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L'idea di Toyota, ecco le cartucce di idrogeno portatili per le auto e non solo

L'idea è semplice ed è quella di utilizzare queste cartucce per rifornire la vettura o alimentare piccoli dispositivi elettrici

L'idea di Toyota, ecco le cartucce di idrogeno portatili per le auto e non solo
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 28 ott 2024

Toyota, lo sappiamo bene, sta portando avanti un approccio multienergia per quanto riguarda la sua strategia di riduzione delle emissioni di CO2. La casa automobilistica giapponese punta molto anche sulla tecnologia legata all'utilizzo dell'idrogeno. Per esempio, sul mercato offre la Mirai, una vettura fuel cell. Ma l'idrogeno non è visto solo in abbinamento alle celle a combustibile ma anche come combustibile alternativo al posto della classica benzina. Idrogeno non solo per le auto comunque ma anche per creare energia pulita da utilizzare per le abitazioni ed altri usi.

Il lavoro di Toyota sull'idrogeno sta quindi andando avanti e nel corso del Japan Mobility Show Bizweek 2024 che si è tenuto a metà ottobre, l'azienda giapponese ha portato alcune interessanti novità tra cui una sorta di cartucce di idrogeno portatili per vetture che utilizzano la tecnologia fuel cell e non solo…

PER ORA SI CUCINA, MA IN FUTURO…

Questa cartucce di idrogeno, infatti, non sono state pensate solamente per le auto ma anche per alimentare qualsiasi dispositivo elettrico, come gli elettrodomestici. L'idea è semplice. Le cartucce sono compatte e sufficientemente leggere da poter essere trasportate a mano e sono progettate per rendere l'idrogeno una fonte di energia comune e sicura che può essere utilizzata nelle situazioni quotidiane.

Per quanto riguarda le auto, l'idea è quella di semplificarne il rifornimento, per avvicinarne l'utilizzo a quello delle BEV che possono essere ricaricate tranquillamente da casa attraverso una comune presa di corrente. Si va quindi a prendere questa cartuccia che può essere riposta tranquillamente in uno zaino, per poi inserirla in un'auto per fare rifornimento. Una volta esaurita, va sostituita, prelevandola da un distributore (non sono stati raccontati dettagli al riguardo ma servirà un'apposita infrastruttura di distribuzione).

Toyota non ha fornito particolari dettagli su queste cartucce. Sulle etichette delle immagini di queste cartucce possiamo leggere 4,7 litri a una pressione di 525 bar. Dunque, ne servirebbero parecchie per fare un pieno alla Mirai. Tuttavia, stiamo parlando di un prodotto dimostrativo, di un'idea che Toyota potrebbe voler seguire in futuro e non di un qualcosa pronto ad essere commercializzato.

Ad oggi probabilmente sarebbero maggiormente adatte ad alimentare piccoli dispositivi elettrici che sfruttano una cella a combustibile per generare energia. Non per nulla, si legge nel comunicato, una prima dimostrazione pratica è stata realizzata con Rinnai Corporation. Nello specifico è stata realizzata una cucina che sfrutta il sistema a cartuccia per generare elettricità in una cella a combustibile. Cucina che è stata appunto esposta durante il Japan Mobility Show Bizweek 2024.

L'idea è comunque interessante e dimostra come Toyota stia continuando a lavorare sullo sviluppo della tecnologia legata all'idrogeno per renderla sempre più pratica e disponibile a tutti. Ci sarò uno bocco per questa tecnologia delle cartucce ad idrogeno? Solo il tempo permetterà di scoprirlo.

L'idea non è comunque nuova in quanto già in passato Toyota aveva parlato dello sviluppo di cartucce di idrogeno potatili.

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Commenti Regolamento
D
Daniele Colombo 01 Jan 1970 @ 00:00

I telefoni Senza tasti sono nati dalla sviluppo della tecnologia capacitive sensing ,Hidrogeno segue leggi della fisica e che per produrlo devi rispettare

R
Rocky 01 Jan 1970 @ 00:00

Fantastico, Toyota ci rivende i bomboloni del GPL riempiti a idrogeno

D
Daniele Colombo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma attaccare e staccare per migliaia di volte un raccordo a 525 Atmosfere non è una cosa facile .
Sopratutto non si parla mai del bilancio energetico della soluzione idrogeno per autotrazione.
Per cui non si parla di idrogeno accumulato in idruri metallici a temperatura ambiente ma di una super bombola di acciaio alluminio carbonio in grado di sostenere pressioni da malati di mente .
Giusto per informazione il GPL è immesso nella bombola a 10 Atmosfere !!
A voi capire se si tratta della sola trovata di marketing ripresa da giornali e giornalisti che non fanno domande .

z
zzzz 01 Jan 1970 @ 00:00
z
zzzz 01 Jan 1970 @ 00:00

che "sparata"

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto interessante, in generale. Perché penso che il futuro sia questo anziché le "normali" batterie, magari a stato solido? No. Però il mondo tecnologico dovrebbe averci insegnato negli anni che più soluzioni si esplorano e più si diventa resilienti verso eventuali sfide del futuro. Sono contento insomma che si cerchino molte alternative che magari potranno servirci per applicazioni specifiche.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

il treno è un mezzo obsoleto
lo era già nel 900

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

No, come surplus di produzione in determinati periodi.
Esempio la Germania ha circa 70GW di Eolico e 80GW di Solare

M
Magick 01 Jan 1970 @ 00:00

Sovrapproduzione intendi che si produrrà oltre il 100% da rinnovabili?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente esistono anche le biciclette a idrogeno.

L
Luciano de Lima 01 Jan 1970 @ 00:00

Toyota, resta all'ibrido. Grazie!

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari ci sarà l'accessorio opzionale per trasformare le bombole in jetpack!

a
andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

aggiungerei anche il disegnino del diesel. che con un pieno fai anche 1000 Km. Inserirei dai pozzi alla raffineria, camion e benzinaio.

M
Matteo 01 Jan 1970 @ 00:00

L’impatto ambientale per la produzione di idrogeno si confronta con quello della catena di produzione e smaltimento delle batterie. Al momento, il vantaggio è comunque per le batterie ma bisogna considerare che qualsiasi passo avanti fatto nello stoccaggio e approvvigionamento da rinnovabili è a vantaggio di entrambe le tecnologie.
Tuttavia, sull’idrogeno c’è anche tanta ricerca sul fronte della combustione diretta.

C’è anche da considerare la dipendenza dalle materie prime, ed il vantaggio tecnologico ed economico della Cina.

In Toyota (e Porche, e BMW, e Hyundai, e …) sono tutto fuorché pazzi, o stupidi.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è per niente "easy" perché la mentalità è molto difficile da cambiare ma di certo non mi metto a valutare Toyota su quello che ha fatto adesso perché praticamente non ha fatto niente.
Le bZ sono auto appena sopra il livello compliance car

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutt'apposto allora dai. Tolta la nostra confusione è fatta easy.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Aspe', non facciamo confusione.
Fino ad ora Toyota non ha fatto manco il minimo indispensabile più che altro il problema è che resta con mentalità "conservativa", ma questo è un problema anche culturale giapponese.
Non ho nessun dubbio che potrebbe fare quello che ha fatto, per esempio, Xiaomi e per assurdo potrebbe pure saltare il passaggio che hanno fatto le europee.
Stellantis ha puntato in questa fase di transizione su piattaforme multienergia, VAG invece ha fatto tanta confusione con una MEB che non era all'altezza.
Ora è migliorata ma nel 2024 doveva esser già CtP.

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo non è così facile e dopo più di 5 anni in cui "ormai le europee hanno raggiunto tesla e si apprestano a superarla" credevo fosse pacifico che non è così facile fare un'auto elettrica competitiva e profittevole (e soprattutto da un foglio bianco) ma a quanto pare così non è. Staremo a vedere comunque dai.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Nah non è troppo tardi, il parco circolante elettrico (quantomeno a livello europeo) è ancora troppo basso, dovranno cominciare a cambiare marcia quando raggiungerà almeno il 30%. Già secondo me se presentassero una nuova Aygo full electric potrebbero dire la loro sulle city car, visto che la scelta attualmente è scarsa.
Facendo una previsione, secondo me fino al 2030 c'è ancora tempo per virare su una visione più orientata sull'elettrico.

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Potrebbe essere già tardi per "cambiare idea". Le prime elettriche toyota sono letteralmente le peggiori elettriche mai viste in fatto di efficienza.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Però è anche vero che per quanto riguarda l'ibrido sono i migliori.
Diciamo che il problema non è ora, ma quando i veicoli elettrici saranno la maggioranza. Sarà compito dei vertici Toyota capire che proseguire sulla strada dell'ibrido non pagherà, e che sarà necessario passare totalmente all'elettrico.
La comparativa con Nokia la si potrebbe fare se decidessero di puntare tutto su una sola cosa sbagliata e rifiutarsi di cambiare idea in tempo.

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

sono trovate da startup finanziate con fondi gratuiti da governi, altrimenti non si metterebbero nemmeno a idearle certe cose, poi i media stessi hanno bisogno di riempire i loro portali...

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Eppure l'esempio del pane doveva essere uno spunto...
Per produrre l'idrogeno serve elettricità. Tanta. Poi stoccaggio e trasporto richiedono molta elettricità. Poi in auto il passaggio da idrogeno a elettricità è a basso rendimento. Questo significa che il pane non può costare meno della farina. Se hai 100kwh di elettricità prodotti alla fonte, con una macchina elettrica ne usi 90 effettivi per far muovere la macchina. Con una a idrogeno ne usi 30 effettivi.... Ma ne paghi 100. Adesso provaci tu, a cui piace tanto sperare, a trovare una soluzione al fatto che tutti quei passaggi, che sono costosi sia in termini economici che dal punto di vista energetico, diventino magicamente a incidenza zero.

Continua pure a sperare in qualcosa di irrealizzabile e non fare confronti insensati con tesla. Tesla partiva da una situazione in cui già sulla carta si sapeva che era un sistema più efficiente, dovevano affinare la tecnica. Con l'idrogeno invece si sa che è più sconveniente ma tu speri che con la bacchetta magica si possano cambiare le leggi della fisica

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

magari anche no!!!! già sono estremamente pericolosi così come sono....
meno camion e più trasporto ferroviario, grazie.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Non realizzabile... quando tesla era una sconoaciuta e piccola azienda nel 2009, tutti dicevano lo stesso delle auto a pile. Invece vediamo che oggi, dopo 14 anni, l'auto a pile è cresciuta ed è ottima per certi casi di uso, soprattutto a corto/medio raggio urbano/extraurbano con box auto.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

la sottile differenza è che tu speri in qualcosa di non realizzabile, quindi resta una paura fantasia. Hai più probabilità che la sostituta delle bev sia l'auto a propulsione atomica piuttosto che lo diventi quella a idrogeno. Con tutta la buona volontà del mondo il pane non può mai costare meno della sola farina... E l'idrogeno è il pane

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

E poi voi fanatici dell'auto a pile siete quelli che guardano al futuro... Siete fissati e chiusi esattamente come i no watt.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Sperare non ti costa nulla... Il lato negativo della cosa è che più ci speri e piu ci resti deluso.

r
redshift 01 Jan 1970 @ 00:00

Minchiata galattica. Non riescono a competere sull'elettrico puro allora devono riciclare i soldi buttati sulla loro tecnologia delle auto ad idrogeno. Ma se l'idrogeno non lo produci da fonti rinnovabili inquina molto di più del metano. Ma anche se lo produci da fonti rinnovabili per produrlo, gli elettrolizzatori hanno efficienza basse lo devi comprimere a 500-770 bar, altra energia buttata e poi lo devi di nuovo riconvertire in elettricità con una pila a combustione che non ha efficienze esaltanti , perdendo altra energia . Se dall'energia elettrica iniziale ti ritrovi alla fine un terzo ti è andata bene. Poi con un affare di questo hai poca energia, parliamo di circa 3,3kWh di energia elettrica equivalente, ma ad oltre 500bar nello zaino, io non ci andrei in giro: se il sig Toyoda vuole andarci, prego si accomodi.

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Il volume resta lo stesso, ovviamente. Se il volume è lo stesso e l'idrogeno diminuisce (perché lo usi) allora diminuisce la pressione

Sull'efficienza energetica dell'idrogeno sono assolutamente d'accordo con te. Ci sono dei settori definiti "hard to abate" e per alcuni di questi l'idrogeno sembra essere una possibile soluzione. L'automobile non è certamente uno di questi. La stessa energia di partenza è molto più valorizzata se usata per muovere una normale auto elettrica.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella testa degli elettrofanatici, auto a batterie=auto elettriche.
È falso, semplicistico e sintomatico del fanatismo che vi attanaglia.
Io spero che tecnologie alternative al pacco di batterie si sviluppino alla svelta e l'idrogeno, ora solo ambrionale in campo automobilistico, è molto interessante.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello non serve per fare tutto il pieno. Ma è come portarsi dietro una batteria extra.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Il motore è elettrico, l'alimentazione è a idrogeno. La qashqai epower va con un motore elettrico. Definisci elettrica anche lei?

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Una piccola nota: la Mirai è elettrica. Ed è forse l'auto più avanzata e moderna che esista.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Purché non sia elettrica? La Mirai È elettrica.

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Dovesse avere un malfunzionamento lo zainetto a 525 bar, non vi recuperano più nemmeno col cucchiaino.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulla prima parte vediamo tra 9 giorni (vediamo se verrà spazzata via la fuffa ed il nascente regime) ma comunque buffa!
Si pensa di usare un sistema che spreca energia per sostenere un sistema fuffaro che produce energia costosa, pretesto per incassare fondi pubblici come certe organizzazioni insegnano da sempre, per cui alla fine quell'uovo al tegamino mi costa quanto un pollo arrosto al Billionaire.

S
Skreepers 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Idrogeno...che inutile complicazione...

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sono espresso male. Intendevo il problema della differenza di pressione, non il problema della pressione in sé. Se fai due sistemi separati, con due pressioni diverse il problema è risolto, tanto poi l'idrogeno non entra mica a quelle pressioni nella fuel-cell. Comunque, no, la pressione non è costante nei serbatoi della Mirai

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensi questo sei tu che stai "giocando" con la pressione. Prelevi qualcosa da un contenitore rigido e pensi che la pressione resti costante? La pressione costante l'avresti solo con un serbatoio che si comprime durante l'utilizzo oppure immettendo altro gas (aria?) nel serbatoio ma non c'è alcuno motivo per fare l'una o l'altra cosa. Il primo introdurrebbe parti mobili in un sistema di stoccaggio di un gas esplosivo compresso ad alta pressione e chiaramente non è una buona idea, il secondo spenderebbe probabilmente più energia di quella che ricavi dalla fuel-cell per diluire l'idrogeno contenuto nei serbatoi e chiaramente non è una buona idea.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

l'idrogeno va bene x i camion, gli autobus e i mezzi pesanti
magari qualche SUV di grosse dimensioni al massimo
molto bello il bmw x5 a idrogeno
che in pratica è la toyota mirai su telaio e carrozzeria dell'x5

M
Mattia532 01 Jan 1970 @ 00:00

Mettici anche il bel botto che farebbe l'auto se una sola di quelle si danneggiasse 😅

M
Mattia532 01 Jan 1970 @ 00:00

Fai anche più km vista l'inefficienza delle auto ad idrogeno.

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

e-SHyIPS della UE sta lavorando proprio al quadro normativo per la decarbonizzazione di parte del trasporto marittimo tramite idrogeno. Purtroppo è una soluzione problematica per i grossi spostamenti infatti è un progetto destinato alle navi passeggeri (la P nell'acronimo). Il fatto che serva tanta energia e che l'idrogeno sviluppi poca energia in relazione allo spazio che occupa, è un problema. Certo lo spazio varia in base alla pressione ma comunque comprimere qualcosa richiede energia e l'idrogeno, anche se compresso a centinaia di volte la pressione atmosferica ha ancora poca energia in relazione ai litri. Su una nave commerciale, tutto lo spazio che ti serve per stoccare l'idrogeno è spazio che sottrai al carico, quindi, ai costi maggiori, si aggiunge un minor guadagno per ogni tratta. Le sfide sono importanti ma ci si sta lavorando.

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema della pressione è risolvibile. Ci siamo immaginati tutti un sistema di rifornimento classico ma nel concept la bombola ha il suo spazio per essere inserita, quindi, se puoi lasciarla lì, basta fare un sistema che vada direttamente dalla bombola alla fuel-cell, senza passare dai serbatoi interni dell'auto. Quindi non sarebbe un sistema di ricarica ma un sistema di alimentazione. Resta il fatto che mi pare una soluzione poco efficiente e poco economica.
Poi, comunque, anche nel caso di volerci fare rifornimento, i 700 bar la Mirai li ha col pieno ma non rifornisci un'auto che ha già il pieno. Mano a mano che usi l'idrogeno, la pressione scende e quindi potrebbe essere possibile rifornire in modo passivo anche con pressioni diverse ma, sicuramente, servirebbe energia per assorbire tutto l'idrogeno contenuto nella bombola.

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, essendo che i serbatoi della Mirai non hanno una struttura comprimibile, la pressione sarà AL MASSIMO di 700 bar e scenderà mano a mano che l'idrogeno viene usato. Non è che vai a ricaricare un'auto che ha già il pieno. Secondo me questo sistema ha tante altre criticità. Comunque, quello che dici ha un po' di senso, perché comunque, se ciò fosse "in serie" al normale sistema di serbatoi si arriverebbe ad un punto in cui la pressione dei serbatoi e quella della bombola si equivalgono e per incamerare il resto dell'idrogeno servirà usare energia. La cosa più probabile è immaginare di avere un sistema "in parallelo", che porti idrogeno direttamente dalla bombola alla fuel-cell.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto, visto che si va verso una sovrapproduzione di energia rinnovabile potrebbe essere conveniente.
Per non usare l'H nel trasporto leggero ci sono ben altri motivi.
Range non di molto superiore, costi decisamente elevati, stoccaggio a 700bar, costi delle stazioni di ricarica decisamente elevati, kg giornalieri delle stazioni, stazioni fuori dai centri abitati, ecc.
I NoWatt non si rendono conto che per avere 500/600 km(Nexo e Mirai) di autonomia servono bomboloni di oltre 150 litri.

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Sisi, come no. Sono 50 anni che faccio lascio?

Hanno promosso (leggi segato) Toyoda per la sua chiusura sull'elettrico e ora devono correre.

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà non sono in ritardo. Hanno detto ben prima che diventasse mainstream che l'elettrico per loro non era una strada percorribile per almeno 20 anni e quindi puntavano sull'ibrido.
In effetti i primi prodotti elettrici decenti cominciano a vedersi ora...

N
Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Stiamo andando all'aumento della potenza installata delle rinnovabili, che nonostante questo non garantiscono il carico di base e sprecano tantissima energia nei momenti di picco.
Stoccare l'energia producendo idrogeno, anche se poco efficiente è meglio che buttarla.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo 161 grammi di idrogeno, oltretutto a 525bar, mentre nella macchina devono andare a 700 bar (come la risolvono? Consumando ulteriore energia?), e soprattutto stivati qua dentro: https://uploads.disquscdn.c...

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

161 grammi di idrogeno, oltretutto a 525 bar, mentre nella macchina devono andare a 700bar (come la risolvono? Consumando ulteriore energia?), e soprattutto stivati qua dentro: https://uploads.disquscdn.c...

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

L’idrogeno ha senso solo su quei mezzi dove una batteria odierna sarebbe problematica (navi? Camion?) e dove ci sono attracchi o stazioni di sosta ridotte come i porti, dove si possono mettere stazioni ad idrogeno ben gestite e controllate. Molto diverso per i mezzi come auto.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

la produzione e accumulo di H è conveniente quando hai elettricità da buttare e invece di svenderla produci qualcosa

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi semba una non soluzione in cerca di un problema che andrebbe comunque risolto in altro modo.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Sinceramente questa immagine può essere usata solo per dimostrare l'efficienza, ci sono ben altri motivi per non usare l'idrogeno per il trasporto leggero.
La produzione ed accumulo di H potrebbe essere più conveniente, anche se meno efficiente, di altri tipi di accumulo.

W
Watta 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che hanno giocato troppo a Fallout questi!

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo cambia tutto... Ma ce ne restano parecchi di no watt la fuori che leggono... E sono sicuro si saranno emozionati tantissimo leggendo la notizia e pensando fosse fatta... Bombolina piccola e leggera da sostituire al volo e via. Mi sembra giusto informarli della realtà delle cose

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi andrebbe consumato un botto di energia per produrre idrogeno, da usare per alimentare una cucina?
Non mi pare economicamente vantaggioso, anche se non si parla di costi

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

... per tua info, ho provato 15 gg fa una Taycan Cross Turismo che sto seriamente valutando di acquistare...

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Nokia era il primo "costruttore" di telefoni al mondo. Sicuramente c'è stato il primo costruttore di carrozze, il primo di videocassette, di DVD, kodak di pellicole... Sai quanti primi costruttori al mondo ci sono nel cimitero di chi non ha capito il futuro?

I
Iginio 01 Jan 1970 @ 00:00

xo' ha ragione, Toyota ha investito pesantemente nell'H, ovvio che cerchi di tirare l'acqua al suo mulino decantando le innumerevoli meraviglie dell'H, secondo me hanno fatto un passo falso con l'H ed ora cercano di "pomparlo" a + non posso :)

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Con una di queste una Mirai fa 10-12 Km... ad occhio.
Basta avere un camion dietro che ogni 10 Km cambia cartuccia ed abbiamo risolto.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che tutte le immagini che spingono per presentare questa soluzione, sia di una bombola messa una macchina... E si sa che i no watt credono a qualsiasi cosa purché non sia elettrica

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

...
Tuttavia, stiamo parlando di un prodotto dimostrativo, di un'idea che Toyota potrebbe voler seguire in futuro e non di un qualcosa pronto ad essere commercializzato.

Ad oggi probabilmente sarebbero maggiormente adatte ad alimentare piccoli dispositivi elettrici che sfruttano una cella a combustibile per generare energia. Non per nulla, si legge nel comunicato, una prima dimostrazione pratica è stata realizzata con Rinnai Corporation. Nello specifico è stata realizzata una cucina che sfrutta il sistema a cartuccia per generare elettricità in una cella a combustibile. Cucina che è stata appunto esposta durante il Japan Mobility Show Bizweek 2024.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Toyota è il primo costruttore al mondo... Fuffa non direi proprio...

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Dimmelo tu cosa mi è sfuggito...

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse è meglio che rileggi l'articolo...

L
Lander 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi sembra una grande idea. Ne servirebbero decine per raddoppiare l'autonomia della Mirai e dove le tieni? Nel bagagliaio? Nel bagagliaio di un'auto lasciata al sole?
Non so. L'idea può essere interessante e funziona già in ambito elettrico con gli scooter Gogoro (ma penso ce ne siano anche altri) ma non mi sembra fattibile per l'idrogeno. Servirebbe una tecnologia per caricare più grammi di idrogeno a pari volume, tipo delle bombole che resistano a pressioni di... boh... 1500 bar? che sarebbe il doppio di quelle della Mirai e il triplo di queste. Questa tecnologia dovrebbe anche essere commercializzabile ma a quel punto sarebbe comunque insensato farci delle bombole di ricarica e converrebbe di più aggiornare la Mirai per raddoppiarne l'autonomia di base. Anche perché se pure questa tecnologia fosse commercializzabile, non sarebbe economica e fare tante bombole piccole costerebbe più di una grande in relazione ai litri o ai grammi di idrogeno trasportabili.
Tutto questo senza contare l'inefficienza di produrre energia elettrica, sprecarne una parte consistente per convertirla in energia chimica e successivamente sprecarne di nuovo una parte consistente per riconvertirla in energia elettrica. Questi due passaggi sono molto più efficaci se al posto dell'idrogeno si usa una batteria. L'unico utilizzo che pare sensato per questo sistema è proprio il grill a induzione da esterno però, anche qui, sarebbe molto più efficiente comprarsi una prolunga e usare direttamente l'energia elettrica della casa.
Aggiungiamo anche che, a prescindere da come funzioni questo sistema, il caricamento deve essere attivo per trasferire tutto il contenuto della bombola, altrimenti, una volta che la pressione del serbatoio e quella della bombola si equivalgono, l'idrogeno smette di muoversi dalla bombola al serbatoio. Quindi, o fai un nuovo sistema, quindi non un vero rifornimento ma un sistema che scavalca i serbatoi e pesca direttamente dalla bombola, oppure devi spendere altra energia per assorbire tutto l'idrogeno

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne devi caricare a bordo una decina per fare circa 350 km. Dovresti portarti dietro un carrello appendice per stivarcene una ventina.
Vedi in pò tu se sia la cosa che andrebbe bene a te..

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

siamo sempre qui... fuffa

https://uploads.disquscdn.c...

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

No guarda, io sto bene con le bev. Gli altri liberi di scegliere come preferiscono

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

Una bella bomba e via

P
Portobello 01 Jan 1970 @ 00:00

a 33km te la compri tu

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Avevo considerato fosse a 700 bar come la mirai, ma vedo ora che è anche meno... Quindi non ci fai neanche i 33 km che dicevo prima

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Ritornerà in auge l'antico mestiere del bombolaro.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo quanto dichiarato da Toyota, rappresenterebbero una soluzione alla carenza di stazioni di rifornimento di idrogeno. Il principio è piuttosto semplice: se le auto elettriche possono essere ricaricate comodamente a casa, perché non applicare lo stesso concetto al rifornimento di idrogeno?

Rispetto alle bombole di idrogeno montate su veicoli a celle a combustibile, come la Toyota Mirai, queste cartucce si presentano come notevolmente più piccole e leggere, con dimensioni comparabili a quelle di uno zaino. Una volta esaurite, possono essere facilmente sostituite, similmente a quanto avviene con le pile.

Tutto molto positivo, se non fosse che questo stesso annuncio nasconda molte criticità.

In primo luogo, l'azienda non specifica la quantità di idrogeno che ciascuna cartuccia può immagazzinare. L'unico modo per cercare di capirlo, è rifarsi all'etichetta mostrata nelle immagini che fa riferimento a 4,7 litri e una pressione di 525 bar. A una temperatura di 0 gradi, ciò si traduce in un totale di 161 grammi di H2. Considerando che una Toyota Mirai di seconda generazione ha una capacità di 5,65 kg, risulta evidente che sarebbero necessarie almeno 35 cartucce per una ricarica completa, il che non sembra affatto praticabile per una produzione su larga scala.

Inoltre, l'idea di utilizzare queste cartucce sarebbe molto interessante se l'idrogeno fosse disponibile in natura nelle forme e nelle quantità necessarie. Tuttavia, la realtà è ben diversa: l'H2 deve essere prodotto. A meno che non si opti per metodi che impiegano fonti non rinnovabili come il gas metano, la produzione di idrogeno richiede energia elettrica, il che rende il processo complessivamente poco conveniente sia dal punto di vista economico che energetico. In aggiunta, l'H2 deve essere stoccato e mantenuto a temperature estremamente basse, aggiungendo ulteriori costi e complessità al sistema.

Quello che mi preme sottolineare è quindi l'importanza di mantenere un approccio prudente di fronte a novità apparentemente rivoluzionarie, evitando di considerarle soluzioni già pronte e immediatamente applicabili su larga scala. Nonostante l'idrogeno venga spesso presentato come una soluzione ideale per la mobilità sostenibile, la realtà dimostra che esistono ancora numerosi ostacoli tecnici, economici e infrastrutturali.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa, ma il contenuto della bombola non dipende da quanto viene compresso?

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

1 litro di idrogeno pesa 71g.... Quindi quella bombola da 4.7 litri contiene la bellezza di 334 grammi di idrogeno. Considerando che con 1kg di idrogeno si fanno 100km con quella bombola si percorre la bellezza di 33km. in pratica non è neanche detto che riesco a fare da distributore a distributore. E poi ci si lamentava delle elettriche 😂

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Cambieranno i tempi di adeguamento sia dei consumatori che delle aziende coinvolte ma non il risultato finale. L'unica differenza sta nel fatto che un nonnetto può ancora usare il Brondi o il 3310 oggi e userà la panda a nafta finché campa... Le aziende chiuderanno prima.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

E invece rischiano e parecchio a mio avviso. Nessuno pensava neanche lontanamente che Nokia potesse fallire, all'epoca era leader indiscusso del mercato mondiale, con un 40% di quota di mercato, e con lei Siemens, Sony, Ericsson... I tempi nell'auto sono più lunghi ovviamente, visto che un telefono lo cambi ogni 1-2 anni e un'auto ogni 10, ma, proprio come Nokia non capì all'epoca che iOS aveva cambiato tutto per sempre e che l'unica speranza per gli altri produttori era adottare subito Android, unica alternativa all'altezza, adesso i Giapponesi non hanno capito che il futuro è scritto, è l'elettrico ed è l'elettrico a batteria, sul quale si stanno concentrando da anni investimenti enormi per migliorare la tecnologia. I cinesi hanno fatto passi da gigante e ancora ne faranno, di qui a qualche anno succederà quello che è successo nella telefonia con Huawei e Xiaomi.

d
doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

i giapponesi sono sono europei o americani, inoltre la transizione da telefono a tasti a tutto schermo ci si impiega il tempo di un pagamento e un giro in negozio, sul tema auto c'è un'intera macroeconomia dietro. Non penso che Toyota o Honda saranno costrette a smantellare tutto.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

4,7 litri non è qualcosa di grosso, ma non ci fai di sicuro il pieno all'auto.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Belle, mi ricordano un pò le celle di fusione per alimentare le armature atomiche in Fallout :D

W
Watta 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche la consegna a domicilio

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Manco nokia e BlackBerry credevano negli smartphone senza tastiera ma il mondo ha fatto spallucce ed è andato avanti.

d
doctorstefano 01 Jan 1970 @ 00:00

forse perchè, come Honda, non ci crede.

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Stazioni di rifornimento con questo sistema sarebbero un’ottima alternativa all’elettrico.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe la salvezza della mobilità

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

vero ma non cambia che non danno le dimensioni :)

a
acitre 01 Jan 1970 @ 00:00

Toyota è una fabbrica di fuffa (stato solido, ora questo) da quando si affanna a cercare di nascondere, malamente, il suo ritardo nell'elettrico.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Idea interessante, ma resta sempre più semplice usare la corrente elettrica, al massimo potremmo generare su larga scala corrente con l'idrogeno.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Accendini a idrogeno, la nuova frontiera.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è una batteria, è solo una bombola di gas.

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

interessante come toyota non faccia capire le dimensione di questa batteria .
a vedere il rendering sulla macchina sembra grande come uno specchietto a vederla nella foto sembra il doppio ..

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono tascabili ?

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Faccio meno fatica ad attaccare la spina ...

C
CANAL+ 01 Jan 1970 @ 00:00

seguo attentamente toyota con il suo impegno sull'idrogeno