OSCA, come rivitalizzare un dimenticato marchio italiano grazie alla Cina
Lo storico marchio OSCA ritorna in scena con un inedito SUV chiamato MT6. Assemblata in Italia possiede piattaforma e motore cinesi
A meno che non abbiate già molte primavere sulle spalle, difficilmente potreste aver incontrato per strada una O.S.C.A., acronimo di Officine Specializzate Costruzione Automobili. Un marchio nato nel 1947 e in attività fino al 1967. Già all’epoca non era così consueto imbattersi in una O.S.C.A., poiché quelle auto sportive di piccola cilindrata non erano pensate per la massa, ma per una nicchia di clienti. I fondatori, non a caso, erano i due fratelli Maserati, che decisero di rimettere in piedi un’officina dopo la vendita della loro vecchia fabbrica (le Officine Alfieri Maserati).
Quindi, questa realtà un po’ sfortunata affonda le sue radici in quella che oggi viene identificata come la Motor Valley, la culla dei motori all’italiana. Oggi, però, la situazione è un po’ differente. I diritti di proprietà sul marchio sono passati di mano nel 2022, transitando dagli eredi della famiglia Maserati a Massimo Di Risio, l’imprenditore molisano del Gruppo DR Automobiles. Quest’ultimo ha dato forma al progetto industriale denominato Historic Italian Brand, così dopo il lancio della Itala tocca anche alla OSCA tornare in scena. Ma siamo sicuri di essere al cospetto di un vero prodotto tricolore?
MT6, la prima della rinascita
La OSCA si ripresenta in scena dopo quasi sessant’anni di silenzio con un SUV. Non è una scelta dettata dal caso ma, come sappiamo bene, è figlia di un’analisi di mercato. In Europa e in Italia i veicoli a ruote alte vanno per la maggiore, quindi, di pari passo per conquistare nuovi clienti (praticamente da zero) è necessario un veicolo con le caratteristiche che la massa predilige. Ed eccoci, quindi, al cospetto della MT6 che non è un semplice SUV, ma è un SUV-coupé che strizza l’occhio alla sportività.
Il suo design è stato curato dal centro stile di Fabbrica Italia in collaborazione con la Italdesign, che non è più (da tempo) l’atelier di Giorgetto Giugiaro e famiglia. Recentemente, infatti, è passata da essere un’azienda di proprietà del Gruppo Volkswagen a far parte della multinazionale UST. Tornando al SUV, possiamo notare delle forme muscolose, scolpite, con tante nervature che solcano le fiancate e il cofano. Il frontale è caratterizzato da un’ampia mascherina ottagonale in fibra di carbonio, mentre il tratto distintivo dell’intera vettura è la linea di cintura alta che risale verso il posteriore, dove si incrocia con le linee spioventi del tetto. I cerchi in lega sono da 21". Insomma, la sportività c’è, l’originalità e l’italianità classica – forse – un po’ meno.
Abitacolo curato
L’abitacolo fa il paio con gli esterni. Spirito sportivo esaltato dalla sedute firmate Recaro rivestiste in pelle e Alcantara – materiali che ritroviamo anche sui pannelli porta e sul cruscotto – e dalla plancia rivolta al guidatore. La tecnologia non manca, ci sono due schermi digitali da 10,25" e un infotainment che supporta Apple CarPlay Ultra. Bello il tetto panoramico in cristallo con tendina retrattile elettronicamente.
Piattaforma cinese
Ma torniamo alla domanda dell’apertura: possiamo considerare la OSCA MT6 un prodotto italiano? Dal punto di vista meccanico sicuramente no. La piattaforma deriva dalla cinese Changan, che è uno dei partner principali del Gruppo DR Automobiles, così come il motore 1.5 litri TGDI (per adesso non sappiamo la potenza) che viene abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. La velocità massima dichiarata è di 190 km/h.
Diciamo, però, che le componenti di derivazione asiatica come sospensioni, ammortizzatori, impianto frenante maggiorato e persino l’elettronica di gestione del motore, sono stati messi a punto da un team guidato da Roberto Fedeli. Quindi, un pizzico di paternità nostrana c’è.
Listino prezzi
L’auto, come capita alle altre vetture che orbitano nella sfera di DR, viene assemblata a Macchia d’Isernia, in Italia. Anzi, per OSCA è stato realizzato un impianto dedicato. E ora passiamo al prezzo. La MT6 viene proposta in un unico allestimento, comprensivo di ogni optional, a un prezzo di 49.000 euro. Probabilmente non ciò che molti si aspettavano e che porta l’asticella in una dimensione dove competono tanti brand premium affermati, a partire dai colossi tedeschi che hanno una storia ben consolidata alle spalle.
Le consegne inizieranno a partire da settembre. Non è tutto, perché OSCA ha in serbo anche il lancio di un secondo modello, la MT8 che sarà un altro SUV ancora più grande. Intanto, partiamo da questa e vediamo se l’operazione nostalgica sino-italiana avrà il successo che in Molise si attendono, sulla falsa riga di ciò che MG è stata in grado di fare grazie agli sforzi di SAIC Motor.