Una Xiaomi SU7 Ultra va a fuoco, ma la causa non è la batteria
Una Xiaomi SU7 Ultra va a fuoco in Cina. La nota ufficiale dell'azienda esclude l'autoaccensione della batteria: i dati telematici non mostrano anomalie termiche.
Apprendiamo da CarNewsChina che il 7 giugno scorso, una Xiaomi SU7 Ultra è stata avvolta dalle fiamme mentre percorreva l’Hero Bridge a Nanchang, nella provincia cinese del Jiangxi. Le immagini divulgate dallo stesso network in Cina sono eloquenti. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco locali ha permesso di domare l’incendio in breve tempo e, fortunatamente, come riportato dalla testata giornalistica NBD, non si registrano feriti. Da quel che è stato raccolto dalle prime ricostruzioni Xiaomi ha reagito con prontezza, mettendosi subito in contatto con il proprietario del veicolo dopo l’incidente, segnalando ufficialmente il caso alle autorità di regolamentazione.
La batteria sotto i riflettori: esclusa l’autoaccensione
Attraverso una nota ufficiale rilasciata l’8 giugno (il giorno dopo), Xiaomi ha quindi in seguito voluto fare immediatamente chiarezza sulle prime evidenze tecniche. L’ispezione sul campo, incrociata con l’analisi dei dati telematici inviati dal veicolo ai sistemi centrali, avrebbe dimostrato che la batteria di alimentazione si trovava in uno stato di funzionamento assolutamente normale prima del divampare del rogo. L’azienda ha inoltre specificato che il sistema non ha registrato alcun segnale di allarme né anomalie riconducibili alla cosiddetta “fuga termica" (thermal runaway).
Sulla base di queste analisi preliminari, Xiaomi ha categoricamente escluso che l’incendio sia stato causato da un fenomeno di autoaccensione della batteria. Tuttavia, le cause esatte dell’evento restano ancora da determinare e dipenderanno interamente dai risultati delle perizie e dalle valutazioni che il dipartimento locale dei vigili del fuoco sta portando avanti.
Cosa resta da chiarire
Al momento, la compagnia non ha diffuso ulteriori dettagli logistici o dinamici, come ad esempio la velocità di marcia della vettura, o le condizioni stradali al momento del fatto. Nemmeno se ci siano stati fattori esterni o il possibile coinvolgimento in un impatto.
I veicoli elettrici di ultima generazione monitorano e registrano costantemente una mole enorme di dati attraverso il BMS (Battery Management System), tenendo sotto controllo il voltaggio delle singole celle, le temperature, lo stato di carica e gli eventuali segnali di guasto. Di norma, i problemi critici alle batterie sono preceduti da picchi di temperatura improvvisi o spie d’allarme, elementi che in questo caso sono totalmente mancati.
Sarà ora l’inchiesta dei vigili del fuoco a stabilire se l’innesco sia da attribuire a un problema intrinseco del veicolo, a una fonte esterna, alle condizioni dell’asfalto, a una collisione o ad altri fattori imprevisti.
I precedenti sotto la lente d’ingrandimento
L’episodio di Nanchang non è un caso isolato e segue una scia di incendi che hanno interessato i veicoli a marchio Xiaomi, finendo al centro dell’attenzione pubblica.
- Febbraio 2026: Xiaomi si era trovata a dover gestire un altro incendio che aveva coinvolto una SU7. Anche in quel frangente, come riportato sempre da CarNewsChina, i rilievi preliminari indicarono che il pacco batteria non era la fonte dell’innesco. Spingendo perciò gli investigatori a esaminare altre piste in piena collaborazione con il produttore.
- Ottobre 2025: andando indietro nel tempo un altro caso. E sempre di alto profilo. Protagonista anche in quella circostanza una Xiaomi SU7 Ultra, andata a fuoco però a seguito di un grave incidente stradale. Quell’episodio fu causato direttamente da un forte impatto, e le cronache dell’epoca raccontarono anche dei tentativi di salvataggio da parte dei passanti prima che l’auto venisse completamente avvolta dalle fiamme.
La vicenda di Nanchang si differenzia chiaramente e nettamente da quella dell’ottobre 2025 proprio perché la prima nota di Xiaomi non fa alcuna menzione a incidenti stradali e si concentra invece sulla totale assenza di anomalie nei dati termici della batteria.
L’azienda ha tenuto a rassicurare i clienti e gli investitori, sottolineando che l’incidente di Nanchang non è in alcun modo sintomo di un problema di sicurezza strutturale o diffuso sulla propria flotta. Xiaomi ha infine ribadito l’impegno a seguire da vicino ogni passo dell’indagine per fare totale luce sull’accaduto.