rendi conto in ogni edificio quante prese ci sono? E come dici tu ...bastano adattatori ....sai quanti adattatori bisognerebbe comprare? Ma che cavolo vai cianciando . Pensa solo a casa tua....forno microonde aspiratore cappa frigo macchina del caffè alimentatore per Cell radio e via dicendo....dovresti comprare minimo 20 30 adattatori

n
nutci 01 Jan 1970 @ 00:00

Li decidono qualcosa, ci credono e la provano subito. Noi studiamo bene il caso e spesso dal progetto di fattibilità viene fuori che non è conveniente

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente

i
ice.man 01 Jan 1970 @ 00:00

ogni nazione agisce per conto suo
ma appunto perchè c'è un pregresso
Rinunciare al proprio standard sarebbe una questione di principio
un po come quell'inutilità del doppione del paralmento EU a Strasbrugo fatto solo per soddisfare la Grnedur Francese
.
Invece qui si parla di uno stanrd puremanete commerciale, senza alcun legame con gli stati nazionali
inoltre ad oggi non esistono standard quindi tutte le aizende partirebbero alla pari (e non dovrebbero rinunciare ad investimenti pregressi su linee produttive o altro)

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Però poi i tedeschi vogliono il loro, i francesi pure, i lapponi anche, e non si farà nulla.
Se non c'è neppure uno standard per le prese di ricarica delle batterie per auto elettriche, che ogni costruttore ha il suo.
Ci vorrebbe una presa standard sia in casa così in auto.

T
Tom Smith 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina hanno questo tipo di soluzione spesso: attuano una soluzione a un problema che può sembrare la più rozza come in questo caso ma la attuano subito mentre noi in occidente stiamo aspettando la produzione delle batterie a stato solido a fine 2020. Il tempo dirà qual è l'approccio migliore.

T
Tom Smith 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa è l'unica concreta infatti. Di batterie al grafene e simili che scompaiono subito ne è pieno il mondo
P. S. Intendo la batteria a stato solido ovviamente

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

In effetti è molto più comodo continuare a produrre cose in modo diverso, no? Basterebbe imporre uno standard e vendere gli eventuali adattatori (che tanto tutti hanno già). Nulla di impossibile, anzi.
Sono già state cambiate in Italia le prese magic, Quindi si potrà fare lo stesso scegliendo uno standard europeo.

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma se abbiamo fatto il passaggio da magic a quelle da 10 A e adesso stiamo passando a quelle bipasso da 16 A, non diciamo castronerie, per favore.

i
ice.man 01 Jan 1970 @ 00:00

le prese elettriche sono una cosa diversa. Perchè esistono da decenni e c'è tutto un discorso di retrocompatibilità. Invece le batterie rimovibili per auto elettriche sono una novità assoluta e quindi non esistono problemi di quel genere

S
Stefano 01 Jan 1970 @ 00:00

Per rendere il tutto più fattibile, la parte "sganciabile" delle batterie non deve perforza rappresentre il 100%
Per sfruttare gli spazi, i pesi e le necessità progettuali le batterie difficilmente possono essere completamente standardizzate, ma se si prevede, che so, un 50% della capacità totale sostituibile "al volo", direi che comunque il risultato non sarebbe male.

I
Ignoto 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh sì ...ma le prese elettriche hanno avuto parti(nel senso di partenza) diverse....storie parallele in un tempo in cui ogni paese pensava a se stesso. Adesso siamo in una terra globalizzata e lo scambio d'informazione continuo quindi si può fare ,invece immagina tu cambiare le prese di tutte le case

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

D'accordissimo, ma se non riusciamo ad avere uno standard neppure per le prese elettriche in europa.... (E lo dico da ing elettrico)

l
looking47 01 Jan 1970 @ 00:00

Unadelle poche volte che volevo leggere la fonte non la trovo, peccato.

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo spero, e che vengono sempre annunciate nuove tecnologie per le batterie ma poi all'atto pratico non arrivano mai :/

i
ice.man 01 Jan 1970 @ 00:00

basterebbe che le industrie si rinissero per creare un modulo standard
a quel punto ogni auto in base alle necessità potrebbe montare piu moduli in serie o in parallelo a seconda delle esigenze (auto pesanti necessiteranno di montare piu moduli in serie per aumentare il voltaggio, auto piu leggere potranno installarli in paralleo per aumentare l'autonomia)
allo stesso tempo l'utilizzo di un modulo potrebbe permettere di piazzare elementi in punti diversi dell'auto con una duplcie effetto di ottimizzare gli spazi di sponibili e di distribuire il peso. in modo da poter essere movimentati anche da personale umano (le batterie pesano un bel po). alla fine 150Kg di batteria divise in moduli da 15Kg potrebbero essere tranquillmanete instalalti in meno di 10 minuti. E questo evitarebbe la necessità di creare degli standard troppo stringenti sopratutto in questa fase.
E cmq in prospettiva di flotte di auto/droni a guida autonoma....è impensabile che debbano stare ferme per ore e ore ogni giorno per la ricarica. I macchinari quando si mettono a reddito devono funzionare h24 salvo i tempi per la manutenzione programmata. tra l'altro sappiamo che sui telefoni le ricariche supervolici accelerano il delerimento della batteria che ha costi altissimi su un auto elettrica. In ottica di avere un auto eletrica che funziona 24h al giorno a suon di ricariche rapide la viata media di una batteria crollerebbe a pochi mesi, costringendo l'operatore della flotta di auto all'acuqisto di nuove batterie. Potrebbe quindi essere piu economico acquistare subito piu batterie in modo da potersi permettere di ricaricarle con processi meno stessanti per la batteira stessa. Al tempo stesso i tempi di fermo auto per ricarica sarebbero drasticamente ridotti. basta fare que conti per valutare quale delle due soluzioni sia economicamcente piu sostenibile (la comodità non c'entre, quando si sparla di business)

s
steek 01 Jan 1970 @ 00:00

dal 2020/2021 Toyota etc sono pronte a immettere nel mercato batterie allo stato solido rendendo le soste per la ricarica molto più brevi ed aumentando pure il range di percorrenza con una singola carica.
L'unico problema sarà quello della diffusione delle colonnine(almeno in italia) per cui questo metodo con lo sganciamento nasce (quasi) già morto.

J
JoeMacMillan 01 Jan 1970 @ 00:00

Si si, il fatto è che non so come si possa realizzare un sistema di aggancio sgancio rapido delle batterie, se nn riducendo le dimensioni della stessa andandone ad inficiare pesantemente l'autonomia, oppure adoperando strutture e meccanismi ad hoc che inficerebbero sul telaio aumeatandone complessita e peso, vedremo...

c
csharpino 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che dovrebbe essere una soluzione che va di pari passo con le stazioni di ricarica.. Ovvero se sto facendo un viaggio e mi fermo nella stazione di servizio per rifornirmi non posso attendere un ora e quindi effetto lo scambio delle batterie, viceversa alla sera o quando arrivo a destinazione posso ricaricare.
Un sistema cosi integrato permetterebbe secondo me anche la soluzione ad un altro grosso problema ovvero la decadenza delle batterie che a questo punto potrebbero non essere più acquistate ma "noleggiate" con tutti i vantaggi del caso.

S
Simone Facchetti 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti abbiamo scritto "anche da Tesla" non "solo ed esclusivamente"

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lol 01 Jan 1970 @ 00:00

"non originale (proposta in passato anche da Tesla con risultati poco soddisfacenti),"

Ci avrei scommesso 1000€ che avreste nominato Tesla, scrivete di argomenti che manco conoscete.

Una cosa simile (poi naufragata) esisteva già nel 2012
https://www.mnn.com/green-tech/transportation/blogs/car-battery-swapping-in-israel

https://en.wikipedia.org/wiki/Better_Place_(company)

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh risolverebbe almeno in parte uno dei limiti delle auto elettriche, ovvero quello della ricarica veloce

J
JoeMacMillan 01 Jan 1970 @ 00:00

Che sia la soluzione al problema è possibile, che sia una buona soluzione ho qualche dubbio in più

G
Giulk since 71' 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti sarebbe una bella soluzione, tecnicamente non so quanto fattibile, il top si avrebbe imponendo uno standard per le batteria su dimensioni e potenza, riuscendo nel contempo a renderle "sganciabili" dal basso, in questo modo uno andrebbe in stazione di servizio e da sotto un sistema automatizzato in pochi secondi cambierebbe la batteria.

Certo poi ci sarebbe da creare tutto un sistema apposito di rotazione delle batteria scariche che andrebbero stoccate e messe sotto carica e tutto il discorso della tensione necessaria per alimentare un sistema array di batterie, però sarebbe bello :D