Volkswagen vende uno stabilimento, non in Europa ma in Cina a Xinjiang
Volkswagen venderà lo stabilimento nello Xinjiang controllato in partnership con SAIC. La casa tedesca cerca così di far fronte alla crisi tentando un rilancio che porterà a 18 nuovi modelli entro il 2030.
Volkswagen avrebbe decido di vendere l'impianto cinese di Urumqi, nella regione dello Xinjiang, che il costruttore tedesco gestisce insieme al partner locale SAIC.
La notizia è stata anticipata dalla Reuters e si inserisce nel contesto dell'attuale crisi Volkswagen che vede il gruppo di Wolfsburg alle prese con licenziamenti e possibili dismissioni di impianti produttivi europei. Secondo le informazioni finora circolate, la fabbrica starebbe per essere acquistata dalla Shanghai Motor Vehicle Inspection Certification, una sussidiaria dello Shanghai Lingang Development Group di proprietà dello stato cinese.
Non si conosce al momento il valore della transazione, ma la decisione arriva in un momento molto delicato per Volkswagen, che si trova impegnata su due fronti tra le difficoltà del mercato automobilistico europeo e la forte concorrenza in Cina, dove un tempo la casa tedesca aveva una posizione di spicco mentre adesso si ritrova ad inseguire BYD e altri costruttori locali. Il tutto senza considerare la guerra dai dazi tra Europa e Cina che potrebbe aprire nuovi e imprevedibili scenari.
LA FABBRICA NELLA CONTROVERSA REGIONE DI XINJIANG
Lo stabilimento nello Xinjiang si trova in un'area con una storia alquanto controversa. La regione è stata infatti al centro di polemiche internazionali per i presunti abusi sui diritti umani dei lavoratori, a cui si sono aggiunte le accuse riguardanti la repressione della popolazione turcofona e musulmana locale. Addebiti che Pechino ha respinto al mittente negando quindi ogni abuso.
Tornando alla vendita dell'impianto, le fonti indicano che Volkswagen cederà sia la linea produttiva che la pista di prova di Turpan (e quella di Anting a Shanghai) uscendo così definitivamente dallo Xinjiang. Nonostante questo l'azienda tedesca non rinuncerà al ricco mercato cinese e anzi estenderà la sua partnership con SAIC fino al 2040 stringendo inoltre una collaborazione con Xpeng.
L'obiettivo di Volkswagen in Cina è quello di lanciare 18 nuovi modelli entro il 2030, di cui due vetture ibride ad autonomia estesa già nel 2026.
Questo è quello che ci dicono.
Puo essere pure vero, ma guardacaso un po' se proprio ora, dopo anni che lo richiedono, hanno deciso di rispettare i diritti umani. Quando non vendono più in Cina, o a dirlo in altra maniera, quando sono i cinesi a non voler rischiar di svendere il loro know-how sulla produzione di BEV, come in parte fatto dagli europei?)
Farò peccato ma fatico a non pensare male ;-)
Non é questo il motivo per la chiusura dello stabilimento di Vw.
Cito ilsole24:
Credo di averlo detto poco tempo fa, forse in risposta a Petri97 .
Io vedo più l'opposto: sono le JV cinesi che non hanno più interesse ad avere un partner europeo conoscitore della parte termica di una vettura che andranno a sciogliere queste partnership poichè ora possono correre con le propie gambe dopo aver "azzoppato" il vecchio...
Oltretutto poi credo che gli stabilimenti in Cina non siano esattamente di proprietà ma dati in uso sulla base di concessioni dalla durata prefissata.
Quindi anche la "vendita" non credo sia qualcosa uguale a ciò che pensiamo noi a casa nostra.
Forse pecco pensando male, ma tendo a pensare che sarebe poco onorevole sentir dire a VW che i cinesi li hanno prima superati e poi "cacciati"...
"....la decisione arriva in un momento molto delicato per Volkswagen..."
Puoʻ darsi che la decisione sia legata alla volontà di ricavare tutta la liquidità possibile .
Ma non escluderei il fatto che sia stato fatto anche per un problema di esportazioni, perchè , se non sbaglio , c'è qualche mercato nel mondo ( mi pare almeno una nazione piccola piccola ... gli USA ...) che non accetta vetture o componenti fatti nello Xinjiang.
A febbraio di quest'anno ( sempre se non sbaglio ) avrebbero bloccato migliaia di auto Bentley/Porsche/Audi nei porti perchè un fornitore aveva utilizzato un componente fatto in quella regione .
Puoʻ darsi che abbiano deciso di semplificare la situazione per l'esportazione, troncando ogni collegamento con quella regione .
Si sa' ..quando c'è il male ci vuole la mediCina
In ambito industriale, quando ci sono grandi cambiamenti, che vogliono essere fatti passare in osservati, si fanno delle sceneggiate che voi non avete idea.
Piangeremo l'inarrivabile inesistente qualità tedesca e le formifabili golf, marchio Hitleriano per antonomasia acquistato da chi di auto non ha mai capito nulla.
Ormai il mercato cinese è andato a farsi benedire, se lo sono giustamente ripreso i cinesi. Che VW se ne faccia una ragione e se ne torni con la coda tra le gambe in Europa, perderà metà della forza lavoro in ogni caso.
Let's start dancing
Mi pare sensato tagliare in Cina dato che le vendite da quelle parti sono in calo
È un momento di grande fermento tecnologico in Cina.
Stanno abbandonando completamente il termico puro per passare all'ibrido ed al ricaricabile.
Quindi ci sta tutto che i produttori cambino strategie, cambino gli stabilimenti, intrecciano nuove alleanze.
Ne è pensabile che VW molli il suo primo mercato senza fare nulla.
Allora è la Cina che in crisi mica l'Europa!