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Stellantis rafforza la partnership con Leapmotor, tra crediti di CO2 in Europa e produzione in Brasile

Stellantis acquista crediti verdi da Leapmotor per rispettare i limiti UE e avvia la produzione di B10 e C10 in Brasile con flex-fuel

Stellantis rafforza la partnership con Leapmotor, tra crediti di CO2 in Europa e produzione in Brasile
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 7 apr 2026

La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor continua ad allargarsi su più fronti. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha confermato due iniziative che consolidano ulteriormente il legame con il partner cinese. La prima riguarda i crediti di CO2 in Europa (il fenomeno del pooling), la seconda l’avvio della produzione di due modelli nello stabilimento brasiliano di Goiana.

I crediti di CO2 in Europa

Dopo l’uscita dal pool per le emissioni gestito da Tesla, Stellantis ha ufficializzato la propria strategia per rispettare i limiti di CO2 imposti dall’Unione Europea. Queste prevede l’acquisto di “crediti verdi” da Leapmotor. Ricordiamo che la normativa europea consente il pooling, la possibilità per le case automobilistiche con emissioni medie più elevate di unire le proprie flotte a quelle di produttori più virtuosi, acquistando i crediti in eccesso generati dalla vendita di veicoli a zero emissioni. Secondo le previsioni Dataforce, Stellantis ha mancato il proprio target CO2 per il 2025 di circa 6 grammi per chilometro.

Leapmotor ha formalizzato l’accordo in un documento depositato alla Borsa di Hong Kong il 31 marzo scorso. Nel documento si legge che l’azienda cinese cederà a Stellantis i crediti generati dalla vendita di tutti i veicoli 100% elettrici e con range extender commercializzati con il proprio marchio nell’Unione Europea e nel Regno Unito nel periodo dal 31 marzo al 31 dicembre 2026. I crediti ceduti nel 2025 si sono attestati a 1,1 miliardi di yuan (circa 138 milioni di euro). Per il 2026 la cifra potrebbe salire a 2,8 miliardi di yuan (circa 350 milioni di euro), anche grazie all’avvio della produzione nello stabilimento spagnolo di Figuerelas.

La produzione in Brasile

Sul fronte industriale, Stellantis ha confermato la produzione delle Leapmotor B10 e C10 presso il polo di Goiana, nello Stato brasiliano del Pernambuco. L’impianto è già in fase di ampliamento per ospitare le nuove strutture dedicate all’assemblaggio dei due modelli. L’annuncio è arrivato in occasione della firma di un contratto di partnership tra Leapmotor e il Palmeiras, club calcistico di San Paolo fondato nel 1914 da immigrati italiani.

Herlander Zola, presidente di Stellantis per il Sud America, ha definito la produzione locale “un elemento fondamentale della strategia di consolidamento ed espansione del marchio in Brasile e Sud America” e ha anticipato una novità tecnologica legata allo sviluppo della tecnologia REEV Flex. Si tratta di una tecnologia che applica la soluzione dei propulsori flex-fuel (capaci di usare e combinare diversi combustibili tra cui l’etanolo) ai sistemi di propulsione elettrica con range extender. La tecnologia sarà sviluppata con il contributo dello Stellantis Tech Center e progressivamente integrata nelle attività produttive brasiliane.

Sul fronte canadese restano in corso trattative per sfruttare uno stabilimento inattivo a Brampton, in Ontario, per produrre auto Leapmotor, ma l’ipotesi non ha ancora trovato l’accordo delle autorità locali.

L’amministratore delegato Antonio Filosa aveva anticipato nei giorni scorsi una “collaborazione industriale che prevede anche la condivisione di forniture e tecnologie” e che porterà Stellantis “a livelli superiori in materia di elettrificazione”. La REEV Flex rappresenta la prima conferma concreta di questo percorso.

Qualche perplessità strategica

La dipendenza crescente di Stellantis dalla tecnologia Leapmotor solleva una questione strategica che l’acquisto di crediti CO2 rende ancora più evidente. Di fatto Stellantis non sta semplicemente distribuendo auto cinesi in nuovi mercati, sta esternalizzando una parte della propria capacità di rispettare le normative europee sulle emissioni. Nel breve periodo è una soluzione efficace e relativamente economica. Nel medio periodo, però, significa che la conformità normativa di Stellantis in Europa dipende dalle performance commerciali di un partner su cui il gruppo ha sì influenza ma non un controllo totale. Se le vendite Leapmotor in Europa rallentassero o se cambiassero le regole del pooling (al di là della condivisibilità di questo sistema), Stellantis si troverebbe esposta a criticità poi difficili da arginare.

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