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Riforma rete carburanti: chiusura degli impianti obsoleti e incentivi alla riconversione

In Italia si potrebbero iniziare a convertire i distributori di carburanti in infrastrutture per la ricarica elettrica

Riforma rete carburanti: chiusura degli impianti obsoleti e incentivi alla riconversione
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 24 lug 2026

Il Belpaese è rimasto molto indietro rispetto ad altre Nazioni dove l’elettrico è già realtà, per motivi culturali ma anche organizzativi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della rete distributiva dei carburanti, sotto la spinta del ministro per le imprese ed il made in Italy, Adolfo Urso. La rivoluzione, contenuta nel disegno di legge annuale 2026 per la Concorrenza, potrebbe cambiare gli orizzonti di un Paese rimasto ancorato a concezioni superate e con un parco auto circolante tra i più vetusti d’Europa.

La riforma rappresenta il primo passo per una razionalizzazione della rete, programmando la chiusura o la riconversione dei vecchi impianti per una spinta completa alla ricarica elettrica o ai moderni biocarburanti. Il Disegno di Legge prevede che, dal 2028, per ottenere una nuova autorizzazione, gli impianti dovranno garantire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti fossili (elettricità, biocarburanti o idrogeno).

Investimento importante

Con un fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030, destinato alla riconversione degli impianti e agli indennizzi per i gestori che non proseguano l’attività, potrebbe esserci un importante passo in avanti. Senza una rete di colonnine di ricarica sparsa democraticamente su tutto il territorio nostrano non ci sarà mai una modernizzazione green del parco auto circolante. Il piano prevede requisiti più rigidi e maggiori controlli, insieme a misure volte a salvaguardare la continuità del servizio nelle aree interne e nelle isole minori.

La riforma imporrà anche rapporti contrattuali più trasparenti, introducendo garanzie per i gestori, condizioni di confronto tra le parti e sanzioni per l’utilizzo di forme contrattuali non conformi. “È una svolta storica, una riforma attesa da anni per un settore strategico del nostro Paese – ha annunciato il ministro Urso – Manteniamo l’impegno assunto con la filiera e interveniamo nel momento giusto per accompagnare il comparto nella sua trasformazione. Tutela dei gestori e certezza dei rapporti contrattuali, anche nei confronti delle grandi compagnie petrolifere: introduciamo regole chiare, garanzie effettive e condizioni più equilibrate".

Scattano i finanziamenti

Sono previsti contributi fino a 60 mila euro, nella misura massima del 50% delle spese sostenute, per i titolari di impianti di distribuzione del carburante che vorranno riconvertirli in una stazione di ricarica di veicoli elettrici o per la produzione di biocarburanti. Tutto questo è sancito in una norma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, inserita nel disegno di legge Concorrenza approvato in Consiglio dei Ministri, che riguarda la ristrutturazione della rete dei carburanti.

Con 40 milioni per ogni anno, dal 2028 al 2030, attraverso il Fondo dei proventi delle aste di quote di emissione di Co2 si faranno dei progressi attesi da anni. Inoltre, è previsto un ulteriore indennizzo, non superiore a 20 mila euro, che potrà essere ottenuto dal gestore che non prosegua la propria attività nell’impianto convertito.

Viene disciplinata la messa in sicurezza dell’impianto e l’isolamento delle matrici attraverso la rimozione delle infrastrutture fuori terra non funzionali alla nuova stazione di ricarica, la rimozione dei fondami e degli eventuali prodotti residui presenti nei serbatoi, l’inertizzazione dei serbatoi interrati dei carburanti dismessi e delle relative condotte. “Queste norme introducono strumenti concreti e adeguate risorse economiche per accelerare l’evoluzione di un settore decisivo per la decarbonizzazione. La trasformazione del trasporto stradale deve essere scandita da un processo governato e sostenibile, innovativo e indirizzato a tutte le tecnologie disponibili: le misure approvate oggi vanno in questa direzione”, ha aggiunto il ministro Gilberto Pichetto.

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