Samsung SDI punta sulle batterie allo stato solido e lancia una linea produttiva pilota
L'azienda inizierà i test sulle nuove celle allo stato solido.
Le batterie allo stato solido, sulla carta, dovrebbero permettere alle auto elettriche di poter fare un importante salto avanti sui fronti della ricarica e dell'autonomia. Nel corso degli ultimi mesi abbiamo visto diversi annunci in tal senso con aziende del settore e case automobilistiche che hanno iniziato a parlare più concretamente dei loro progetti. Adesso, anche Samsung SDI ha raccontato qualcosa di più del suo progetto relativo alle batterie allo stato solido.
TESTARE I PROCESSI DI PRODUZIONE
A quanto pare, l'azienda ha iniziato a costruire la sua prima linea di produzione pilota per le celle delle batterie allo stato solido. Non sarà realizzata una fabbrica apposita. L'azienda ha scelto, infatti, il suo centro di ricerca e sviluppo nella città di Suwon per realizzare questa linea produttiva a scopo di test chiamata "S-Line". Al suo interno, Samsung SDI potrà sperimentare tutti i processi di produzione delle nuove celle e affrontare tutte le problematiche che potrebbero presentarsi.
In questo modo, l'azienda conta di risolvere le criticità delle nuove celle per poi arrivare in futuro ad una produzione di massa. Samsung SDI non ha fornito particolari dettagli tecnici di questa sperimentazione ma quanto imparato sarà fondamentale per il futuro visto che l'azienda conta di ritagliarsi un ruolo da leader in questo campo nei prossimi anni. Come tutti i progetti legati alle batterie allo stato solido non rimane che attendere per capire come evolverà davvero questa tecnologia.
Solo nei prossimi anni potremo capire se davvero le batterie allo stato solido permetteranno alle auto elettriche di fare quel salto qualitativo che le aziende oggi promettono. Non bisogna dimenticarsi, comunque, che l'attuale tecnologia degli accumulatori ha margini di miglioramento ancora molto ampi.
Ci sono poi aziende che hanno messo le mani avanti affermando che per poter davvero sfruttare i vantaggi delle batterie allo stato solido ci vorrà molto più tempo di quello che si crede. Parliamo, per esempio, di CATL che aveva dichiarato che ci vorrà diverso tempo prima che tale tecnologia inizi a prendere piede. L'azienda cinese stima che la quota di mercato di questi accumulatori sarà circa dell'1% nel 2030. C'è poi Toyota che ha già detto che porterà al debutto queste batterie nel 2025 ma solo sulle auto ibride, soprattutto per una ragione di costi.
Le batterie per auto sono il nuovo business, tutti i più grandi produttori mondiali stanno investendo in questo settore, mi chiedo però se ci sono anche investimenti nel riciclo di queste batterie quando saranno esauste, non vorrei che questa corsa al green non si rilevi poi più dannosa per l'ambiente dei combustibili fossili con tutti i rifiuti poi generati.
Le cose non sono necessariamente collegate. Samsung, un pò come l'economia Giapponese, investe sul futuro, non sull'assistenzialismo di spesa corrente. Sono in tutti i gangli della frontiera tecnologica, per andare male Samsung deve andare male tutto il mondo. Le nostre piccole e medie imprese d'altro canto sono il male assoluto, avevano senso il secolo scorso ma ormai con la globalizzazione e con un tasso di innovazione così rapido sono tagliate fuori, i nostri macchinari di produzione sono tra i più vecchi tra le grandi economie, quindi i beni prodotti sono in misura o qualità o entrambi inferiori. Essendo piccoli non ci sono i fondi per investire, per fare ricerca. Insomma la nostra spina industriale è un morto che cammina da anni ed infatti perdiamo pezzi. Non c'è più posto nel 2022 per la fabbrichetta di famiglia da 50-100 addetti, ormai vai a fare a cazzotti con chi ha 1000 volte le tue capacità. Questo si traduce in una pressocché nulla resistenza in momenti difficili. Vedremo ora con la crisi energetica, dopo 2 anni di covid, chi resterà aperto e chi fallirà. Un settore che per motivi familiari conosco abbastanza è quello dei semilavorati (acciao, infissi, componenti infrastrutturali), 20 anni fa c'era una miriade di piccole aziende in Italia che lo facevano, all'inizio arrivava la materia prima da fuori e si acquistava la sua lavorazione da aziende italiane (ILVA e soci), poi si è iniziato a comprare i materiali semilavorati direttamente dall'est, ora invece sono completamente tagliati fuori e si acquistano prodotti finiti e moltissimi si sono convertiti a rivenditori, siamo franati a valle della catena del valore, questo non è sostenibile in un paese che per composizione demografica particolarmente anziana (una fascia che non stimola affatto i consumi se non alcuni del terziario i quali sono comunque a zero valore aggiunto per la ricchezza nazionale) dovrà sempre più appoggiarsi all'export. In Asia hanno società molto patriarcali che portano sugli uomini una pressione sociale del tutto sconosciuta a noi Italiani (usando i loro canoni i milioni di trentenni che vivono ancora a casa coi genitori dovrebbero fare seppuku).
Ma anche se si venisse a sapere una roba del genere su Apple, anche se non produce nulla in patria, le ricadute di immagine sarebbero molto pesanti. Ne avrebbero parlato tutti i giornali. Di questa storia di Samsung io non ne avevo mai davvero sentito parlare.
La sud corea è una colonia/controllata americana dalla guerra di corea in poi, e Samsung compone un terzo dell’intero pil coreano , non ne sentirai mai parlare male veramente nei mass media. Se ciò fosse successo in huawei ci sarebbero state prime pagine in tutti i giornali del mondo.
Samsung in realtà è la sud corea, compone circa il 30% del pil sudcoreano fra tutte le sue controllate. Il che ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Un eventuale declino di questa sola azienda (che è molto legata alla supply chain globale) significherebbe un declino di tutta la sud corea. Noi abbiamo un economia composta da piccole medie imprese molto diversificate, e anche questo hai suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Ma se in Italia si mangia e si vive bene non è mica un difetto. In sud Corea e Giappone ci sono tassi di suicidio fra i più alti al mondo, la cultura del lavoro è più che tossica per i nostri standard , l’azienda forse è forte, ma l’individuo ne esce massacrato
Qualche giorno fa Vice ha pubblicato su Youtube un breve documentario sullo "scandalo" coreano di Samsung: l'azienda per un decennio ha fatto lavorare i dipendenti con sostanze tossiche, senza protezioni. La cosa è venuta fuori perché il padre di una lavoratrice ammalatasi di leucemia ha fatto causa all'azienda e si è scoperto che in quei reparti la gente si ammalava e moriva. Mai sentita questa storia in occidente.
Un attimo che chiamo in corea
Si ma con queste 2 cose non ottengono più di tanto,se non cambiano mentalità,l’Italia non avrà mai nessun tipo di crescita e si impoverirà sempre di più,con la gente che non c’è la fa più a vivere in questo paese di ladri tra l’altro e cercherà di trasferirsi appena ne avrà la disponibilità
E anche al turismo, così da imporre vincoli paesaggistici ovunque
Si che poi la pizza posso farmela anche a casa quando ho fame volendo e dovrebbero pensare di più allo sviluppo tecnologico se non vogliono che l’Italia fallisca e che tutti si trasferiscano all’estero,oltre al fatto che se l’Italia diventa sempre più disabitata cosa faranno poi i politici non avendo nessuno che possono comandare
Una pizza non la si nega a nessuno.
Almeno abbiamo i forni più avanzati del mondo, un vanto.
In Italia si punta solo alla ristorazione invece che alla tecnologia e ricerca
Che azienda enorme che è Samsung, ad avercene una in Italia... vabbé noi puntiamo tutto sul nostro grande romanzo 50 shades of ITA.
s22 U CHE DICONO?
It: aggiornamento di patch di sicurezza di Marzo su galaxy a41