Renault Captur 1.3 TCe: piccolo SUV, grande motore | Prova in anteprima

01 Marzo 2019 12

Quando si è i primi della classe c’è una regola non scritta: vietato accontentarsi. A Renault Captur non basta essere costantemente il B-SUV straniero più venduto in Italia dal 2015, con poco meno di 30.000 esemplari consegnati nel 2018: nonostante sia quasi a fine carriera, il crossover francese vuole dimostrare di avere ancora molto da offrire.

Per questo siamo venuti in Sicilia per provare la grande novità della gamma Captur. Una motorizzazione a benzina, perfetta se consideriamo il clima di costante incertezza che vige sulle auto Diesel. Non un benzina qualunque, ma un motore nuovo di zecca sviluppato dall’alleanza Renault Nissan Mitsubishi in collaborazione con Daimler. Lo stesso motore che troviamo, con leggere differenze, su auto come la nuova Mercedes Classe A.

4 CILINDRI, SILENZIOSO E POTENTE

In realtà, questo 1.3 TCe 4 cilindri è interessante per ben altri motivi: primo perché offre una potenza di tutto rispetto per un B-SUV (parliamo di 130 o 150 CV), secondo perché è realizzato con alcune tecnologie degne di auto ben più esclusive. Parliamo della tecnologia di rivestimento dei cilindri Bore Spray Coating - ovvero il rivestimento interno dei cilindri mediante uno spray applicato con tecnologia al plasma - utilizzata per la prima volta sulla sportiva Nissan GT-R. Una soluzione che riduce gli attriti (pur lasciando una microporosità per "intercettare" gli oli), ottimizzando la conducibilità termica e migliorando l’efficienza.

Aprendo il cofano ci troviamo di fronte ad un vano motore ordinato, che nasconde alcune scelte tecniche come l’iniezione diretta della benzina con pressione portata a 250 bar, la nuova camera di combustione con ottimizzazione della miscela aria/carburante, e la tecnologia Dual Variable Timing Camshaft, che apre e chiude le valvole di aspirazione e di scarico in funzione del carico applicato all'acceleratore.

E ancora, è presente il filtro antiparticolato per motori benzina, un elemento dal volume di 1,3 litri integrato con un catalizzatore da 0,5 litri, realizzato in cordierite (ciclosilicato di alluminio, ferro e magnesio), in grado di eliminare circa il 90% delle emissioni inquinanti prodotte dalla combustione. A livello di affidabilità, per questo filtro in Renault assicurano una durata pari al ciclo di vita del motore. Non manca il turbo con wastegate a controllo elettronico per ridurre i tempi di entrata in temperatura del catalizzatore, mentre dal punto di vista del design una testata a forma di Delta riesce ad integrare i collettori di scarico, riducendo l'ingombro complessivo del gruppo propulsore.

RENAULT CAPTUR 1.3 TCE: COME VA SU STRADA

Soluzioni che si fanno apprezzare per l’ottima risposta del motore a qualsiasi regime di utilizzo: abbiamo infatti una coppia di 220 Nm a 2.250 giri/min per il 130 cv e di 250 Nm per la versione da 150 CV (stessi regimi). Pronto ed elastico ai bassi regimi (la maggior parte della coppia viene erogata già dai 1.600 giri) e lineare agli alti, questo 1.3 piace perché offre un bel brio in rapporto alla massa contenuta di Captur (1.304 kg, 1.321 kg con l'EDC). Il motore è davvero molto silenzioso e ben si sposa con il cambio manuale a 6 marce, dotato di innesti precisi, rapporti ben spaziati, una frizione morbida e una leva dalla corsa lunga il giusto (non stiamo parlando di una sportiva). A livello di prestazioni, il TCe dà il meglio di sé sopra i 3.000 giri, con un buon allungo che si esaurisce intorno ai 5.000 giri.

Niente male l'assetto generale: la versione provata (TCe 130 CV manuale, unico abbinamento disponibile per questo step di potenza) montava i cerchi in lega da 16 pollici con spalla rialzata e l'assorbimento delle sconnessioni tra le vie del centro di Catania è stato molto buono. Anche le sospensioni, nonostante la semplicità (McPherson davanti e ponte torcente dietro) offrono una taratura soddisfacente, anche quando si cerca di forzare un po' la mano. In quel caso, il telaio risponde bene garantendo un ottimo appoggio (del resto, la base di partenza Clio è una garanzia), e l'unico limite è rappresentato proprio dalla spalla eccessiva dei cerchi, che non riescono in questo modo ad "aggredire" l'asfalto. Buono anche il carico dello sterzo, turistico ma preciso quando serve.

Sulla versione TCe da 150 CV è possibile richiedere il cambio a doppia frizione EDC a 6 rapporti, che abbiamo avuto modo di provare brevemente: se la versione da 130 CV rappresenta la scelta più "razionale", con prestazioni comunque ottime, il powerstep da 150 CV offre quel qualcosa in più per togliersi alcune soddisfazioni. L'erogazione, tuttavia, rimane sempre fluida e regolare: non c'è il "calcio sulla schiena", per intenderci. Il vero valore aggiunto, inutile dirlo, è il cambio, che riesce a intervenire andando a "coprire" parzialmente quei "buchi" nell'erogazione della coppia presenti prima dei 1.600 giri. Le cambiate sono fluide e la centralina possiede una buona intelligenza nel capire le intenzioni del conducente. E poi, che comodità in città...

A PROVA DI ECOTASSA

Si parlava di efficienza, un tema importante visto che stiamo parlando di un motore piuttosto prestazionale: Renault dichiara un consumo di 5,9 litri di benzina per il 130 CV e 6 litri per il 150 CV (nella nostra prova, andando "allegri", abbiamo rilevato un consumo tra i 7,5 e gli 8 litri/100 km), con emissioni di CO2 di 134 o 137 g/km, la vettura dunque è esente dall'ecotassa | Ecotassa, Ecobonus e incentivi auto elettriche, scooter e ibride.

NUOVO ALLESTIMENTO SPORT EDITION MY19

Insieme ai nuovi motori arriva il l’allestimento Sport Edition MY19, il cuore della gamma con una dotazione che comprende fari full LED, tinta bicolore, cerchi in lega da 16, volante in pelle TEP, cassetto easy Life, telecamera con sensori di parcheggio posteriori, Smart Nav Evolution con schermo touch da 7’’ e Radio DAB. Chi volesse maggiori dotazioni (compreso Android Auto) può scegliere la SportEdition2, che aggiunge infotainment R-LINK Evolution, Easy Access System II (keyless), sensori di parcheggio anteriori, climatizzatore automatico, sellerie in tessuto e pelle TEP, SKI Anteriore e Posteriore e cerchi in lega da 17” diamantati Black. Insieme, Sport Edition e Sport Edition2 coprono il 90% della gamma Captur.

UN NOME, UNA CERTEZZA

Per il resto, siamo di fronte al solito Captur, con i difetti che conosciamo - ovvero la mancanza degli ADAS più recenti (c’è solo il controllo dell’angolo cieco sulla Initiale Paris) - e i tanti pregi, a cominciare dagli interni versatili (sedili sfoderabili, cassetto Easy Life nella plancia e divano posteriore scorrevole) e un design ancora attuale, grazie anche all’ampia personalizzazione. Dettagli come la tinta Be-Style bicolore e i fari full LED, che prima costavano 1.000 euro, oggi sono di serie sulla Sport Edition MY19 con un vantaggio cliente di 700 euro.

Insomma, passano gli anni ma Captur continua a perfezionarsi, oggi con un motore che sorprende per prestazioni e fluidità. La concorrenza è però molto agguerrita, a cominciare dalla più recente Seat Arona con il 1.5 TSI da 150 CV. Il prezzo di partenza di 21.300 euro (TCe 130 manuale Sport Edition MY19), e ancora di più il listino del TCe 150 EDC SportEdition MY19 (24.800 euro) del resto, è molto vicino a quello della spagnola. Se doveste comprare un SUV compatto con 130/150 CV, voi su quale puntereste? Seat Arona vs Renault Captur, quale scegliere?


Renault Captur con i nuovi motori e l'allestimento Sport Edition MY19 sarà visibile nelle concessionarie in occasione dei weekend di lancio, il 16/17 marzo e il 23/24 marzo.

L'unico vero Note.? Samsung Galaxy Note 9, in offerta oggi da Mobzilla a 579 euro oppure da Amazon a 689 euro.

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Commenti

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Maurizio Milazzo

Appunto...per macchine Euro 6D ci sarà ancora tempo, questi motori è evidente che sono solo 6d temp...oltretutto se non sono ibridi metteranno Fap anche a tutti i benzina "normali" per omologarli con le nuove normative...vedremo cosa si studieranno dopo oltre al Fap per motori classici.

Desmond Hume

Da gennaio 2020 si passerà al euro 6D obbligatorio per le nuove omologazioni; per le nuove immatricolazioni ci si arriverà un a partire dal 1 gennaio 2021.

Maurizio Milazzo

Euro 6D ne hai già viste non ibride??
L'omologazione dovrebbe essere dal 2019/20 se non sbaglio....

sgarbateLLo

Non è un’ipotesi campata per aria ma fatta dettagliando il funzionamento dei due diversi tipi di filtro. Il filtro nasce per risolvere altri problemi, e al netto degli errori di progettazione iniziali non possiamo lamentarci se il filtro dà problemi usando le auto diesel come fossero aspirati a benzina... di certo per le differenti temperature di funzionamento darà meno problemi di manutenzione, poi vale sempre la legge di Murphy e su questo siamo d’accordo

Antsm90

E? Anche lì nessuno, giustamente, vuole il FAP (inoltre c'è un utente che IPOTIZZA che non darà problemi, ma essendo solo un'ipotesi non ha valore. Di certo un componente in più o dà problemi o non ne dà, sicuramente non ne risolve)

sgarbateLLo

https: //forum. quattroruote. it/threads/filtro-fap-nei-benzina-vw-questa-non-ci-voleva. 114401/

https: //forum. quattroruote. it/threads/gpf-filtro-antiparticolato-benzina. 117667/

Antsm90

Beh, il filtro antiparticolato è una ca*ata bella e buona (riduce l'inquinamento solo fino a quando non parte la rigenerazione, a quel punto fa uscire tutto in una sola volta. Tra l'altro si dice che le polveri sottili fuoriuscite dal fap siano più pericolose, anche se non so quanto sia vero)

Desmond Hume

Male

Simone Facchetti

Euro 6D Temp

Desmond Hume

Il motore sarà pure interessante ma dentro rimane un cesso a pedali, rinnovatela stile Clio5.

sgarbateLLo

C’è talmente tanta ignoranza tecnica in questo commento che non vale neanche la pena ribattere

EttoreTurbodiesel

Che bello, finalmente anche chi guida il benzina potrà capire quanto è bello avere problemi con il filtro fap

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